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DICESSI QUESTE STESSE COSE AD ALTRE MILLE PERSONE MI PRENDEREBBERO PER PAZZA

20 novembre 2009

sono a casa
the indiano in tazza colorata
sono giù, se ti fa strano sappi che invece è il mio substrato emozionale normale (sono incoerente, incostante, volubile, stupida), malinconia tristezza nostalgia di un non meglio precisato passato.
mi chiedo perchè con l’adolescenza non siano finite le domande esistenziali del
cosa facciamo qua
dove andiamo
e perchè

sarebbe molto più semplice non porsele

e invece

e invece me le pongo e vado in crisi.
mi sembra di vivere questa mia vita così, per inerzia, come una palla lasciata andare su una strada in falso piano, giù giù rotolare senza posa e senza scopo, senza dirigermi da nessuna parte se non andare giù.
perchè sono fondamentalmente realista
e la morte è li che ci attende
(non per essere drammatica)
(astenersi antimorte ad ogni costo)
ma è così
tutti vivono senza pensare che la vita finisce
sembra sempre si debba vivere per sempre,
rincorrendo i soldi e la tranquillità,
quale tranquillità poi mi chiedo,
la famiglia i figli la maternità
la paternità
come se un figlio desse senso a tutto
(astenersi genitori dagli occhi a cuore)
la carriera
la casa
il tempo indeterminato
sempre ad aspettare il week end, parentesi della vita finalmente da *vivere*
perchè la settimana è lì, tutta da lavorare, da guadagnare, da conquistare
perchè il pane, si sa, non lo regala nessuno

e mi chiedo
vedo solo io il nonsense che è intrinseco a tutto questo frenetico correre dietro al niente?
per cosa, mi chiedo, per cosa?
per vivere la pensione?
per vivere il week end?
per vivere le serate 20-22 in prima serata tra piatti da lavare e lavatrici da stendere?
per vivere tra persone che non sono interessate a te, al tuo sorriso, al tuo cuore?
per vivere in una casa cara come il fuoco e sempre vuota?
per spendere in sciocchezze perchè il cuore è freddo?
e poi morire.
(perchè di questo è fatto l’uomo, di vita e di nonvita)

perchè è così.
perchè se io oggi scoprissi di avere un tumore non avrei paura di morire, credo proprio di no, sarei solo incazzata
incazzata nera
di aver perso tanto tempo.

e non vedo via d’uscita.
se non quella di mettere in conto una vecchiaia da barbona, che non sarebbe poi così male a pensarci
e dire a questa società di merda, che ci toglie la libertà di vivere, che ci incastra in meccanismi alienanti senza fine, che ci convince che una trombata ogni tanto, una relazione, un figlio, la carriera siano le cose che danno senso alla vita
ci convincono che comprare il divano
la moto
la cucina
il vestito
dia senso alle nostre giornate
quando le nostre giornate
almeno così la penso io
hanno senso con il tempo per guardare il vicino di banco
di autobus
di scambiare due parole
di guardarsi dentro
di piangere
di ridere
di urlare
di correre
di nuotare
di conoscere

mi sento così sola in tutto questo
nel voler che la mia vita non sia così, mentre lo è.
lo è e mi fa vomitare
e ci sono dentro
dentro fino al collo

oggi ho lavorato tutto il giorno su budget di marketing
per far quadrare i conti
capisci?
lavoro su qualcosa che aborro
e quello che vorrei è
cantare canzoni
e disegnare arcobaleni
voglio vivere in un posto dove la gente sorrida
dove l’importante non sia il fatturato
voglio vivere e esserne orgogliosa
non voglio aspettare il week end per sentirmi viva

non so
mi sembra di star buttando via il mio tempo
e questo è imperdonabile

e poi rileggo questa email e capisco che sono un’idiota
ci son tante cose belle
mi dico
e non so se è più giusto accontentarsi delle cose belle e andare avanti
o invece no
dire io non ci sto più

oggi per la prima volta nella vita
ho pensato che il suicidio non è poi così male
quando la vita è vissuta
come un automa

e questo non è una premonizione o un avvertimento
io solo capisco chi lo fa
e capisco che non è poi questo gran peccato capitale
che ognuno abbia la possibilità di decidere che non vuole vivere

scusa lo sfogo
questo per dire che non sono affatto sempre sorridente e forte

ti voglio bene
e so che capisci
dicessi queste cose a mille altre persone mi prenderebbero per pazza

f.

Che i commenti, se ci saranno, li conosco già.
Che lo so che
e anche che
e pure che
Certo, sono certa anche di questo
e di quest’altro
Niente frasi fatte.

10 commenti leave one →
  1. 23 novembre 2009 17:07

    Ti vengo a trovare dopo tanto ed ecco che mi appare un bel blog tutto rinnovato: “Uh che meraviglia!” mi viene da scrivere.
    Poi leggo e mi mancano le parole.
    Niente frasi fatte.
    Grida il tuo aiuto

  2. 25 novembre 2009 04:44

    Non ho capito bene se e’ scritto da te o no, ma comunque, benevenuta nel club! 😉 E pensa poi che ci sono persone che hanno vissuto tragedie vere, al limite con la pazzia. Eppure sono vive. Perche’ si erano aggrapate alla vita, perche’ solo quando guardi la morte in faccia a distanza di 5 centimetri e non per scelta tua, capisci quanto la vita e’ preziosa. Preziosa anche nei suoi momenti piu’ banali e superficiali.

  3. Laura permalink
    25 novembre 2009 14:09

    oh tesoro mio.
    sorellina

  4. Laura permalink
    25 novembre 2009 14:30

    potrei provare a dire solo una cosa: non farti abbindolare, non deve essere nessun altro ad addestrarti a trovare inevitabili fondanti e fondamentali certe cose e altre no, a stabilire quali siano i modi e i tempi in cui le cose devono avvenire per essere “accettabile” (accettabile poi da chi mi chiedo) e sentirti male se quelle cose non le vuoi. il fatto di avere nella testa qualcosa che funziona spesso fa venire voglia di dare detta testa nel muro (magari per vedere se smette di funzionare). pensa alla tua sopravvivenza e ai tuoi desideri, non sei obbligata ad aderire a valori che non condividi. va benissimo anche se non lo fai, anzi va meglio. e poi che cazzo. io sono quella delle carezzine, i professionisti dei calci in culo sono altri…

  5. Laura permalink
    25 novembre 2009 14:31

    e non sei sola e non pensiamo che sei matta, che cazzo!

  6. mantiduzza permalink*
    26 novembre 2009 09:51

    @Lavì: io non uso gridare
    @Selene: scritto io si, nel club ci sono da un po’. E si, I love piccole cose. Quasi sempre.
    @Laura: grazie delle carezzine, servono. ma anche i calci in culo, talvolta! yeah.

  7. aless permalink
    26 novembre 2009 19:12

    I have a dream: io e te su un aereo per l’India. Pianifichiamo??? bacetto e calcetto*

  8. mantiduzza permalink*
    27 novembre 2009 10:35

    Aless, grazie dei calci :*
    io e te su un aereo per l’India?!?!?
    dammi tempo darling! dammi una laurea!!

  9. cecilia permalink
    27 novembre 2009 17:05

    Io ho molti più anni di te e dunque molti più suicidi considerati. Morire come via di scampo è salutare, ma basta salutare con un aurevoir, che per l’addio finale abbiamo ancora troppe
    cose da fare e da provare.

    baci

  10. mantiduzza permalink*
    29 novembre 2009 12:20

    Ceciliacaraebellaerapida, c’hai ragione c’hai. Ma talvolta pensare che si può salutare in modo poco doloroso questo mondo sofferente e violento e ingiusto, fa bene all’anima nostra.
    Che poi se arriva il ciclo è cosa sufficiente per ristabilire un po’ di equilibrio emozionale.
    🙂

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