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BARCELONA, CUARTA VEZ

25 maggio 2010

Quattro giorni a Barcellona fanno respirare.

Tu prendi l’aereo venerdì pomeriggio, passi la serata con vecchi amici che non vedi da anni, rispolveri il tuo spagnolo addormentato, mangi su una terrazza nel centro della città, con il vento tipico delle città di mare, parlando di vecchi sogni, crisi economiche, aspettative, lavoro, viaggi, conoscenze comuni. E poi ti svegli il sabato con la sensazione di libertà che da troppo non sentivi, fai un aperitivo con la tua compagna di viaggio calcutta-himalaya-calcutta, cercando di parlare il più rapidamente possibile che 4 anni necessitano troppi minuti per essere raccontati. E poi due giorni interi no stop quasi senza dormire in cui
scopro di reggere l’alcol meglio di quanto pensassi
scopro di saper ballare -complice alcol- a ritmi rocckeggianti e di divertirmi ancora da morire con le mie care amiche del Paesello, anche quelle che non sentivo da troppo
scopro che la sensazione di stare da sola in aeroporto di stare bene con me di voler camminare sola in strade sconosciute è ancora la cosa che mi piace di più.

E torno quindi rivoluzionando tutte le mie idee di ritorno alla patria natia, al Paesello dei genitori e delle radici, torno con la voglia di lasciare tutto e gettarmi in qualcosa di più grande di me, torno con la voglia di mettere fine al capitolo bolognese e di aprirne un altro più vasto, pretenzioso, rischioso, lontano.
Ho voglia di partire.
Ora devo solo ponderare se è l’ennesimo colpo di testa senza ragion d’essere o se è davvero un mio desiderio.
Nel secondo caso.
Beh.
Insomma.
Boh.

3 commenti leave one →
  1. 26 maggio 2010 11:22

    Viva la Spagna (a parte le corride) 😀

    Grazie mille per il bel commento, CIAO!!! 😀

  2. 26 maggio 2010 17:29

    Secondo me quest’aria di trasloco o di partire per provare nuove esperienze si sentiva già in diversi post in cui lamentavi la tua sofferenza nei confronti di una città che in fondo hai scelto per ben altri motivi.
    certo è un cambiamento grosso ma il mio consiglio è guardarsi dentro e decidere per non ritrovarsi tra 10 anni a rimpiangere quello che poteva essere fattibile e che ora non lo è più!

  3. aless permalink
    27 maggio 2010 10:43

    quoto, quoto, quoto anatroccolo! Nessun vincolo alla tua età e nella tua situazione deve essere più forte del richiamo della tua identità, di ciò che senti urlarti dentro, di ciò che risponde alla tua pancia. La descrizione che fai del tempo trascorso a barcellona è qualcosa che conosco, che mi ha dato le sensazioni di maggiore pienezza nella vita e a cui temo di aver rinunciato per non avere coraggio al momento giusto. Quindi pensaci bene, mantidù, look into yourself and if you like, JUMP!

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