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L’UOMO E IL SUO AMBIENTE

31 maggio 2011

Ieri ho sostenuto l’esame più terribile della mia carriera universitaria. E dire che di esami ne ho affrontati, in questi ultimi, ehm, 7 anni.
C’è da dire, a questo punto, di una particolarità degli esami dei corsi di laurea delle professioni sanitarie. Non si tratta dei soliti esami che tutti gli altri universitari d’italia sono abituati a pensare. Non si tratta di una bibliografia da preparare, un test o un orale da sostenere, un voto o una bocciatura da verbalizzare. No.
Nei corsi di laurea delle professioni sanitari si parla di “corsi integrati”. Cioè corsi da tante, tante ore, a frequenza obbligatoria, che comprendono diverse materie, più o meno correlate fra loro.
E gli esami, di conseguenza, sono esami di tutte quelle stesse materie, nello stesso giorno, una via crucis da un professore all’altro, snervante.
Ebbene. Ieri ho sostenuto l’esame del corso intergrato chiamato “L’uomo e il suo ambiente”.
L’uomo e il suo ambiente, che nome rilassante e bucolico, fa pensare a un pecoraro sdraiato all’ombra di un covone, una spiga di grano in bocca e il cappello di paglia calato sugli occhi. Tutt’al più una cagatina di pecora qua e là, un belare stridulo o l’abbaiare del cane pastore.
No, cari amici, “l’uomo e il suo ambiente” è l’esame più temuto di tutti gli studenti della laurea triennale Infermieristica, e contiene, in ordine di importanza, le seguenti materie:
MICROBIOLOGIA
PATOLOGIA GENERALE
FISIOPATOLOGIA
IMMUNOLOGIA
PATOLOGIA CLINICA
Il che significa un programma d’esame che varia dalla schistosomiasi, ai marcatori di fase acuta, passando per bronchiectasie, diabete insipido, linfociti con tanto di MHC APC TCR, per tornare a tutto carico alla, per esempio, tripanosomiasi. E sono solo un assaggio random dell’enorme mole di concetti che bisogna farsi far entrare in testa per quest’esame.

E ora una piccola parentesi.
Quando ero giovine e stolta, pensavo, guardando alcune amiche che studiavano per diventare infermiere, che i loro esami fossero semplici e banali. Che fare l’infermiera era un lavoro di ripiego per gente poco fine d’intelletto e con poche altre chances.
Non credo di aver studiato tanto come in questi ultimi mesi. E di aver trovato professori più esigenti e “scremature” più accurate.
Per lo meno dove frequento io questa facoltà, è seria, difficile, impegnativa e molto formativa. E’ necessaria costanza, studio, intelletto.

Digressato in questa digressione ora lo posso dire.
Ho meritato la prima lode della mia vita.
Uh-uh.

7 commenti leave one →
  1. 1 giugno 2011 09:24

    Congratulazioni…. con lode! 🙂

    Adesso riposo oppure ci sono altri esami in vista?

    —Alex

  2. Bruno permalink
    2 giugno 2011 10:22

    Bravissima! Auguri per la tua splendida scelta professionale . Insostituibile .
    🙂

  3. 5 giugno 2011 20:14

    Te lo ribadisco…benvenuta nel mondo dei matti in gabbia!!!

  4. widepeak permalink
    6 giugno 2011 18:12

    oh yeah!!!
    e ora quando si parte??

  5. 9 giugno 2011 14:08

    oh, adesso ho un esame abbastanza spesso lunedì ed un altro facilino-facilino il 17.
    poi qualche giorno di riposo, dopodichè 5 settimane di tirocinio in ospedale O_O

  6. 9 giugno 2011 15:17

    sicura è una cosa: meglio la lode della tripanosomiasi.
    ;-P

  7. Any permalink
    10 giugno 2011 13:55

    bra-va!

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