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UN PO’ DI STREAM, DECISAMENTE TROPPA CONSCIOUSNESS

14 giugno 2008

Rieccomi al Paesello, dopo un mese, un mese e mezzo, chi si ricorda.
Quando torno si innescano meccanismi neuronici tali che penso meglio andare via, non avere il tempo di pensare e guardarsi davvero dentro, perchè a guardarsi dentro davvero si rischia di vedere cose che non si vorrebbero vedere e prendere atto che no, non è ciò che sognavo dalla mia vita, e che inutile dire che bisogna scendere a compromessi, perchè mai avrei voluto, scendere a compromessi, io, pura e dura, e invece a compromessi ci sono scesa.
Tornare al Paesello e vedere le stesse persone che per anni hanno condiviso con me le giornate al liceo, compagna di banco, di compiti in classe, di gite e di bigini. Guardarsi e sorridere e dirsi “quanto cambia, eh? e che quando sei sul compito di chimica disperata per l’ossidoriduzione mica lo sai quanto sarà alienante, e stancante, e poco gratificante ciò che ti aspetta dopo il compito allucinante di chimica”. E’ questo che vuol dire vivere?
Lavorare per tornare a casa, alle 4 stanze care come il fuoco, e essere troppo stanchi per qualsiasi altra cosa, vuol dire questo? Vuol dire pensare sempre “andrà meglio, arriverà il momento in cui avremo tempo, al di là del week end, avremo i soldi per non preoccuparci dell’affitto, avremo energia per organizzare feste lunghe notti e futuri lunghi anni, e avremo amici con la A di amiciveri da invitare alle feste dei futuri”.

Tornare al Paesello è lo staccare la spina da una presa e riattaccarla ad un’altra, una presa di un anno fa. Un anno fa a quest’ora. Che pensiero masochista, ma masochista forse un po’ lo sono. Un anno fa a quest’ora stavo finendo la tesi, e lavorando a Milano organizzando tours per organizzatori di viaggi tedeschiolandesiinglesifrancesi. Avevo l’amore negli occhi e nel cuore, e faceva più caldo, e c’era il sole (come nei peggiori ritornelli delle peggiori canzoni estive). E un anno fa a quest’ora avevo così tanti dubbi sul mio futuro che adesso è il mio presente, e adesso che vivo il mio presente ho così tanti dubbi sul mio fututo, e mi sento che a quasi24anni sono già vecchia eppure tutti mi chiamano bambina o ragazzina e mi guardano con gli occhi nostalgici di potessiaverelatuaetà gli stessi occhi con cui io guardo gli universitari che incontro quando esco dal lavoro per andare a studiare libri per esami universitari, a casa, senza essere davvero universitaria, perchè universitaria, dai, lo sappiamo tutti, significa cazzeggiareaperitivofesteegrandirisate, mentre io non sono proprio universitaria in questa accezione, l’assicuro.

E allora quando torno al Paesello è come tornare indietro di un anno, mamma lava i bagni e Brother dorme e papà è andato a comprare il giornale e dopo pranzo vado da Rachi a bere il caffè e raccontarsi, sempre così meravigliosamente Rachi, che mi manca così tanto e mi mancano i bigini, gli intervalli a raccogliere margherite, e le corse per i corridoi del liceo e parlare male di Lara che è sempre cazzo sempre la più brava.
Tornare indietro di un anno, di due, di tre o di 6 anni. Tornare indietro e stare perennemente per sempre forever a scuola, senza preoccupazioni più grandi che non siano la Goi, professoressa di matematica, o la trama di Dawson’s Creek o il treno da prendere per andare a trovare Christian-l’ex, in liguria e non pensare che il futuro sarebbe stato così stancante, alienante, diverso da come l’immaginavamo. E’ che è difficile, a volte è proprio difficile.

Che tornare al Paesello fa male, si vede.

 

10 commenti leave one →
  1. aless permalink
    15 giugno 2008 21:37

    eh… le speranze che avevamo un tempo! ma manty, tu hai solo 24 anni… potessiaverelatuaetà ;-D
    SCHERZO! capisco very well come ti senti, ma finchè c’è vita c’è speranza, sogno, e desideri da realizzare…
    oggi ho saputo che il mio primo amore, quello che non si scorda mai, aspetta un bimbo.
    A 24 anni sognavo di essere io la madre di suo figlio.
    momento di tristeSSa. W il paesello!
    Buona settimana (e qualche calcetto!). aless

  2. Daria permalink
    16 giugno 2008 02:23

    Carissima Fra, come vedi ti leggo sempre ma stavolta non posso fare a meno di intervenire per smentirti su una cosa o chiederti di essere più precisa..:

    non per tutti gli universitari università é [per lo meno NON SOLO] “cazzeggiareaperitivofesteegrandirisate” è da ottobre che son chiusa in casa [dal tirocinio che ho fatto dove facevi lo stage tu, sì] per riuscire a laurearmi a settembre e ti posso garantire che di cazzeggiare-aperitivo-feste s’é parlato poco 😉
    Con questo non mi permetto di giudicare la tua vita ora, nè il mondo del lavoro che, si sa, é tutta un’altra realtà rispetto a quella in cui vivo io.
    Ma ti garantisco che, come tutte le cose, dipende da come vengono vissute 😉 e so che lo sai 😛

    Chiedo venia, ma non ce l’ho fatta a trattenermi 🙂

    Bacio grande, ci sentiamo su MSN 😉

    Daria

  3. Pittrice permalink
    16 giugno 2008 09:43

    24 anni non vuol dire VECCHIA. bestiola, riprendi le redini della tua gioventù, please.
    Vecchia?
    E tra 10 anni cosa penserai di te?
    Non dire e scrivere e pensare cose così, che credimi, sono fandonie.
    Crescere non significa diventare vecchi. crescere significa prendersi finalmente delle responsabilità. Significa finalmente pensare al futuro, significa finalmente dover pensare per due e non più per uno, significa finalmente capire tutti gli sforzi dei nostri genitori.
    Crescere è bellissimo, con tutti i pro e con tutti i contro. Un anno fa non eri più serena, eri solo diversa.
    Ora sei diversa, una Bestiola diversa, ma sempre Bestiola.
    Purtroppo è così, meno aperitivi (forse) e più lavatrici (argh). Ma è una cosa stupenda, se te ne fai una ragione 😉

  4. evacontroeva permalink
    17 giugno 2008 14:45

    un saluto mantide…

  5. 19 giugno 2008 00:47

    come ti capisco….
    ah, come ti capisco…

    anche io se ripenso al giorno in cui mi sono laureata vedevo cose diverse per me

    ma ora ho altre cose, e va bene così…

  6. aless permalink
    19 giugno 2008 08:42

    cara manty, ma eri tu che nel post post-laurea raccontasti che in commissione ti avevano chiesto come mai non avevi citato winterbottom??? quest’anno l’ho messo in programma nel mio corso di Inglese per il cinema e in effetti merita proprio di essere visto, in relazione a temi di immigrazione e diritti umani. Ma forse ricordo male io. Ti bacio

  7. 19 giugno 2008 12:49

    e chissà come sarà tra 5 anni…
    alla fine pensa che hai la fortuna di avere un posto dove star bene, dove fuggire quando la vita di tutti i giorni diventa insopportabile, un luogo che appartiene solo a te e nessuno potrà strapparti…
    non idealizzarlo, ma apprezzalo per tutto quello che ti può dare…

  8. leucosia permalink
    19 giugno 2008 20:00

    stai crescendo e inevitabilmente te ne stai accorgendo ma porterai sempre nel cuore tanti bellissimi ricordi ed esperienze che ti daranno la forza di andare avanti…

  9. 19 giugno 2008 20:31

    @aless: si ero io quella di winterchi????!

    @tutti gli altri: grazie 🙂

  10. aless permalink
    21 giugno 2008 20:58

    ciao mantiduzza,
    ti auguro un sereno weekend. Il mio sarà solitario, e forse male non me ne fa, se me ne sto un po’ da sola.
    Baci.

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