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SEMPRE DELLA MEGACASAFARMACEUTICA, MI SCUSO.

26 aprile 2010

Ve lo giuro: a me dispiace parlarvi (quasi) sempre e solo del mio lavoro e di quanto questo mi faccia INCAZZARE.
Vi vorrei parlare del sabato passato ad arrampicare a Montestrutto (TO), o della meravigliosa domenica passata con mia nonna, i miei zii, i miei cugini, del pomeriggio in mezzo ad un prato con Shirley, il lunghissimo ritorno a Bologna sul treno più affollato di tutti i treni da quando i treni son stati inventati (ok, sto esagerando).

Ma non posso. Non posso raccontarvi di tutto questo, perchè oggi che è lunedì già mi girano i coglioni a velocità da ventilatore agostiano, da mulino a vento a triste quando soffia la bora, da ventola di un vecchio pc acer quando il computer si surriscalda.
Girano davvero rapide, queste mie palle metaforiche.

Cheddire?
Ricordate i miei dubbi morali, la bambinetta bionda messa a tacere, il mio abbandonare gli ideali adolescenziali per la più nuda e cruda e pragmatica vita? Accettare le lusinghe della MegaCasaFarmaceutica mandando al diavolo i miei pensieri etici?

Ebbene, mi pare che tutto sia inutile.

Con ordine (e sintesi).
Oggi è arrivata nel settore marketing in cui lavoro La Superfiga, una ragazza di un paio d’anni più di me, che sostituirà il collega licenziatosi a gennaio. A detta del mio Capo (stai zitto che fai più bella figura), praticamente lei farà ciò che faccio io, cioè imparare il lavoro del Product Manager.

Ehhhhhhhhhhhhnnò, mio caro Capo!
Io non faccio esattamente ciò che tu dici io faccia. Con ordine (e sintesi). Io sono la tua schiava, e a tempo “perso”, con la scusa di “imparare a fare il tuo lavoro che poi in futuro vedrai che”, faccio anche buona parte del TUO lavoro, senza che ciò mi venga riconosciuto in alcun modo, senza che io mi lamenti (anzi, son così fortunaaata, a poter imparare), senza comunque togliere importanza al mio lavoro di schiava che già di per sè mi impegnerebbe 8 ore al giorno.
Mi era stato detto che “nel momento in cui avessimo bisogno di una persona da inserire come PM” io sarei stata adatta. Eppure questa situazione si è verificata, e avete scelto qualcun altro, di esterno, che non conoscete e che non conosce l’azienda. E non una persona con esperienza e comprovata affidabilità, ma una persona da formare, esattamente come me.

Ora.
(devo andare agli allenamenti e quindi cercherò di essere breve).
Per fare la schiava a Bologna, posso andare a fare la schiava al Paesello, nei dintorni del Paesello o laggiù sulle montagne dove vive tutta la mia famiglia (genitori esclusi, loro stanno al Paesello, insieme ai miei amici).
Fare la schiava a Bologna, guadagno zero (il poco che è il mio stipendio va tutto in spese), affitto e bollette etc che mi soffocano, pochissimi (nulli?) amici su cui contare, famiglia e amur lontani, forse non vale la pena.
L’illusione di crescita professionale che mi sta tenendo qua nonostante tutto, si sta rivelando chiaramente una presa in giro.

Ho messo a posto il curriculum vitae, in questi giorni.
E anche se il momento non è di certo dei migliori, inizio a tenere le antenne dritte.

4 commenti leave one →
  1. 29 aprile 2010 12:21

    Il mondo del lavoro..peggio di un sentiero con mine antiuomo e cecchini sui tetti (..perdonate il mio eccesso da PS3..)..
    Mi dispiace per il periodo di scazzo totale,e mi domando se oggi,che è giovedì,il movimento eolico di superpalle rotanti sia in qualche modo rallentato 🙂
    Ti abbraccio e mi immolo per farmi prendere a parolacce e a cazzotti pur di far diminuire i giri delle palle (virtuali!) 🙂
    Fabio.

  2. 3 maggio 2010 16:21

    se la decisione è presa davvero, se sei pronta a rischiare, se sei pronta a ‘perdere’ allora sei pronta a ricontrattare con la faccia e i toni più giusti di sempre, col tuo capo/ditta/ufficio del personale.
    O ora o mai più.

    • mantiduzza permalink*
      5 maggio 2010 15:33

      Ma sai Michelì, forse a questo punto neppure c’ho più la voglia di contrattare. Forse mi basta pulire il computer dai files personali…”e fuggire via”… come cantava Vinicio…

  3. 10 maggio 2010 16:42

    Come ti caspisco…dove sto io la “crescita professionale” è solo per chi dicono loro..ti promettono tante cose “si tu”, “tu sei migliore”, “contiamo su di te”…ma poi, in fatti, diventano tutti pugnette e scelgono altri…
    Che merdaria…

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