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NON RIESCO A DORMIRE, SE HO I PIEDI FREDDI

15 gennaio 2013

Non riesco a dormire, se ho i piedi freddi.
Non c’è modo, non mi addormenterò mai.
Peggio. Se ho i piedi freddi e indosso già le calze, non ci sarà maniera di scaldarli.
A volte se mi masturbo il freddo ai piedi passa, il calore passa dai pensieri al circolo e arriva in periferia.
A volte. Stasera no.

Ho fatto sesso con 18 uomini nella mia vita.
Che non è poi questo gran numero, da grande amatrice quale mi spaccio.
Con alcuni è durato il tempo minimo e sufficiente. Con altri è stato per anni.
Ho tradito una sola volta, senza pentirmene affatto come avrei creduto, senza abbassamenti di ciglia di fronte all’offeso, senza chiedermi nessun perchè.
Io, la paladina dell’onestà e della monogamia.

Gli uomini hanno da sempre condizionato la mia vita, o meglio, io me la sono fatta condizionare dagli uomini. O meglio ancora, io prendo la loro forma, dimenticando la mia, almeno in parte.
Poi un bel mattino mi sveglio, mi stiracchio, e non li amo più. Dal tutto al niente come si spegne una luce, come quando scatta l’interruttore salva-vita. E mi salvo.

Ora sono nel mio letto da sola con una luce rossa a forma di cuore che illumina questa metà vuota di stanza, manco fossi in un motel, e penso che vorrei qualcuno con cui passare la notte oggi, e che non ho mai avuto una storia con una donna, nè che ho mai completato un manage a trois, che le storie passate non riesco a rimpiangerle, di tutte sono consapevole della bontà della loro fine, ovvero ho sempre sbagliato tutto in fatto di sentimenti. Come quando il primo bacio mi colse in tuta. Non si dà il primo bacio in tuta, neanche se quel giorno hai educazione fisica.

Ho fame.
E in casa non c’è niente al cioccolato. Neppure un Grisbì.
Non dovrebbero mancare i Grisbì nella dispensa di una 28enne che dorme in mezzo al letto per eccesso di spazio, single da 3-quasi-settimane.

31 commenti leave one →
  1. 15 gennaio 2013 08:30

    Nulla contro la masturbazione termoequilibratrice ed i menage a trois per riempire il letto (suggerisco almeno un matrimoniale vero, nel caso, non i soliti 160*190), ma nel caso, per i piedi freddi c’è la soluzione di investire 5-6 euro in una borsa dell’acqua calda, avvolta in un piccolo asciugamano, da mettere sotto le coperte in zona piedi 10 minuti prima di andare a letto… fa molto scaldaletto della nonna, ma a mali estremi, o freddi alle estremità…
    (buongiorno)

    • mantiduzza permalink*
      15 gennaio 2013 20:03

      lo borsa dell’acqua calda NO.
      cioè, è un’idea ottima, ma cavoli, NO!

      • 15 gennaio 2013 22:45

        Beh, se il freddo è “dentro” non c’è borsa dell’acqua che tenga…
        Non ti scalderebbe nemmeno stare abbracciata ad un reattore termonucleare.

        (e comunque anche se la borsa fa un po’ “nonna” non è questa cosa terribile!)

      • 15 gennaio 2013 22:46

        ad ognuno il proprio masochismo, ma guarda che non la suggerivo come palliativo alla mancanza di un uomo, ma per il suo compito specifico, quello di scaldare i piedi. Nessuna manifestazione di resa in questo 🙂

      • ondalunga permalink
        16 gennaio 2013 15:30

        anche un gatto aiuta!

      • mantiduzza permalink*
        16 gennaio 2013 22:08

        oh, un gatto. io adoro i gatti.
        ma i gatti non son fatti per vivere in un appartamento al quarto piano con due striminziti balconi.

      • 17 gennaio 2013 00:38

        Dipende dalla razza e dalla provenienza.

        Un gatto -della speciee giusta- nato e cresciuto in casa diventa sostanzialmente casalingo (sopratutto se si elimina la componente sessuale, cosa ch epersonalmente aborro, ma tant’è). Un gatto randagio non si adatterà mai a stare in casa tutto il tempo.

        Per la razza: un persiano nato in casa vive felicissimo in 50 metri quadrati, solo che il mantenimento del pelo diventa un secondo lavoro. Altre razze particolarmente da appartamento sono il ragdoll (forse il migliore, nel tuo caso, sono famosi per essere dei cuscini felini, caldi e felici di passare le ore accoccolati sui padroni), il British Shorthair, i Russian Blue (introvabili in Italia, credo), un po’ meno i i Giavanesi.

      • 17 gennaio 2013 09:16

        GC: nella mia esperienza i comunissimi gattini europei presi al gattile sono sempre stati la scelta migliore 😉

      • mantiduzza permalink*
        17 gennaio 2013 10:39

        già, nessun gatto di razza a pagamento mi avrà come padrona.
        cioè, faccio già fatica a sostenere le mie spese, come potrei affrontare di comprare un gatto?
        comunque, anche se un gattino randagino lo vorrei proprio, non mi pare giusto, ecco, no. tenerlo in casa a guardare la libertà dalla finestra.
        doverlo appioppare a qualche parente quando mi allontano di casa, lasciarlo solo tutto il giorno quando ho lezione o tirocinio, o, un domani, un lavoro.

        lo vorrei, davvero, io amo i gatti, ma non sarebbe giusto.

      • 17 gennaio 2013 11:50

        Tecnicamente comunque sarebbe il gatto il padrone 😉

      • 17 gennaio 2013 15:50

        Non è possibile possedere un gatto. Nella migliore delle ipotesi si può essere con loro soci alla pari
        – Sir Harry Swanson –

      • 17 gennaio 2013 16:16

        Dopo una citazione del genere mi viene da miagolare e fare le fusa 😉
        Chapeau 🙂

  2. 15 gennaio 2013 08:40

    Oh ma che devo essere proprio io a farti la paternale?
    Io, il campione mondiale di lamentazioni?
    Dai, a 28 anni hai tutta la vita ancora prima di concludere che hai sbagliato tutto in amore.
    Non lo dico neppure io, pensa un po’! 😉

    Tre mesi sono niente, giusto una ricaricatina alle batterie 😉

    Coraggio e borsa dell’acqua calda!

    —Alex

    PS = ricorda questo proverbio: la donna quando vuole, l’uomo quando pòle… 😉

  3. 15 gennaio 2013 12:52

    nemmeno un grisbì? a questo si può rimediare facilmente! e anche la borsa dell’acqua calda può essere d’aiuto, almeno per il freddo ai piedi. per gli uomini che ci condizionano la vita, invece, non posso proprio dire niente… ma prima di dire che ho sbagliato tutto in fatto di sentimenti, aspetterò il mio 120esimo compleanno 😉

    p.s. un primo bacio in tuta non è poi così male… pensa a chi è capitato dopo una pizza tonno e cipolle!

    • 15 gennaio 2013 17:33

      Beh, se anche il partner aveva mangiato la stessa pizza che problema c’era? 😀

      • 15 gennaio 2013 18:21

        il problema era che SOLO il partner l’aveva mangiata….

      • 15 gennaio 2013 22:42

        Ah! 😦
        Uno sbaglio dovuto all’inesperienza oppure una svolta inaspettata?

      • 16 gennaio 2013 11:00

        svolta inaspettata 🙂

  4. mantiduzza permalink*
    15 gennaio 2013 19:57

    Ahahahaha!!

    Uno degli ultimi baci che ho dato (il primo con la stessa persona) è stato a seguire di una bruschetta ben agliata. Mangiata solo da me.
    Era quasi amore.

  5. mantiduzza permalink*
    15 gennaio 2013 23:20

    Domani vado a comprare arance, pane e cioccolato.
    Cioccolato in ogni forma.
    Grisbì, Ciobar, cioccolato fondente in tavoletta, crema di cioccolato della rigoni, e cacao in polvere per il latte.

    Se trovo la borsa dell’acqua calda, ci dò un occhio.

  6. mantiduzza permalink*
    16 gennaio 2013 11:37

    non mi piacciono tanto i dolci a più consistenze. faccio eccezione per il gelato al bacio.
    preferisco un quadrato di fondente al 75% da far sciogliere in bocca e che poi non riesci più a toglierti l’impasto dal palato se non imitando un dromedario. 😀

    • 16 gennaio 2013 11:39

      il nocciolato è praticamente il gelato al bacio in tavoletta… ed adatto a temperature da piedi freddi!

      • 16 gennaio 2013 11:41

        Ma il Ritter Sport fondente con le nocciole?
        Io lo adoro ma non posso certo permettermelo… 😦

  7. ondalunga permalink
    16 gennaio 2013 15:32

    state perdendo il nocciolo della questione per il nocciolato….

  8. 16 gennaio 2013 18:22

    Diciotto uomini non sono neppure pochi eh 🙂

    Comunque a proposito delle cose che scrivi volevo consigliarti due letture.
    Una scritta da te perchè credo che a volte (ma solo a volte) rileggersi faccia bene, perchè questo post lunghissimo quando lo avevo letto qualche mese fa lo avevo stampato e letto più di una volta e mi piace moltissimo, e mi sembra adatto per ora.
    https://mantiduzza.wordpress.com/2009/09/13/ti-sento-inquieta-mi-hai-detto/

    Una è un blog che ho scoperto questa settimana, come mio solito chiedendo al web un aiuto nel chiarirmi i pensieri irrequieti. Questo post in particolare mi è piaciuto molto e mentre lo leggevo ho pensato anche a te, quindi te lo mando!
    http://eschiusami.blogspot.it/#!/2012/12/del-partire-del-tornare-e-del-credere.html

    E per i cioccolati mi astengo, che se li compro non fanno in tempo a vedere la dispensa! Io comunuqe ho una passione per i lindor rossi!

  9. 3 febbraio 2013 15:57

    L’istante prima di partire. quando il mio era un paese di pietra le case pesavano di gente sul terreno, affondava la pietra nella terra, e la somma dei nostri piedi,era una mandria di speranza nel fango. le strade erano di ghiaia, la gomma era soltanto su due ruote, andava pedalata, c’erano i cappelli in piazza alla domenica, ed i bastoni ondeggiavano come pendole al passo del tempo,il pomeriggio, d’estate,quando i campi ardevano al sole, e lo stivale rinforzato col ferro scuoteva l’arena della strada, sotto il peso della vita che suonava il mondo. Nascevano figli, ginocchia rotte per le strade della polvere. Le porte erano sempre aperte, il cibo chiuso a chiave negli stipi, le donne ricamavano il dolore, sorridevano pudiche nell’ombra da sotto ai fazzoletti colorati. Poi facemmo festa, una festa disperata, era l’istante prima. La fotografia della valigia ancora sotto al letto senza spago, il vestito buono che avremmo indossato poi, alla discesa dalle navi, nelle stazioni dei treni, col sorriso amaro, con la speranza intatta dopo oceani di stive, dopo le lettere imparate a memoria, dopo la guerra,l’avventura. Fummo indigeni alla conquista delle Americhe, di noi restano memorie e nomi, e la nostalgia per la partenza, per ogni arrivo, come un pugno al fianco,ci coglie ogni saluto.

  10. valeriascrive permalink
    18 febbraio 2013 00:19

    complimenti alla sincerita’. Non e’ comune.
    Sai che non li ho mai contati gli uomini con i quali sono stata a letto? Credo proprio di non arrivarci a 18 e ho 9 anni piu’ di te.
    Per la storia con una donna, e’ che ti devon piacere. L”intesa emotiva puo’ essere piu’ alta, ma l’attrazione e’ un’altra cosa. Il menage a trois, ma pure a quatre, te lo raccomando, invece.

    spero che ora i piedi siano caldi.

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