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E MANGIARE GELATO ALLE 21.16

10 giugno 2014

Sto lavorando così tanto (e per così poco, tengo a sottolineare) che pagherò mia cugina per farmi le pulizie di casa.
Ho gatti di pelo di gatto che si rincorrono sul pavimento, il bagno è una bomba chimica, le lenzuola le ho cambiate l’altro ieri perchè mi faceva paura dormirci un’altra notte, ma tutto il resto è microbiologia. 
Tanto per essere onesti ho proposto alla cugina una paga oraria netta pari alla mia: 8,50 euro.
Che poi. Un giorno libero ogni sei-sette giorni ce l’ho, ma domenica, che ero a casa, m’è preso l’avvilimento a pensare che l’avrei dovuta passare ramazzando e sanificando. Fanculo alla sanificazione! Fanculo ai controlli ASL! Fanculo ai microbi: dovevo dormire, mangiare e uscire. 

In tutto questo lavoro-lavoro-lavoro ho riflettuto un poco sulla mia attuale storia d’ammore.
E diciamolo pure con certezza: il lavoro (again) influisce su questa. 
E, chettelodicoaffare, non positivamente.

Perchè io non ho tempo. 
Si. E’ pur vero che anche lui lavora, ma molto meno di me, in questo periodo.
Quindi. Io non ho tempo, noi non ci vediamo. Quando parliamo io sono stanca. Quando ci vediamo -ogni molto- io sono stanca. Ma molto stanca. Tipo che sbadiglio dieci volte in cinque minuti. Il che non è che sia proprio stimolante per il dialogo.
Ma soprattutto, io che cazzo ho da dire, oltre che parlare di lavoro? Peraltro la cosa annoia anche me.
Non vado al cinema, non leggo libri, non suono, non vedo i telegiornali, non faccio sport, non vedo gente. 
Che cazzo ho da raccontare. 
Povera vita mia. 
Povera.
Certo, posso parlarvi delle visite mediche o del lattulosio vs pursennid, delle creme migliori e delle medicazioni avanzate, MA: che due coglioni. 
No, davvero: che due coglioni.

Anche se vi raccontassi le battute più divertenti dei pazienti con l’Alzheimer più avanzato: che due coglioni.
Quindi io mi annoio, probabilmente l’annoio, io son stanca, lui si allontana un po’, o perlomeno le nostre vite si allontanano, dato che lui la mantiene, una vita, io mi scogliono perchè non mi sento nè compresa, nè accolta, nè supportata nei miei lamentii continui, e se mi scogliono lui si scogliona di più, musi, silenzi, sbotto, litigi, uaaaaaaaaaaaaa.

Voglio dire, la cosa più entusiasmante che faccio fuori dall’orario di lavoro è bagnare le piante. Cristo dio. 
E mangiare gelato alle 21.16 sul balcone scrivendo sul blog, appena prima di andare a letto.

6 commenti leave one →
  1. 10 giugno 2014 21:49

    Buon gelato!
    Qui fa talmente caldo che non si può ancora mettere il naso fuori casa (21:47) pena un bagno di sudore.
    Se ti fa piacere saperlo pure casa mia assomiglia ad una piastra di Petri e non solo non ho il tempo di pulire e sistemare ma nemmeno ho voglia di farlo.
    Se consideri che sabato sarò ad un matrimonio (non il mio) e che domenica sera partirò per una settimana a Strasburgo…
    Rido istericamente al pensiero di come ritroverò la casa al mio ritorno!

    —Alex

    PS = sono sicuro che non lo annoi
    PS\2 = se si annoia allora non è quello giusto

  2. 10 giugno 2014 22:07

    Io la butto li (e non so dove lui viva o lavori):

    Se conviveste dividereste le spese di affitto, utenze e cibo più o meno a metà con sollievo economico e diminuzione dello stress correlato.

    Se conviveste, avreste esperienze in comune extra-lavorative, almeno per qualche settimana, basate sulle necessarie modifiche della routine e dell’arredamento, oltre ad abbattere i tempi morti necessari a vedervi (spostamenti). Fra l’altro, scompare lo stress di dover fare necessariamente quialcosa di speciale ad ogni uscita: la routine familiare può essere pallosa, ma è anche rilassante, dipende.

    Se conviveste e lui è una persona a modo, dividereste le incombenze di manutenzione della casa, con risparmi di tempo e, adesso che paghi qualcuno, denaro.

    Tanto per dire.

    • mantiduzza permalink*
      10 giugno 2014 22:11

      Oh si, oh si!
      E io lo so, e lui lo sa!
      E l’obiettivo del prossimo anno è quello.
      Ma al momento abbiamo lavori che ci allontanano dalle nostre rispettive case di mezz’ora, in direzione opposte l’uno dall’altra.

      Dobbiamo prima trovare un lavoro che ci avvicini, o lui a me o io a lui. E poi si, subito.

      • 10 giugno 2014 22:27

        Ma trovare una casa “terza” che sia geograficamente a metà dei rispettivi
        lavori? Perchè trovare nuovi lavori ultimamente è più difficile che trovare una nuova casa. Ma lo sai meglio di me.

      • mantiduzza permalink*
        10 giugno 2014 22:32

        Con gli orari che facciamo, i turni, lo spezzato…diventerebbe davvero impensabile, passeremmo la giornata in macchina (cosa che peraltro già facciamo…).

        Non è impossibile trovare altri lavori, ma è anche pensabile andarsene in un posto terzo, dove trovare lavori nel nostro campo sia più semplice (e meglio remunerato).

  3. 13 giugno 2014 01:19

    I gatti di pelo di gatto mi hanno fatto ridere! 🙂
    Per il resto, mannaggia Manti, che fatica eh!

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