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DEGLI IMPREVISTI CHE FANNO AUTOSTOP

12 giugno 2013

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E’ partito da poco.
Ha preso il treno, all’avventura, va verso Genova, poi forse proseguirà per Livorno.

L’ho conosciuto ieri, faceva autostop con un cartello indicante Torino. Io tornavo dal mio penultimo esame, ho obbligato la mia amica che guidava a fare inversione e portarlo, perlomeno, fino a Rootscity, poi avrebbe continuato da lì. 

Abbiamo chiacchierato in macchina, ci ha raccontato velocemente del suo viaggio low-cost per l’Europa, un anno off dal lavoro, zaino enorme in spalla e nessun piano.

Arrivati a Rootscity gli ho proposto di allungare la sua marcia per Torino, potevo offrirgli in cambio una doccia, una cena, e se avesse voluto un divano comodo su cui dormire. Gli si sono illuminati gli occhi, quegli occhi blu che gli sono valsi il passaggio, e ha accettato.

Dopo cena l’ho lasciato solo, io avevo il corso di francese, non potevo mancare e ho pensato che non vale la pena non fidarsi, il mondo è pieno di bruti ma ancor più pieno di belle persone, quindi gli ho lasciato le chiavi di casa caso mai avesse voluto fare un giro per il paese e sono andata via. Tornata, l’ho trovato che scriveva il suo diario, con le gatte addormentate al suo fianco. 

Stamattina poi, guardando una mappa dell’Italia, ha cambiato piani, direzione, futuro, e si è avviato al sud. 

Mi piace questa cosa che il mio cellulare sia sempre al limite di scaricarsi completamente, mi piace andare in giro e vivere la mia vita lasciandoci entrare gli imprevisti. 
Mi piace anche non programmare troppo, che mi vale la mia dose quotidiana d’ansia subclinica, ma vuoi mettere perdere tempo, non rendere conto, avere sconosciuti intorno, cercare di capirsi con le ristrettezze di una lingua non propria, decidere che oggi si, oggi posso stare qua seduta e chiacchierare con te, che ieri neanche sapevo esistessi e oggi mi racconti la tua vita. 

 

5 commenti leave one →
  1. 12 giugno 2013 15:26

    ti ammiro. davvero.

  2. marzia permalink
    12 giugno 2013 15:50

    ti ammiro anch’io… io non ce l’avrei mai fatta.

  3. 13 giugno 2013 11:11

    che figo! io amo alla follia queste situazioni 🙂

    • mantiduzza permalink*
      13 giugno 2013 12:09

      anche io!
      mi sembra di conoscere sempre un po’ più di mondo!

  4. 13 giugno 2013 20:44

    “non vale la pena non fidarsi”, bello proprio

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