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TI LASCIO QUIETO, SE VUOI

10 febbraio 2016

Non è vero, che va meglio.

Va peggio, incommensurabilmente peggio, che mi sveglio e l’unica eventualità che io non inizi a piangere si cela nell’obbligo di andare a lavorare, i turni, non posso lavorare con gli occhi pieni di lacrime, gonfi, e il trucco sbavato. Posso piangere subito dopo, in macchina, guidando per i 37 chilometri che mi separano da casa, piangere e fermarmi che non vedo più niente, la strada si disfa, scompare in un unico quadro sfocato e bagnato.
Sono andata ad aspettarlo fuori dal lavoro, l’ho visto e l’ho abbracciato, gli ho detto che lo amo ancora.
L’ho chiamato e sono stata quasi un’ora a piangergli tutte le mie ragioni, i miei torti, i miei pentimenti e le mie preghiere di ritorno.
Gli ho scritto lunghi soliloqui in cui mi sono presa le mie responsabilità e non solo le mie, in cui gli ho proposto futuri luminosi e radiosi e allegri, mentre allegra non lo sono più, da settimane, per nulla, chiedendogli un cenno, una serata di chiarimento, un momento per riprovarci, con calma, anche aspettando, in cui gli ho sussurrato quanto questa vita adesso faccia schifo senza lui.
“Perchè non mi lasci quieto?”, mi ha risposto.

Perchè quieta non lo sono affatto, perchè non riesco a pensare che sia tutto finito così, tutto quanto, tutto quel bello che avevamo ed eravamo, come è possibile, è possibile, essere quieti, adesso, come si può.
Ti lascio quieto, se vuoi lo faccio, ma quanto stiamo perdendo, a quanto stiamo rinunciando, a quanti giorni ore minuti meravigliosi stiamo dicendo che possiamo farne a meno.

7 commenti leave one →
  1. 10 febbraio 2016 12:32

    Mettiamola così: X anni fa convivevo con una tizia per la quale avevo anche lasciato l’Italia. Si rideva, si scherzava, si era messa su (una microscopica) casa, dopo 3 anni si parlava addirittura di matrimonio e figli.

    Di punto in bianco vengo lasciato, per email, mentre ero in Italia perchè mio padre era in terapia intensiva dopo un pesantissimo intervento oncologico d’urgenza e lei stava a Madrid in un albergo pagato da me (l’emergenza era giunta su vacanza programmata, of course).

    Al “parliamone” la risposta, nei fatti, è che quando andai a riprendermi le cose in Germania lei non si fece trovare. Niente pianti, pero macerie tante.

    5 mesi dopo, ancora in pieno periodo di lutto (per la storia, il padre grazie a Dio è sopravvissuto) ho conosciuto la ragazza che un anno e mezzo fa ho sposato e con cui domenica scorsa ho celebrato il battesimo di una figlia.

    Insomma, tutto ciò per dire che quando si chiude, anzi crolla, una porta, si apre un portone, anche se sul momento la polvere fa venire le lacrime e non fa vedere o capire nulla. E tu lo sai. Coraggio.

    L’unica cosa, piantala di corrergli dietro. Una persona che ti abbandona una volta, anche se torna, lo farà di nuovo, magari in una situazione in cui le responsabilità sono anche maggiori.

    Un abbraccio, anche se non ci siamo mai incontrati dal vivo.

  2. unenormesollievo permalink
    10 febbraio 2016 13:53

    tanta solidarietà….per mia esperienza ti dico, allontanati, quando ci allontaniamo loro per qualche ragione perversa si avvicinano. E poi un po’ di fatalismo….se dovrà essere sarà di nuovo, altrimenti non doveva essere. Un grande abbraccio

  3. 10 febbraio 2016 15:18

    Porca miseria Fra, non puoi star male così.
    Se lui non sente (più) nulla per te, se se n’è andato così, di punto in bianco, mi viene da pensare che non abbia mai provato nulla di veramente profondo per te, i grandi amori non svaniscono in poco tempo come scritte sulla battigia (e tu, che ti sentì ancora male, ne sei la prova)
    In più, il fatto stesso che sia indifferente al tuo stat male è la prova inequivocabile che non ti merita.
    Tu meriti di meglio.
    Lo so che è più confortante guardare al passato invece che al futuro ma cavolo, mandalo affanculo, guarda avanti e cerca chi ti meriti davvero.

    —Alex

    PS = scusami per questo pippone…

  4. temporaneo permalink
    10 febbraio 2016 16:29

    w

  5. valeriascrive permalink
    12 febbraio 2016 02:58

    sara’ che siamo piu’ vecchi di te, ma io ti direi le stesse cose che ti ha detto Alex. E’ durissima mollare, ma lo devi a te stessa. Un giorno passera’, cazzo se passera’, e ti avra’ insegnato che non si puo’ amare qualcuno che resta indifferente di fronte al tuo dolore, non ci si puo’ spegnere per qualcuno che non ha fatto un altro sforzo per te. Troverai il tuo equilibrio, ci vorra’ tempo, conceditelo, ma finira’ anche per te.

  6. veryverypipuffa permalink
    15 febbraio 2016 18:02

    Concordo con quello che hanno scritto prima di me, tranne che sulla sua indifferenza. Lungi da me l’idea di difenderlo, ma un taglio netto fa meno male. Credi che ti farebbe sentire meglio averlo vicino che ti “scompassiona”, che ti dice che gli dispiace mille volte, che non voleva farti del male ma… Noooooon credo proprio.
    Per il resto, tempo, lo sai, nel bene e nel male, fa passare tutto.
    Baci e abbracci

  7. 13 marzo 2016 16:10

    Bravi ragazzi!la penso come voi!vuole che lo lasci quieto? e allora basta!!non assillarlo e non assillarti!in amore si è sempre in due e non si può pretendere che una persona senta le stesse cose solo perché le sentiamo noi!quindi..chiudi sta porta e vedrai che altro ci sarà ad aspettarti di ancor più meraviglioso, esci di casa, iscriviti in palestra, ad un corso che ti piace, esci vai a ballare..non so, fai quello che ti pare basta non pensar più a lui!!!con affetto anche se non ci conosciamo ❤

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