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LUCE COLOR MALINCONIA E POLENTA FUMANTE

16 febbraio 2008

Ieri sera a vedere la partita delle mie ex-compagne di volley, e poi pizzata fino alle 2e30 a mangiare, ridere fino alle lacrime, spettegolare, con una voglia di far pipì incontenibile.
Manca tanto. Ma davvero tanto.
Il giocare, la squadra, il post-partita.
Ma manca proprio la sensazione di agio. Di pesce nella propria acqua. Di cozza attaccata al proprio scoglio atavico.
E la cosa più bella è vedere che non ho perso il mio posticino, che quando torno riesco a reinserirmi senza traumi, che torno a fare la cazzona come un anno fa, a essere la spalla di Pix, e viceversa, di prendermela con Edocoach e tutto il resto. Manca solo la maglia numero 11 e il campo.

E un’altra cosa, che dicevo proprio oggi a mia madre, è che no, non tornerei indietro, adesso ho altro da fare, diventare grande, studiare, farmi le ossa dell’esoscheletro, quello di persona non di tibia e perone, e chissà se tornerò al Paesello in pianta stabile, ho così tanta voglia di viaggiare, imparare altre lingue e svegliarmi a diversi fusi orari. E sapere che comunque, da qualche parte, ho una Casa, senza se e senza ma, dove giacciono tutti i miei libri letti, i miei diari scritti, le mie foto sviluppate, le mie matite colorate, gli appunti, i cd impolverati, mi fa sentire sicura e protetta. Come un filo d’Arianna che si può srotolare per la pianura, da Bologna al Paesello, ma anche da qualsiasi parte del mondo al Paesello, ai miei amici, alla famigghia, a mio fratello, a questi pomeriggi di tardo inverno e alla luce che solo qua ha questa sfumatura di malinconia e umidità e polenta fumante.

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4 commenti leave one →
  1. aless permalink
    17 febbraio 2008 10:09

    l’ultimo paragrafo del post potrei averlo scritto io, anche se al posto della pianura ci sarebbe il vulcano e invece della polenta, che so, la parmigiana… Bella la Casa, con la C maiuscola. Quella che dai diversi fusi orari e dalle distanze fisiche enormi senti sempre vicina e hai sempre la sensazione di esserci un po’ dentro. Baci e buona domenica, aless

  2. leucosia permalink
    17 febbraio 2008 19:43

    stai spiccando il volo, mantiduzza…
    vai e continua a farti le ossa dell’esoscheletro!
    vai che sei in gamba!

  3. 18 febbraio 2008 09:46

    Goccia goccia si scava la roccia, ma chere.
    Un bacio

  4. 18 febbraio 2008 18:52

    avrei voluto tanto anche io pensare di potere tornare in posto quando sono partita 14 anni fa. E invece tutte le mie cose, la mia vita precedente fu impacchettata e chiusa in un armadio. Al mio ritorno, 6 anni dopo, mi sentivo un pesce fuor d’acqua. Sono stata molto male. Solo adesso 14 anni dopo la mia prima partenza per la vita sto cercando di sentirmi di nuovo a casa, in una casa nuova con un compagno nuovo. è difficile. beata te che hai sempre un nido dove andare…baci affettuosi

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