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SAPERE STARE DA SOLI: DI NECESSITA’ VIRTU’

19 gennaio 2013

Sabato.
Sveglia alle 10, colazione con torta e caffèlatte.
Lettura delle news dai giornali online, mi lavo mi vesto ed esco per fare qualche commissione posticipata al fine settimana.
Pranzo da parenti, aiuto mio cugino a imparare gli articoli, cosa sono come si classificano e come li si apostrofa.

Torno a casa e mi metto a dormicchiare, due ore di sogni erotici ad alta intensità.
Mi sveglio e la riserva di cioccolato comprata in settimana si fa finalmente utile.

Studio un po’. Ma poco, che è sabato e non ho molta voglia di studiare seriamente.
E allora mi sdraio sul divano, mi accoccolo sotto la coperta indiana a righe rosse e grigie e nere, e apro questo romanzo che mi è stato regalato, e leggo per un paio d’ore.
Da sola, senza interruzioni, senza pensare a nulla.
Mentre fuori nevica.

E sembra tutto bello, nella descrizione di questo sabato così completamente “per me”.

E invece non è bello proprio per un cazzo.

13 commenti leave one →
  1. 19 gennaio 2013 20:23

    Tutto è relativo…
    La solitudine è un dono per chi di solito sta nella folla ed una maledizione se invece la maggior parte della vita la passi da solo…

    Poi ci sono le eccezioni, come quando vorremmo stare solamente in compagnia di una persona particolare…

    —Alex

    • mantiduzza permalink*
      19 gennaio 2013 20:27

      la seconda che hai detto, ultimamente.

  2. 20 gennaio 2013 16:40

    L’arte di saper stare da soli è proprio una bella dote, ma non è di sicuro quella che ho voglia di coltivare in questo periodo.
    Poi credo che vada a periodi, e adesso non ne hai voglia fa niente, coltiva altre doti 🙂

    • mantiduzza permalink*
      20 gennaio 2013 16:52

      già, ma bisognerebbe avere una scelta un po’ più ampia dello stare sola o prendere un treno e farsi 4 ore di traversata.

      • 21 gennaio 2013 17:20

        Sì, vero. Non sempre ho chiarissimi i tuoi spostamenti tra città-paese, e neppure dove ti piace di più stare.

      • mantiduzza permalink*
        21 gennaio 2013 17:39

        gli spostamenti sono Rootscity (che è comunque un paesino)-Paesello. E avvengono di rado. Molto di rado. Ovvero, per dire, l’ultima volta che sono stata al Paesello era luglio. O giugno.
        E la prossima credo sarà a Febbraio. Credo, perchè dipende dagli esami e dall’inizio delle lezioni.

        Su dove sto meglio, beh, oddio, non lo so neppure io.
        Credo qua, spero qua.

        Che poi, dopo 6 anni che non ci vivo più, che ci passo non più di 15 giorni l’anno, ha senso chiedersi se ci sto bene?
        Forse no. Forse non dovrei più chiedermelo.

      • 22 gennaio 2013 00:10

        Forse meglio concentrarsi più sul cosa che sul dove, al massimo con con chi se a volte è il caso.
        E tentativi di farsi amicizie dove sei ora li vedi improbabili?
        Bè ora smetto eh, che di sicuro ci avrai già pensato anche tu. Mi viene da chiacchierare di questo perchè è un argomento, questo di impegnarsi a circondarsi di persone con cui si sta bene, che mi occupa un sacco di pensieri ultimamente.

  3. 20 gennaio 2013 19:32

    stare da soli ha i suoi vantaggi,sono stata sola per periodi molto lunghi e mi sono francamente divertita. Più che altro facevo davvero quello che volevo senza dover consultarmi con una qualsiasi altra metà, lo spazio circostante era tutto per me e stop. se proprio ti annoi ti trovo io qualcosa che ti riempie le giornate guarda, non hai che da chiedere 🙂

    • mantiduzza permalink*
      20 gennaio 2013 20:21

      oh, ma io non mi lamento della solitudine da “altra metà”.
      io parlo molto più in generale.
      io parlo di solitudine amicale.

      • 22 gennaio 2013 11:59

        lo capisco, è proprio un posto isolato? o le amicizie sono altrove? ma l’università non offre compagnie di studio/goliardia?

      • mantiduzza permalink*
        23 gennaio 2013 15:01

        ma si, dai, l’università ne offre. un po’. ma l’università è un po’ fuori e io non ho l’auto. insomma, logisticamente è una merdaccia.

        le amicizie erano altrove. qualcuna c’è ancora, tante ormai si sono sfilacciate…a volte mi sembra tutto nero, a volte meno.
        ecco, adesso meno, per esempio.

      • 23 gennaio 2013 15:11

        Tu pensa a studiare! 😀

        —Alex

  4. 21 gennaio 2013 17:00

    bhè, dai… leggendo il post non sembrava male… io che non soffro molto la solitudine (anche amicale) finisco per passare pure il sabato in ufficio: comincia col non seguire i miei pessimi esempi e può solo migliorare!

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