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DI ANSIE, VUOTI, PARTENZE

25 novembre 2013

Sto posticipando questo post perchè ho paura dell’effetto che potrà avere su di me.
Temo che scrivere quello che sento possa renderlo ancor più reale e fastidioso, piuttosto che avere un effetto catartico. Ma bando ai timori, eccomi qua.

La sensazione è quella che avevo appena arrivata a Bologna: sapere di avere davanti a sè il nulla.

Sono state settimane dense di emozioni e incontri e saluti ed eventi.

Ho conosciuto Digì, e mi ha sconvolto la piccola e tranquilla esistenza che stavo conducendo. Mi ha fatto ricordare com’è fatto l’amore che non si nasconde e come ci si prende cura, ci si affida, ci si fida.
Mi sono laureata, cum laude, e ho festeggiato insieme a parenti, amici, colleghi di università, mi sono divertita e mi sono detta felice.
Sto salutando Wide ogni due ore, nel mio cuore, nella mia testa, e non se ne va, non se ne va.
Sono stata al concerto degli Ulver, ho corso nell’erba e bevuto the marocchino sotto una tenda in una piazza di Parma.
Ho salutato un’amica che è tornata a far coincidere residenza e domicilio, dopo tre anni passati “al nord”.

Ed ora, ora non vedo nulla.
I concorsi sono risibili, pochissimi e per 1, massimo 2 posti. Come ad indicare una legale presa in giro.
Il mio conto corrente corre pericolosamente veloce verso lo ZERO e non riesco a fermarlo.
I Curricula Vitarum sono ben impaginati e già stampati. Consegnati 3, di cui uno accettato e impilato, uno accettato con sorrisino sarcastico, uno rifiutato.
On-line è l’estero che chiama, sembra proprio volerci, noi infermieri italiani [noi-infermieri, che strano effetto sonoro].
E tutti a dire “parti, che ti ferma in Italia, parti, vai…” e però nessuno che si chieda come si vive all’estero, quando lo scegli solo perchè in realtà non hai possibilità di scelta.

Mi concedo tre, quattro mesi, prima di considerare seriamente l’espatrio come una soluzione. Per ora rimane una possibilità.

E ora vado a fare la valigia. Il volo è prenotato da mesi, io e le mie collegucce di laurea andiamo una settimana in Marocco. Non ne ho nessuna voglia, non ne ho la preparazione mentale, sono preoccupata, sono tesa.
Ma so che servirà staccare per qualche giorno.
E so anche che tutto si risolverà. Non è la prima volta che sono sull’orlo del niente, e si è sempre risolto tutto.
Andrà bene, anche questa volta.

5 commenti leave one →
  1. 25 novembre 2013 13:33

    “E tutti a dire “parti, che ti ferma in Italia, parti, vai…” e però nessuno che si chieda come si vive all’estero, quando lo scegli solo perchè in realtà non hai possibilità di scelta.”

    mah, da vivente all’estero part time per la seconda volta, direi che è un falso problema. Il come si vive all’estero non ha vera dipendenza sul perchè, ma sul dove e sugli obbiettivi.

    Vivere all’estero per trovare lavoro, di per se, non è un obbiettivo od un piano, così come non lo è rimanere in Italia. il punto è, il lavoro non è un fine, ma un mezzo e quelli che se lo dimenticano finiscono a vivere per lavorare, piuttosto che lavorare per vivere.

    Che cosa vuoi dai prossimi dieci e nei prossimi venti anni della tua vita? Per quanto la risposta non sia facile, è fondamentale. A seconda della risposta la stabilità o meno del lavoro, il livello di retribuzione, gli orari, la vicinanza o lontananza dalla propria famiglia ed amici diventano tutte variabili che possono spingere o meno all’estero. E persino il come si vive all’estero” può diventare un non problema: se per esempio l’esperienza estera, rispondendo alle domande di cui sopra, diventa un periodo per accumulare esperienza da rivendersi in Italia, allora si può anche partire con l’idea di vivere non idealmente per due-cinque anni. E’ sorprendente, ma in Italia quello che ti frega è l’ingresso nel mondo del lavoro ed il superameno del precariato… dopo di quello, per lavori “medio-alti” non ci sono moltissime differenze, compensando per il costo della vita, con realtà equivaleni inglesi o tedesche (eccetto le tasse che is pagano sui salari).

    Comunque, nel caso, non pensare alla Germania senza prima avere un minimo di conoscenza dela lingua, Si la gran bretagna eccetto la greater London (il costo della vita non è gestibile), si tutti i paesi Scandinavi. Improponibili Spagna e Portogallo per ovvie ragioni.

    E ricordati che quasi tutta l’Europa, fra ryanair, wizzair e low costs varie, è distante da casa tua l’equivalente di quattro ore in macchina.

  2. 25 novembre 2013 13:49

    Vai, goditi la tua vacanza marocchina e rilassati.
    A mente leggera e sgombra i dilemmi della vita appaiono poi del tutto diversi.

    —Alex

    PS = ricodati quello che dicevi prima di partire per il Portogallo…

    • mantiduzza permalink*
      25 novembre 2013 18:35

      lo so, lo so Alex…e infatti parto con la certezza che la voglia di viaggiare mi verrà viaggiando!

  3. 26 novembre 2013 02:53

    Il dopo laurea è delicato ma andrà benissimo! Ormai sei un’esperta oltretutto 🙂
    Poi dai, c’è Digì che ti aspetta, e se una volta vuoi venire a fare un giro curriculum da queste parti al nord mentre ci pensi, sei la benvenuta! 🙂
    Buona vacanza intanto, poi ci racconti eh.

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