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PARLIAMONE: DELLA NON-COMUNICAZIONE DI RELAZIONI FINITE

29 giugno 2013

Ieri sera ho rivisto Shirley.

Doveva riprendersi dei dvd dimenticati da mesi, anni?, a casa mia, e ne si è approfittato per fare due chiacchiere e mangiare cena insieme. Poi io ne ho approfittato per farmi mettere in sesto la schiena, che, in questo tirocinio di pazienti a letto astenici e immobili, ne avevo proprio bisogno. Diciamolo, avrei sperato in un massaggio piacevole e restauratore, ma la sua professionalità di fisioterapista ha avuto la meglio, e mi sono ritrovata stesa sul pavimento a fare esercizi di respirazione e rilassamento diaframmatico con lui, in veste lavorativa, che mi correggeva la posizione di gambe, braccia, mento, e mi intimava di non ridere nè perdere la concentrazione.

Eccomunque. Durante la cena abbiamo avuto modo di parlare un po’, sempre con la sua ritrosia ad aprirsi e lasciarsi andare tale per cui io ora so che vede una ragazza ma assolutamente non posso saperne il nome nè avere ulteriori informazioni. Eccomunque, tra i discorsi affrontati ci siamo detti che no, non siamo più arrabbiati, o meglio, io non sono più arrabbiata e lui non l’è mai stato. Che si, ci si vuole bene e vorremmo mantenere questo rapporto civile e d’affetto anche in futuro e anche i nonostante tutto.
E poi, un po’ a sorpresa e un po’ no la notizia sconfortante, ovvero: io mi considero single da fine dicembre, lui da metà ottobre. Dunque, traducendo, io ho sofferto per una storia che non funzionava, a distanza, facendomi mille paranoie sul conoscere altre persone o meno, sul lasciarmi andare o meno, sul divertirmi smodatamente o meno, per due lunghi mesi, mentre in realtà qua lui si considerava già libero e un po’ meno felice.
Sono ben consapevole che prenderne atto adesso cambi poco le cose, ma mi chiedo porcaputtana come cazzo abbiamo fatto a condividere il pensiero di avere una relazione per 3 anni senza la minima comunicazione, perchè dai, se uno comunicasse almeno un po’ saprebbe quando ritenersi non più impegnato in una relazione. O no?

In secundis, ocomesidice, poi, mi rode che come al solito io abbia investito più di quanto abbia fatto lui, impegnando temporalmente ulteriori 2 mesi in una relazione che non esisteva più, ma di cui non mi era giunta notifica di fine. Non parliamo poi del coinvolgimento e dell’impegno qualitativo, che lì vinco a mani basse.

E ora mi chiedo, in ultimo, come mai io sia qua a parlarne, dopo 7 mesi, o 9 secondo Shirley, dalla fine di tutto.

5 commenti leave one →
  1. 29 giugno 2013 11:57

    Solidarietà. Comunque consolati, che c’è di peggio che farsi delle paranoie su storie già finite: quando la storia con la tedesca finì di punto in bianco via email io non pensavo a non divertirmi troppo da solo in germania (lei era in Spagna, erasma), pensavo ad accasarmi con lei, mentre lei probabilmente si era già accasata con un altro, che si prese il letto da me personalmente costruito e la mia bici un paio di mesi dopo. E ti assicuro che si comunicava, quindi non è tanto un problema di comunicazione a volte, ma di semplice onestà mentale.

    In sostanza, c’è sempre qualcuno che investe di più e chi investe di meno, il probelma è saperlo, esserne consapevoli ed evitare che le quantità siano immensamente sbilanciate.

    E sul fatto del perchè ci pensi e ci stai ancora a pensare, la mia personalissima opinione è perchè non è vero che non sei più arrabbiata. Sotto sotto, che tu lo sappia coscientemente o meno, almeno un aparte di te è ancora inferocita (per il tempo perso, per le speranze disattese.. perchè non ti ha dato l’opportunità di divertirti come avresti potuto in Erasmus.. fai tu) e vorrebbe prenderlo a sberle. Ma ovviamente vedo la cosa dal mio punto di vista, io sono più di 4 anni, ed adesso sto con una persona magnifica con la quale ci sono dei progetti anche a breve scadenza (salvo catastrofe non annunciata, ovviamente) ed eppure ancora ci penso, esattamente per quel motivo.

    Sono giunto alla conclusione che le rotture con iper-mega-scenatnìona sono meglio di quelle civili ed amicali, sulla lunga distanza temporale.

    • mantiduzza permalink*
      29 giugno 2013 12:29

      Si, probabilmente con me sono ancora arrabbiata. meno con lui, sto capendo che non è una cattiva persona, ma che semplicemente non è in grado di dare molte delle cose e delle attenzioni che io penso indispensabili in una relazione. Mi fa quasi tenerezza, mi dispiace per lui. E per la sua nuova ragazza!

  2. 29 giugno 2013 18:27

    Considero la mancanza di onestà in una relazione uno dei peccati più grandi che si possano commettere.
    Tu non sei certo da biasimare.

    —Alex

    PS = sì, hai ragione, mi fa pena anche a me quella poveretta della sua nuova ragazza

  3. 1 luglio 2013 08:40

    Magari la sua nuova ragazza è come lui, valloasapere…

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