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E’ TUTTO GRASSO CHE COLA

19 novembre 2009

Mi sveglio e vado in bagno, mi spoglio, rimango con i pantaloni della tuta, nuda dalla vita in su, mi lavo il viso. Mi guardo, appena sveglia sembro quasi giustamente magra.
Se trattengo un po’ il respiro la pancia non fuoriesce dai limiti definiti della bellezza.
Mi guardo i fianchi un po’ pieni, ma piacevoli, belle tette, vamolà, poi mi giro e se mi piego di lato sul lato della schiena si crea una bruttissima piega di cicciosità.
Insomma, ore 7 di mattina, mi piaccio persino, nonostante le caccole della notte, il capello sconvolto e la voce da catacomba.

Poi mi sposto in cucina, tazza di latte e caffè, 4 fette di pane tostato con marmellata di fragole.
Già meno magra.
Vado al bar, cappuccio.
Vado al lavoro. Lavoro. Tutto sommato son ancora magrina. Oddio usare la parola magra su di me fa venir da ridere, ma tant’è, mi sento yeah.
Ore 10 la fame incombe. Lo stomaco ruggisce.
Mela.
Ore 11 lo stomaco ruggisce ruttando mela. Ok, biscottini cioccolatosi.
Pranzo. Pasta al ragù, patate, polpettine con sughetto polpettoso, pane, un po’ di maionese, mandarini che la vitamina C fa bene e tiene lontano il raffreddore.
Post pranzo. Bar. Cioccolato e caffè macchiato.
Torno al lavoro e mi sento un po’ appesantita.
Vestita, tutto sommato, non si vede che i jeans stringono.
Poi torno a casa. Uno spuntino dolce e poi studio e poi cena.
Insomma.

A volte la sera mi guardo allo specchio.
Non son più carina come la mattina.
Sono stanca. Ho le occhiaie. E ho appena mangiato una pizza margherita ed è lì tutta intera a farmi vedere che se andassi più spesso in palestra, se eliminassi i carboidrati, se evitassi il cioccolato, se se se, sarei magra e figherrima e intelligentissima e e e e.
E penso che un sacco di ragazze, e di ragazzi, stanno davvero male per il proprio peso, per le proprie braccia e gambe troppo curve, per le ossa che non si vedono abbastanza.

E poi penso alle montagne.
Si, alle montagne. Alle montagne, direte voi – Cosa c’entra?
Le montagne sono così vecchie, c’erano tanti anni prima di noi, e rimarranno lì anche dopo.
E penso al tempo. E penso al tempo delle montagne e al nostro tempo.
E allora tutto prende quella relatività che spesso manca.
Siamo farfalle che sbattono due volte le ali e muoiono. Sullo sfondo dolomiti imperiture. E noi lì, colorate di mille colori, un secondo e non ci siamo più.
E penso che non c’è tempo per preoccuparsi di 10 kg in più.
E direte certo però, nessun però, invece. La vita è una sola, tremendamente breve. E non si può stare dietro alla dieta, o alla cellulite o alle smagliature.
Sarebbe stupido, no?

(che poi M. sta morendo, non scrive più nemmeno le email, io le scrivo e le racconto, ma lei non ce la fa più a rispondere, e M. prima del tumore era bella in carne, con quelle curve mozzafiato da donna che ama la vita, seni pieni, fianchi larghi, il sorriso di chi ha il mondo in mano. E allora mi chiedo vale la pena preoccuparsi per la dieta, vale la pena guardare l’ago della bilancia, che poi arriva un qualsiasi imprevisto e ci porta via? non è forse meglio provare ad essere felici il più possibile, amare e volere bene e dire cose belle e non essere invidiosi e amare se stessi e coccolarsi e strafogarsi di cioccolato?
Non potremmo provare -almeno provare- a vivere? Abbiamo due battiti d’ali, poi torniamo polvere.
Che tanto poi nella tomba, tutti ossa saremo)
(si, ma io ho l’ossatura grande)

Post ispirato da questo di ZDORA.

4 commenti leave one →
  1. 20 novembre 2009 01:16

    dai un abbraccio forte alla tua amica M.

    hai ragione mantuduzza, ci sono cose ben più importanti del peso o non peso

    un bacio

  2. verypipuffa permalink
    20 novembre 2009 16:49

    quando il peso in più non crea problemi di salute si, bisognerebbe infischiarsene e imparare a volersi bene come si è e qualche chilo in più NON E’ un problema di peso.
    Che poi il cibo è uno dei grandi piaceri della vita, se devo pensare di essere 55 kg mangiando polistirolo allora col cavolo! (passatina al vapore, poi gratinato al forno)
    Ma i kg in più, i colleghi antipatici, il capo stronzo e il traffico bestiale sono tutti problemi che diventano nonproblemi quando qualcuno ci mette davanti la cruda verità: se non hai la salute, il resto è veramente un optional. Tutto il bene possibile alla tua amica M.

  3. 20 novembre 2009 22:10

    a parte che era il titolo del mio post due minuti prima di pubblicarlo. per parlare di cose più serie, appunto, penso che ognuno di noi abbia punti deboli più o meno giustificati, e le persone che ci sguazzano sono solo delle idiote. punti deboli, non pensieri che non fanno dormire la notte. non vorrei pensassi che mi appiglio solo su ste menate quando in realtà anch’io la penso esattamente come te. e mi fa rabbia, rabbia e paura l’idea di sprecare il mio tempo quando è veramente un attimo e finisce tutto.

  4. mantiduzza permalink*
    20 novembre 2009 23:29

    lo so bene zdorì, che non ti aggrappi a ‘ste cose. certo che da fastidio.
    solo, non ti curar di loro, ma guarda e passa…
    😉

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