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CONSIGLI?

22 giugno 2010

Ho bisogno di consigli, punti di vista, idee, eureka….
Credo di aver analizzato il problema da ogni lato, ma si sa, esistono tante angolazioni quanti sono gli occhi che guardano.
Dopo aver pensato di aver già deciso, i dubbi son tornati prepotenti, a rimettere in bilico ogni mia scelta.

Vi spiego. Partendo da Adamo ed Eva.

Qualcuno di voi già sa che a marzo mi sono laureata, laurea specialistica conseguita interamente lavorando full time presso la MCF e mantenendomi fuori casa, a Bologna; con la fine degli studi ho iniziato finalmente ad avere il tempo per guardare la mia vita con attenzione e calma e vedere che…non mi piace. Diciamo pure che questo non è stato proprio una sorpresa, già da tempo c’erano segnali di scontento, ma li zittivo mettendo nella liste di priorità prima la convivenza, poi l’università, poi la carriera (?).

Non mi piace vivere a Bologna, dove ho solo conoscenti e praticamente non esco mai.
Dove solo di affitto e bollette pago circa 600 € al mese.
Non mi piace vivere lontana da tutti i miei amici, i miei genitori, el me murus.
Non mi piace la vita che faccio, sveglia alle 7, lavoro, casa, dormire, sveglia alle 7, lavoro, casa, dormire…
Non mi piace vivere 4 giorni aspettando il fine settimana, sempre.
E non mi piace il mio lavoro, multinazionale del farmaco, a pensare come vendere di più, far fatturato, arricchire il capo per 1200 € a fine mese.

Non sono io, questa mia vita che sto vivendo.
Aspetto il venerdì pomeriggio per prendere un treno e andare via, sia il Paesello, la cittadina di Shirley, o ovunque io abbia qualcuno che mi voglia bene e a cui voglio bene.
Torno a Bologna il lunedì all’alba, per sfruttare il più possibile il tempo lontano da questa città che è tanto bella ma che sento così poco mia.

E soprattutto ho 26 (quasi) anni, e faccio quello che mai avrei voluto fare. Sono un’impiegata (e dicevo, non sarò mai impiegata!) schiava del padrone sistema (e dicevo, non mi venderò a delle multinazionali), rotellina dell’ingranaggio per far soldi.
Non voglio trovarmi a 40 anni e vedere che quello che ho fatto nella vita è stato vivere una vita che non era la mia. Avere paura e fermarmi, non rischiare, non prendere decisioni. Alla fine non ho figli da mantenere, nè mutui da pagare…ho solo la mia felicità e i miei sogni da inseguire, no?

Oh, si noti bene, il posto dove lavoro non così è male. Economicamente è ok, è sicuro (pur essendo 3 anni che vado avanti con contratti a tempo determinato è comunque abbastanza sicuro), anche creativo, e abbastanza libero…ma.
Non è quello che volevo fare.

E mi dico. E’ troppo tardi per dire: ricomincio da zero?
Guardarsi dentro e chiedersi: cosa voglio fare nella vita? quale senso voglio che abbia?

Da qualche tempo sto pensando a questa cosa.
A luglio mi scade il contratto. Mi proporranno probabilmente il tempo indeterminato.
Potrei NON accettarlo, far finire il contratto e non firmare il successivo. Così potrei prendere la disoccupazione per 8 mesi (circa 800 euro al mese).(sarebbe come se mi avessero licenziata).
Nel frattempo a settembre fare il test d’ammissione alla laurea per un tipo di lavoro molto diverso da quello che faccio ora, molto più umano, abbastanza sicuro.
3 anni di studio full time e poi potrei effettivamente fare un lavoro (quasi) fuori dal sistema, fuori dagli ingranaggi, meno “cattivo”.
Un lavoro spendibile in italia e all’estero.
Nel pubblico e nel privato. In diversi ambiti.
Per questi 3 anni vivrei con i soldi che ho messo via lavorando, e potrei in più trovarmi un lavoretto per far entrare qualcosa. Non avrei più l’affitto da pagare perchè non starei a Bologna (tornerei al Paesello).

E nel caso non passassi il test?
Piano B:.
A ottobre-novembre ci sono le selezioni per le partenze con il servizio civile internazionale. 10 mesi all’estero a far cooperazione con un assegno di circa 800-900 euro al mese.

Piano C, nel caso in cui tutto andasse male, test universitario, selezione SCI.
Ho comunque il sussidio fino a marzo 2011 per potermi cercare un altro lavoro, magari su Milano o dintorni. Al massimo non sarà il lavoro della mia vita, ma almeno sarò vicina a casa. Almeno avrei i miei amici, la mia famigliola vicini.

Tutto questo mi era chiaro fino a ieri, ero convinta. Certo, preoccupata, ma fiduciosa.
Invece ieri, non so perchè, mi si è annebbiato tutto, ho iniziato a vedere le cose in modo pessimistico, al fatto che non passerò mai il test, nè partirò, nè soprattutto troverò un altro lavoro. Mi son vista senza futuro nè prospettive. Mi son vista barbona alcolizzata drogata suicida.
E ho avuto tantatanta paura.
E ho pensato che son pazza a dire di no ad un lavoro. Che sia questo in una città che non sento mia, che mi permetta di mettere via solo pochi euro al mese, che non sia il lavoro che voglio fare. Pazza sono. Punto.

Ecco, ho bisogno di consigli, idee, punti di vista.
Ho bisogno di ulteriori elementi da mettere sul piatto della bilancia.

E mentre voi ci pensate io mi metto a studiare, che il test è il primo degli ostacoli da superare.

27 commenti leave one →
  1. 23 giugno 2010 10:30

    Personalmente credo che non si è mai troppo pazzi per inseguire i propri sogni. Credo che hai (quasi) 26 anni e sei laureata e in tasca hai tanti sogni e progetti da realizzare. Non si è mai troppo giovani o troppo vecchi per mollare tutto e ricostruirsi una vita. Te l’ho già detto che io e il mio compagno entro un anno lasceremo tutto e andremo probabilmente in Irlanda per inseguire il nostro sogno? Aprire un B&B e vivere lì, felici e lontani da una città che non sentiamo nostra. Te l’ho già detto che il mio compagno, 30 anni passati, lascia tutto e se ne va in Canada?
    Basta trovare la forza e la convinzione di volerlo fare DAVVERO Mantidù. Tu le hai forza e convinzione? Sì? E allora cosa aspetti?
    Non sia mai, ritrovarsi fra 15 anni incastrati in una vita che non ci piace e riscrivere un post come questo. Immagini la frustrazione del non aver fatto quello che andava fatto?
    Te lo ripeto spesso Mantidù.
    OSA. VOLA.
    Un abbraccio nel vento 🙂
    Eristelle

  2. b.a. permalink
    23 giugno 2010 12:55

    io te li dico a voce 🙂

  3. 23 giugno 2010 12:56

    Uh Mantiduzza che pensieri!
    Io adesso (1960) sono pentita di tutto il mio passato scolastico e lavorativo.
    Ma non posso più tornare indietro.
    Tu guarda bene che cosa vuoi fare davvero, che cosa vorresti fare nella vita e poi decidi.
    Non è facile lo so, ma sei tanto brava e… complimenti per la laurea, se non li avevo già fatti

  4. 23 giugno 2010 14:07

    Quando scendiamo a compromessi..vuol dire che ha vinto il sistema….non arrabbiarti del fatto che lo hai fatto..
    Esistono Due tipologie di persone che possono NON scendere a compromessi con la vita.
    Chi se lo puo’ permettere (quindi ricconi sfondati pieni di soldi che per esempio si vestono come vogliono, anche male, ma passano per artisti o genialoidi o alternativi) che se lo fai tu sei una barbona
    E quelli che vanno in galera.
    Io ho rischiato di far parte della seconda categoria…ma questa è un altra storia.
    Di consigli su queste decisioni , io, non mi sento di dartene, sara’ vigliacco ma… il punto è che non ti conosco, e i consigli su base oggettiva non li so dare 🙂
    Ti abbraccio pero’…anche se non ti conosco

  5. silvia permalink
    23 giugno 2010 14:54

    La cosa che devi valutare bene è il ritorno al paesello e a casa dei tuoi. Dopo essere stata completamente autonoma per anni, potrebbe essere pesante, anche se i rapporti sono buoni.
    Per loro sei sei sempre “figlia”, nel bene o nel male, per te tu sei “grande” nel bene e nel male!
    Per il resto mi sembra che ti stia muovendo bene, come peraltro hai fatto fino ad ora, hai le risorse per fare un passo lungo…come ci hai raccontato e tu sai adeguare alla difficoltà.
    Vai!

  6. Mitch permalink
    23 giugno 2010 15:11

    Passiamo le settimane ad aspettare che arrivi il venerdi. E non capiamo che il tempo che è passato non ce lo restituisce nessuno.
    Segui il tuo cuore, il tuo spirito, la tua intelligenza fuori dal comune e non buttare via nemmeno un giorno di più.

  7. Franco permalink
    23 giugno 2010 15:48

    Sei sicura di volere un consiglio da uno che ha il doppio dei tuoi anni e si sente irrimediabilmente fallito in tutto?

    Comunque sia ti sei data le risposte da sola:
    Insegui i tuoi sogni, la tua felicità!
    Magari poi non va tutto come hai pianificato, ti si presenteranno bivii nuovi, altre scelte, ma a 26 anni, cazzo, c’è ancora tutto in gioco. Non essere più vechia di me, minchia!!
    “Eppure a me non dispiacerebbe essere quello di quei tempi là, sarà per aver 25 anni in meno o avere tutto, per possibilità”
    Ho parafrasato Guccini per comunicarti un po’ della mia bonaria invidia.
    Anche a me piacerebbe fare, o aver fatto, scelte diverse, per non ritrovarmi come sono ora, ma così è andata.
    Ora che ci penso: non ho mai fatto scelte coraggiose, radicali. Ho sempre scelto la strada che mi pareva più comoda e facile, e non è che mi abbia portato lontanissimo. Forse perchè non ho mai avuto molta stima di me, soffro perennemente della sindrome di Samsa…
    Insomma, per concludere: vai!! Cogli l’attimo, segui l’istinto e caccia a pedate nel culo le paure. Le palle le hai, pensa solo a quello che hai fatto fino ad ora. Ti sembra poco?

  8. Dilloame permalink
    23 giugno 2010 15:52

    ciao Mantidù-alis-Fra….
    capita davvero a tutti allora un momento nella vita in cui dici “dove cazzo sto andando?” è successo anche a me e credevo d’essere l’eccezione.
    credo che 26 anni ora come ora non siano troppi per decidere cosa si vuole fare della propria vita…il fatto è che l’unica cosa da fare è decidere , perchè altrimenti ti lasci vivere dal lavoro che ti è capitato, dagli altri e ti ritrovi in una vita non tua e che non hai scelto…e poi magari te ne accorgi che è troppo tardi!!!!!!!!
    tu sei una ragazza coraggiosa e l’hai dimostrato mollando tutto, andando in una nuova città, mantenendoti con le tue forze…so che ora è difficile decidere ancora una volta….e so anche che se dovessi lasciare un tempo indeterminato molti penserebbero che sei matta con i tempi che corrona, ma io penso che sia….INDETERMINATO…ed è proprio per questo che dovresti esserne strasicura!!!!!!!!
    la scelta di studiare ancora è ancora più impegnativa (ma ammiro la tua voglia)…
    mi sembra molto più naturale il desiderio di riavvicinarti alla tua realtà, ai tuoi affetti….che siano amici, famiglia, parenti o moroso.
    io ho deciso che voglio fare della mia vita da un paio d’anni e solo con N. inizio a buttare le fondamenta del progetto. desideravo un lavoro tranquillo, vicino a casa, onesto e che mi piacesse anche un po’ (l’ho trovato e anche se non paga moltissimo mi rende felice)…insomma non ho molte pretese sul lavoro perchè io semplicemente sognavo una famiglia, col tempo dei figli, mantenendo le mie passioni e dove possibile portare qualcosa nel mio paese…da quando è morta mia madre mi sono accorta di essere molto simile a lei…ho deciso, ho scelto e da li mi sono messa in moto…ma ce n’è di strada da fare!
    credo tu non debba temere perchè sei una ragazza sveglia e qualcosa salterà fuori….che sia l’università, un lavoro vicino a casa al Paesello o vicino al tuo uomo…per qualche mese avresti le spalle coperte.
    non posso consigliarti perchè devi solo decidere
    posso dirti che hai parlato di cose terrene e quindi tutte fattibili
    e posso dirti che ammiro il tuo metterti in discussione….dovremmo farlo tutti ogni giorno
    e posso dirti che ti capisco (capisco sia le tue paure che le tue spinte)
    sarei felice se tornassi in zona, ma sarei felice comunque di saperti serena da un’altra parte del pianeta…alla fine tu sei una vagabonda!!

    PS: siamo adulte oramai, no???????? e pensa che bigole eravamo qualche anno fa….

  9. Lucetta permalink
    23 giugno 2010 15:58

    Sono davvero contenta di aver acceso il pc questa sera, ed esserti venuta a leggerti dopo tanto tempo.
    Faccio io luce nella nebbia (e del resto il mio nome.. 😉 ). E mi viene facile perché davvero non ho grandi dubbi, la situazione mi pare così lampante che non serve quasi rifletterci.
    Numero uno. No, partiamo da un brevissimo racconto. W., mio carissimo amico, nonché ex fidanzato storico, odontotecnico, 39 anni, sposato con un figlio di 5 anni. Lo scorso settembre ha tentato il test di ammissione a odontoiatria; l’ha passato e ora frequenta il primo di SEI anni di università per diventare dentista. Certo, l’obiettivo finale è quello dello stipendio da dentista che è molto meglio di quello da odontotecnico. Ma in realtà la vera spinta, quello che lo porta ad alzarsi tutte le mattine alle 5, andare a milano, frequentare in mezzo a ragazzi che hanno la metà dei suoi anni, riabituarsi a studiare e concentrarsi e dare esami, e intanto però anche lavorare un po’ per tirare fuori un minimo di stipendio e fare il padre di un bimbo cui non può dire: scusa, studio. Dicevo, la vera spinta è stata la voglia di fare qualcosa di nuovo, qualcosa di davvero interessante che desse nuovi stimoli a una vita che non gli piaceva più e che non voleva uguale a se stessa fino alla pensione.
    Tu hai 26 anni. Non ti passi per la testa di essere fuori tempo. E’ vero, mandi all’aria quello che per molti è un’agognata sicurezza, il posto di lavoro, lo steady job da cui sono scappati schiere di beatnik, ma chissenefrega! Chi se ne frega se quel lavoro è un compromesso. Chi se ne frega se non è quello che vuoi nella vita. Non hai l’età né le condizioni (come hai detto: figli, mutuo o cose simili.. ) per frenare una sacrosanta ricerca della serenità, della realizzazione. Certo, potevi pensarci prima: e allora? L’importante è pensarci ORA.
    Non discuto (anche se è ovvio, condivido pienamente) quello che dici del lavoro che ti trovi a fare; fosse anche il lavoro dei miei sogni ti direi: lascialo prima che diventi una gogna. Ti sei già data le risposte da sola; tu non sei una che campa i dadi. Il calendario è perfetto: a luglio rifiuti qualunque proposta ti facciano. Torni a casa e vivi degli 800 euro. E inizi a studiare per passare il test. Anzi: non fai altro che studiare, perché non devi sbagliarlo. Passi il test e fai i tuoi tre anni. Finisci a 29? 30? Beh, come tanti studenti fuori corso delle vecchie lauree. Ma con un vantaggio: hai fatto quello che davvero volevi e a quel punto non ti ferma più nessuno. Sì, sono sicura che un lavoro di quel genere saprebbe dare un senso alla tua vita, conoscendoti. Su due piedi non posso che pensare a uno sviluppo nella direzione di qualche posto all’estero ma quello lo vedrai tu. Credo che durante i tre anni ti si chiariranno molte cose; vedrai, non sarà come fare l’università a vent’anni. La consapevolezza sarà diversa. E le risposte che mancano arriveranno.
    Quindi, sì. Prendi il coraggio a quattro mani e fallo. Perché devi pensare che vada male? Perché devi pensare che sarà peggio di un lavoro che non vuoi in una città che non ti appartiene? Mi pare, dalla descrizione che fai, che tutto sia meglio del quello che hai ora. No, capitolo chiuso. Passa oltre. Attenta alle sabbie mobili della vita. Scappa subito visto che le hai viste così bene. Non metterci dentro il piede sapendo quello che fai.
    Anche l’ipotesi b non è male ma non la considerei: resterei focalizzata sull’obiettivo. Test a settembre. Andrà bene. Anzi, ti dirò una cosa. Inizia a studiare da subito. Informati sui testi per la preparazione del test, comprali e inizia.

    Cosa ti fa paura? Il cambiamento? No, non ci credo. La paura di sbagliare? Non farti fregare dall’autostima. Il giudizio degli altri? Non commento nemmeno.

    🙂

  10. clandestinamentemente permalink
    23 giugno 2010 17:48

    Sogna.
    Vivi i sogni e realizzali.
    Io come te.
    Voliamo.

    • mantiduzza permalink*
      24 giugno 2010 10:26

      volavolavolavola l’ape maja!!!
      😉

  11. 23 giugno 2010 20:27

    non vorrei essere stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso col mio post sulla felicità…perchè è inevitabile che se non vesti bene la vita che vivi, non sei pienamente felice!!!
    Fatto sta che io penso che nella vita bisogna rischiare, almeno provare a fare ciò che veramente può renderci soddisfatti di noi…abbiamo tutti le potenzialità per sfondare nella vita, bisogna saperle usare, ma soprattutto sperare che questo sistema ci apra il tanto sperato portone…
    in culo alla balena…

    • mantiduzza permalink*
      24 giugno 2010 10:26

      no cara Tappa, non sentirti responsabile!
      ovviamente sono pensieri che non mi frullano in testa da una settimana o dalla lettura del tuo post, sono cose che penso da mesi, e che covo in realtà da anni, addirittura.

      grazie delle tue parole 🙂

  12. 24 giugno 2010 13:56

    Hai toccato un punto fondamentale..sei giovane e non hai figli da mantenere,e in più la vita è una sola..
    Perchè non provi a viaggiare e a trovare qualcosa fuori?non so..vagare per le spiagge di Tenerife a vendere grattachecche ai turisti..imparare una lingua nuova,vedere posti nuovi..rimanere affascinata da tutto ciò che hai intorno..e sapere che quella che stai facendo è un’esperienza che non ti insegnano in alcuna università..
    Te lo dice uno che si ritrova ogni mattino in divisa bianca a lavorare in un ospedale..e di notte poi sognare una libreria tutta mia,e tra le lenzuola rimpiangere il pazzo caos di New York..

    Metti da parte un pò di razionalità..anzi,mandala proprio a cagare..un pò di tempo per te stessa non farà male a nessuno..

    Fabio.

    • mantiduzza permalink*
      25 giugno 2010 11:02

      Ciao FabBbietto,
      grazie del commento 🙂
      effettivamente la razionalità in alcuni casi vince sulla mia emotività…ma credo che, per certe scelte, sia necessario valutare bene tutti i rischi e le opzioni, per non ritrovarsi poi a rimpiangere di aver preso decisioni troppo affrettate.
      il fatto è che ormai la mia razionalità e la mia emotività vanno in giro a braccetto raccontandosi aneddoti divertenti, son proprio carine insieme, e vanno d’accordo.

      sul prendere e partire, non sai quante volte l’ho fatto 😀
      ed è sicuramente una delle esperienze più belle che io abbia mai fatto e che continuerò a fare. infatti il punto B del mio piano diabolico prende in considerazione il partire…

      vedremo come vanno le cose (come le farò andare), ora manca ancora un mese di lavoro prima di qualsiasi decisione finale…quindi…cerco di far chiarezza, tra un mese ci saranno di sicuro delle novità
      🙂

  13. valeriascrive permalink
    25 giugno 2010 11:31

    non e’ mai troppo tardi.
    ANzi, e’ doveroso fare quello che si vuole.
    La liberta’ ha il suo prezzo sempre, questo si.
    Ma fare qualcosa che non ci piace non ha senso.
    Non e’ vero che abbiamo tutta la vita davanti.
    La vita e’ hic et nunc e se ora fai qualcosa che non ti piace, che ti sta stretto, e’ doveroso cercare di meglio. Pero’ ci vogliono due palle cosi’. 🙂

  14. 25 giugno 2010 14:12

    Facciamo a cambio???
    ho sempre voluto sapere cosa si prova ad avere una patata!!!
    :mrgreen:

    • mantiduzza permalink*
      25 giugno 2010 14:13

      oddio Fabbbbio!
      😉

    • 25 giugno 2010 21:40

      tranquilla…quando ha sonno arretrato delira in questo modo!!! è tutto sotto controllo!!!
      Fabio!!! (da leggere a mò di Michelle Hunziker in “love bugs”)

  15. 25 giugno 2010 14:16

    In linea di massima mi sembra che nel giro di tre giorni hai avuto da tutti lo stesso consiglo: buttati … 26 anni sono niente hai la vita dalla tua. Vai!
    Immagino che quello sia il consiglio più scontato, chiunque legga il tuo post arriva a quella conclusione.
    Ma se hai un fidanzato ( e una famiglia) perché non organizzare con lui (o loro) il cambiamento … Magari ti sentiresti meno sola a prendere una decisione così importante come mollare un lavoro più o meno sicuro ( di questi tempi!) e avresti qualcuno che potrebbe aiutarti se non tutte le cose andranno lisce come previsto. Non siamo soli al mondo e avere qualcuno con cui condividere fatiche e perplessità è un vantaggio non da poco. Sfruttalo!
    Ti abbraccio.

  16. 25 giugno 2010 14:25

    è la curiosità x eccellenza di tutti noi ometti!!!
    ahaahahahaha :mrgreen:

  17. 25 giugno 2010 20:44

    Premessa: io nella vita ho bisogno di radici. Posto fisso, lavoro sicuro (magari mi offrissero un tempo indeterminato al posto del co.co.co.), fidanzato, casa, bambini… Io ho bisogno di radici, di certezze.
    Ma se non ti piace quello che fai, se non hai figli o mutui da pagare, perché rimanere incastrata in qualcosa che non ti piace? Perché non approfittare di tutte le opportunità che ti si presentano?
    La situazione economica mondiale è tremenda, è difficile. Rifiutare un lavoro fisso oggi è da matti. Ma non sarebbe peggio poi pentirsene?!
    Cosa farei al tuo posto? Non lo so, ho troppa bisogno di radici e di certezze. Non avrei avuto il tuo coraggio, non sarei andata a Bologna, non ci sarei rimasta dopo.
    Ma non stiamo parlando di me. Rischia Francesca, perché sei coraggiosa e forte. Rischia e andrà tutto bene.

  18. 27 giugno 2010 22:11

    beh. non so perché ma ho la sensazione che già lo sai benissimo quello che devi fare. solo che per farlo ci vogliono un po’ di quelle ore passate a rivoltarsi nel letto e a chiedersi se è la cosa giusta. il bello è che non lo saprai mai. ma sarà stato fantastico farla lo stesso.
    coraggio!

  19. 29 giugno 2010 12:04

    Di lavori sicuri oramai non ce ne sono più, inoltre per tornare a fare l’impiegata sei sempre in tempo.
    Io dico che devi buttarti, l’idea del servizio civile è ottima. Hai 26 anni e quindi tutto il tempo per trovare quello per cui sei portata. Unico consiglio: non farti condizionare mai dalle scelte altrui. Non esistono scelte giuste o sbagliate. Esiste invece la libertà di scegliere.

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