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NO, DOMANI POMERIGGIO LAVORO

20 maggio 2016

Svegliatami dal mal di testa che mi affligge da tre giorni – nonostante la compressa di tachicaf, il brufen, le 60 gocce di toradol-, circa un’ora fa ho guardato il telefono, per scoprire che era solo mezzanotte e poco più, e ho trovato un suo messaggio. Anche se non ho più il suo numero memorizzato, la foto profilo della gallina, che lo contraddistingue da anni, non ha lasciato dubbi sul mittente.

IMG_20160520_004708Vorrei veramente contrassegnarlo come SPAM!, rimettermi a dormire e scoprire tra qualche ora se l’oki ha avuto migliori effetti di tutti gli altri farmaci presi, ma il criceto che alloggia nella mia scatola cranica si è messo in moto, e la ruota su cui corre cigola, e col cazzo che io mi posso rimettere a dormire.

La prima risposta che mi viene in mente è MUORI.
Muori, ma muori male.

Poi ci ripenso. D’altronde morire non è poi un augurio così originale. Arricchisco l’augurio di soggetti: morite tu, lei e la vostra futura progenie.
Già suona meglio.
Ma non è l’unica alternativa. Mi viene in mente una sequenza di risposte che vanno da “ammazzati” a “zitto tu stronzo”, rigorosamente in ordine alfabetico.

Poi rileggo il messaggio.
Salve. Salve un cazzo. Chiariamoci. Sono passati cinque mesi e una settimana da quando te ne sei scappato alla chetichella portandoti via gli ormai famosi calzini, di questi cinque mesi tre li ho passati nel vano tentativo di comunicare con te senza alcuna risposta a parte l’indifferenza totale, e te ne esci con salve.  Salve deriva dal latino ed era augurio di salute e benessere, ma se riesci a seguirmi fai con me un salto indietro di qualche riga e: muori. 

Bene. Bene cosa? Bene aggettivo? Bene sostantivo? Anche bene deriva dal latino bonus, buono, ma io qua di buono non vedo proprio alcunchè, neanche uno spiraglio di bontà, dimmi perchè scrivi bene, spiegamelo, che io di bene ne avrei voluto tanto in questi mesi, ma no, non mi pare proprio ci sia niente di buono, di positivo, di corretto nè di giusto.
La prossima volta usa dei sinonimi, che so, male, malissimo, pessimo, stomaco spaccato, cervello spappolato, cuore rattrappito, ma non usare più la parola bene, non in un messaggio che indirizzi a me, non in un pensiero che indirizzi a me, di bene non c’è nulla in tutto ciò, di bene non c’è proprio nulla.

Scusa se ti disturbo. Il mio disturbo, ti assicuro, lo conoscerà presto il mio psichiatra, non scusarti di questo. Scusati invece del fatto che non mi hai più risposto quando ti chiedevo, ti imploravo, di parlare e di chiarire. Scusati piuttosto di essertene andato senza neppure dirmi ciao. Scusati per avermi fatto scoprire che di nessuno mai, di nessuno nè mai, potrò fidarmi più. Scusati per aver ammazzato in silenzio la bambina allegra che albergava in me.

Come stai? Bene, non si vede?

E parliamo del basso, unica reliquia dimenticata a casa mia durante la fuga di dicembre. Il basso che mi hai chiesto più volte di lasciare presso il pub dove usavamo trascorrere piacevoli serate, per poterlo recuperare senza dovermi incontrare. Richiesta a cui io ti ho detto più volte, stocazzo, alzi il culo e porti la tua bella faccia davanti a me, e io ti darò educatamente il tuo basso e l’amplificatore e poi potrai andartene bellamente a morir suonare affanc in giro per la granda.
Beh, ora l’idea di lasciare basso e ampli al pub, o in panetteria, e scappare quatta quatta, non mi pare poi così una cattiva idea. Immaginare di reincontrarti mi stimola vomito e subbuglio intestinale, il che contemporaneamente diventa di difficile gestione.
Potrei farti avere il basso in comode rate mensili, cominciando con un tubetto di colla vinilica. In un patio d’anni potresti cimentarti nel ruolo del giovane liutaio e vedere come te la cavi a assemblare strumenti musicali. In tempi di crisi una competenza in più non va sottovalutata.

E smettere di rompere. Tesoro, ragazzo pieno di barba ma in fondo imberbe, giovine spensierato, tu non sai quanto hai rotto. Tu non hai idea di cosa si è rotto.
Il giorno che tutto tornerà al suo posto e a funzionare regolarmente, pur con le cicatrici sottolineate dall’oro di quei saggi dei giapponesi e dai fili chirurgici non riassorbibili, quel giorno, io e il mio psicoterapeuta andremo a fare il tour dei bar con le stelle filanti e i coriandoli colorati, le orecchie da coniglio e un vestitino da giullare di corte. Quel giorno, che ad oggi non vedo all’orizzonte, sarà il giorno in cui smetterai di rompere. E sarà un giorno di festa grande, di sole pieno, di serenità fatta di niente.

No, non puoi passare domani pomeriggio.
Domani pomeriggio lavoro.
Per fortuna lavoro.

4 commenti leave one →
  1. 20 maggio 2016 07:36

    L’idea di restituirglielo a rate è fantastica, te l’appoggio in pieno!

    Scherzi a parte mi dispiace leggere che sei ancora incazzata come una biscia con quel tipo.
    Ovviamente ne capisco le ragioni, comprensibilissime ma secondo me, dovresti cercare di contrassegnarlo come fastidioso spam, ignorarlo e tornare a dormire.
    Ti regalo un consiglio non richiesto: mettilo tra i numeri di telefono bloccati, così non vedrai nemmeno i suoi patetici tentativi di comunicazione tardiva.

    Il basso? Spedisciglielo in porto assegnato, che paghi per il disturbo.

    Un bacione

    —Alex

  2. veryverypipuffa permalink
    20 maggio 2016 08:29

    Concordo sul porto assegnato. Corriere Nexive (sono dei cazzoni, lo recupererà fra 2 mesi). E prima di imballarlo, facci pisciare dentro da un gatto.

  3. 20 maggio 2016 09:17

    Beh, é chiaro che non sei pronta a incontrarlo e, d’altronde, perché dovresti? Non c’è nulla da guadagnare a trovarlo di fronte ed invece molti rischi, psicologici e morali, a farlo. Lascialo al pub, spedisciglielo, fai venire un amico comune, ma non vederlo. Io mi asterrei dagli atti vandalici che con un microcefalo tale, chiaramente mancante delle più elementari norme del vivere civile, probabilmente porterebbe strascichi ed ulteriori possibilità di trovartelo davanti. Concordo sul bloccare il numero, facebook, whatsapp e quant’altro. Soprattutto, pensa alla tua serenità mentale, faticosamente ritrovata, ma chiaramente ancora fragile. Non metterla a rischio, non vale la pena.

  4. 20 maggio 2016 13:38

    dovresti rispondergli esattamente quello che hia scritto qui. così com’è. Farebbe un gran bene

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