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BOOK-ADDICTED

18 giugno 2010

Parliamo della giornata spettacolare che si svolge nel suo tempo di giornata FUORI dalle finestre di quest’ufficio?
Parliamo del maltempo previsto per tutto il tempo del week end che si svolgerà nel suo tempo di week end quando io sarò FUORI dalle finestre di quest’ufficio?

No. Non parliamone, prendiamo semplicemente atto.

Ebbene.

Parliamo del fatto che ieri mi è venuta a trovare Lauri dal Paesello, abbiam passato la serata in casa, prima cena e poi chiacchiere fino a crollare sul divano e traslarci come zombie fino al lettone?
Parliamo del fatto che abbiamo continuato a parlare anche al buio, nel letto, fino a che ci siam proprio addormentate?

No, non parliamone, prendiamo semplicemente atto.

Ebbene.

Ciò di cui invece volevo parlare è che, in questo periodo di esame di coscienza, di studio ontologico di me, di valutazioni, di calcoli, di programmi, idee, progetti, thinking about revolution, ecceteraecceteraeccetera sono giunta ad una conclusione che mi strabilia.

Comprare i libri è stupido e inutile.

Io, accanita lettrice invernale, sottolineatrice della frase zafferana, disegnatrice di faccine disgustate nei passaggi pesanti, punto esclamatrice laddove bisognerebbe ricordare, risfogliatrice, abbondonatrice dei biglietti del treno usati come segnalibro, estimatrice delle case piene di polvere e acari libreschi, io che “incantevole la libreria sopra ogni cosa”.
Insomma, fulminata sulla via dei librai, ho pensato che comprare i libri sia stupido e inutile.

Beh. Certo. Meno stupido e meno inutile che comprarsi il millesimo paio di scarpe o l’ennesimo ninnolo acchiappa polvere, ma sempre di inutilità stiam parlando.

Perché alla fine cosa serve avere la casa piena di libri introvabili e comprati a 2 euro ai mercatini dell’usato, testi filosofici in lingua originale e cataloghi di mostre immostrabili e manuali di giardinaggio antico e filologia romanza e l’ultimo di moccia e il penultimo della mazzantini e il terzultimo di volo ma anche perché no murakami camilleri marquez e l’opera omnia di dickinson e prevert?

Apparte che arredi la casa come una che davvero sa leggere.
Apparte che la tua porca figura la fai quando inviti a casa l’intellettuale che ha le clark e l’occhiale montatura spessa e il ciuffo ribelle che rimane fisso due ore davanti allo scaffale da cui hai avuto cura di rimuovere la serie di twilight e di bridget jones, mettendo ben in mostra altezza occhi i saggi di dorfles e di yunus, arte ed economia in continuità che solo lui, il vero intellettuale, può cogliere.
Apparte che puoi sempre dire che la casa non è polverosa, son i libri.

Ma oltre a questo, prendere polvere e permetterti citazioni colte nei biglietti d’auguri per i compleanni di improbabili amici e colleghi di lavoro, oltre a colpire il primo sguardo da triglia dell’intellettuale marxista-leninista, che utilità ci hanno tutti sti libri in casa mia?

Tutta questa profondissima elucubrazione è nata pensando al mio prossimo futuro trasloco. Perché io in questi ultimi tre anni di impiegata pagata poco ma pagata, ho speso una caterva di soldi per disboscare foreste dall’altra parte del globo e riempirmi scaffali e scaffali di libri dalle copertine colorate. E mi ci chiedo: ma io come minchia li sposto cartoni pieni di libri?
Li vendo? Li regalo? Li lancio dalla finestra come S. Francesco con i tessuti del padre?

E ricordo mia madre che mi dice “prendili in biblioteca!” io che la guardo schifata e quasi stessi pronunciando una parolaccia di quelle che mai attraverso mia bocca potrebbero transitare ripeto “biblioteca?!!?” (che sta ad indicare “che cazzo di posto sarai mai questa biblioteca?!?! Ma ti sembra un loco per giovini bibliofile?”)

Che se ci si pensa i libri sono merce uguale all’altra merce. Che se schifo tanto fare shopping di vestiti e scarpe perché son “cose” e non di cose è fatto l’uomo, che se non mi interessa avere una macchina, una borsa, che se cerco – talvolta invano – di non farmi prendere dall’isteria del compro qualsiasi cosa per la casa (adoro i tappetini per il bagno e la cucina), perché i libri possono permettersi di minare la coerenza di tutto questo mio pensiero anti-spendaccione-consumistico-capitalistico? Come osano farmi cadere in tali vili contraddizioni?

Sono una book-addicted.
Ma voglio smettere.

13 commenti leave one →
  1. 18 giugno 2010 12:19

    Scusa ma dissento….
    Il libro ti tiene la mente occupata, vigile, viva, stimola l’immaginazione.
    Aiuta, perchè se non leggi allora non saprai neppure scrivere.
    Ed è meglio della televisione e dei contenuti che veicola.
    Forse tutti dovrebbero stampare sui carta ricilata, ma alcune case già lo fanno e forse i costi potrebbero essere più bassi perchè spesso proibitivi.
    Se il problema è il trasloco ci sono le librerie di libri usati….
    🙂
    sono sicura che senza quei libri che hai divorato non saresti tu.

    • mantiduzza permalink*
      18 giugno 2010 12:34

      oh, cignetto, certo, concordo su tutto…
      forse mi son spiegata male, magari rivedo qualche passaggio…
      io intendevo proprio l’OGGETTO libro, il mezzo, la carta…non la lettura! senza quella morirei!!
      🙂

  2. verypipuffa permalink
    18 giugno 2010 12:21

    è una gran brutta malattia, ti capisco, ma…
    1. da un punto di vista meramente economico, ti consiglio di seguire il consiglio di tua madre, non paghi nulla, se non finisci un libro non ti senti una merda per aversi speso dei soldi e non ti controllano se lo restituisci non letto. Se poi un tomo di aggrada puoi sempre acquistarlo in seguito o cercarlo con gli scambi su anobii
    2. le biblioteche sono piene di ggggiovini, infatti io sembro la mamma andata a prendere dei libri per il figlio.
    3. in vista del trasloco, puoi regalare o donare i libri alle biblioteche pubbliche, magari quelle di quartiere che sono più piccole e “bisognose” l’importante è che non li butti dalla finestra o almeno che mi avverti prima che arrivo lì sotto con il bagagliaio aperto.
    4. non vergognarti della saga di tuailait o di brigetgions, non di sola filosofia vive l’uomo e tantomeno la donna
    5. sei sicura che i libri siano solo cose? sicura che non abbiano un’anima?
    auguri per il prossimo trasloco da un’altra bookaddicted che a differenza tua non vuole affatto guarire

    • mantiduzza permalink*
      18 giugno 2010 12:39

      pipù concordo.
      ma:
      – twilight era un esempio 😉
      – non li regalerò nè venderò nè getterò…alla fine da buona drogata non potrei farcela…caricherò scatoloni e scatoloni e li porterò con me 🙂

      le buone intenzioni sono per i prossimi libri!

  3. 18 giugno 2010 13:17

    allora avevo capito solo in parte…
    però mi ha subito attrato questo post perchè anche io sto scrivendo un post su un libro e sulla sua “funzione”….
    ma ci impiegherò del tempo….

  4. 19 giugno 2010 13:31

    quando ho letto come consumi un libro ho pensato ”cavolo ma allora non sono la sola”..ahahah.
    tornando alla questione principale..quanto ti capisco, io ho il tuo stesso problema: accumulo libri, spendo soldi, disbosco foreste e ogni volta mi riprometto di iniziare a frequentare la biblioteca..ma non ce la faccio! il libro deve essere mio.punto. se no come farei a fare la fica intellettuale quando scrivo i biglietti d’auguri senza i miei libri a portata di mano (sono troppo ”culona” per scriverli)??

  5. 19 giugno 2010 16:32

    Ecco un’altra book-addicted! I libri della biblioteca hanno il loro fascino, il loro odore particolare…ma sui libri della biblioteca mica puoi sottolineare, puntoesclamare, faccinedisgustare e risfogliare per i biglietti di auguri? I libri devono essere soltanto miei, perchè devo viverli!
    Una volta ho partecipato ad un book-crossing, bellissima esperienza, peccato che il mio libro non è mai tornato indietro. E io adoravo quel libro… 😦 che dolore!

  6. 19 giugno 2010 17:26

    da book addicted a book-addicted: se stai traslocando il trasporto libri è davvero problematico. Niente è più pesante di una scatola piena di pensieri scritti.
    Il mio consiglio è di fare scatole piccole, tante scatole piccole.
    Inoltre mi sembri un tipo abbastanza alternativo per utilizzare i libri “peggiori” come gambe di tavolo da tè. Basta un piano rettangolare in vetro e sistemarlo sopra quattro motagne di libri colorati …. oramai che le foreste le abbiamo disboscate … 😉

  7. 20 giugno 2010 19:09

    anche io ho avuto una simile illuminazione durante l’ultimo trasloco e da allora cerco di tenere solo i libri fondamentali, che saranno circa 500, gli altri, anche alcuni a cui tengo molto, li regalo, li do via. ora che uso anobii mi riesce anche più semplice tenerne comunque traccia e memoria. certo, dovrei proprio non comprarne, ma è tostissima. però è una di quelle cose che voglio imparare a fare entro la fine dell’anno, usare la biblioteca e piantarla di farmi in libreria!

  8. clandestinamentemente permalink
    21 giugno 2010 16:15

    Allora, in quanto futura proprietaria del BookCakeCafè non posso che dire a tutti voi: COMPRATE GENTE COMPRATE! Ma il mio non vuole essere solo un consiglio da futura imprenditrice della cultura, si perchè nel mio locale si venderano si libri, ma soprattutto si vende cultura, idee, sinapsi celebrali.
    Amo ovviamente i libri, e il libro infomatico dei miei stivali in Italia non prenderà mai piede! Perchè noi amiamo l’odore della carta stampata, dobbiamo vivere e sottolineare le pagine che leggiamo e andare in libreria senza sapere cosa dover comprare e uscire con due sacchetti di libri e tanti soldi in meno mi ha sempre regalato la sensazione di aver fatto la cosa giusta!
    Briget Jones aiuta anche, è lettura frivola lo so, ma perchè dover fare quelli con la puzza sotto il naso per forza?
    Sogno un locale dove la gente possa sedersi e bere un buon caffè, degustare un fetta di torta (tutti ingredienti a km zero) e potersi arricchire leggendo di tutto, da Proust a Topolino. Perchè solo chi sa spaziare con i generi letterari è in grado di spaziare anche con la mente, e di mente aperte e libere questo nostro povero Paese ne ha tanto bisogno.
    E se nel trasloco tu dovessi faticare un po’, pensa che il peso che senti tra le braccia o sulla schiena è solo minima parte rispetto a quello rimasto nella tua mente dopo la lettura.

    P.S “Per chi volesse venire a cercare l’ultimo di Vespa al BookCakeCafè: noi non teniamo i libri dei servi di potere, per quelli potete rivolgervi alla Mondadori o da Feltrinelli.”

  9. 22 giugno 2010 10:21

    come moglie di libraio ti ingiungo di NO!

    • 22 giugno 2010 10:42

      Michè!!! sei moglie di libraio?!?!
      chefffffìgo: droga quasi aggratis!
      tu si che sei fortunata…
      ma un pusher vicino a casa mia che faccia buoni prezzi?!?!
      🙂

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