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VUOTA CHE QUASI FACCIO ECO

13 gennaio 2008

La domenica fa male.
Perchè ieri era sabato, domani sarà già lunedì. Perchè non ci sono stati amici, nè famiglia, nè casa.
Perchè la domenica c’è troppo tempo per pensare, e pensi che le settimane sono così, una uguale all’altra, cinque giorni di lavoro e casa e studio, un week end di studio, sempre e solo studio. Nient’altro che studio. Mi sento vuota. Vuota che quasi faccio eco.

E mi sento terribilmente sola,
e mi manca casa, mi manca la routine del venerdì sera, sabato sera, domenica pomeriggio. Gli aperitivi, le serate, i giri, che alla fine in macchina in un parcheggio ci si racconta fino a tardi. Mi manca la domenica con mamma che cucina, e papà che legge il giornale, e fratello scoglionato sul divano -benamata adolescenza-. Mi manca la domenica della colazione insieme. Mi manca non essere a casa e non sentire mia questa. Mi manca Casa, quella vera fatta di affetti e sorrisi e il capirsi al primo sguardo perchè ci si conosce così bene.

E odio dover sempre aspettare, dover vivere “a due” quando in realtà mi sento solo sola. Aspettare che si svegli, faccia colazione, decida di fare una lavatrice e aspettare che finisca per stenderla, mentre il cielo si rannuvola e addio passeggiata. Odio il suo ritardo cronico, i nostri tempi sempre sfasati che quando io ho già finito lui deve ancora cominciare e io aspetto e aspetto e aspetto. E salta il cinema, la passeggiata, si perdono i treni, giornate intere. E mi sento completamente sola, fra studio e lavoro, e paradossalmente ciò che più mi mette ansia e tranquillità allo stesso tempo è proprio lo studio, gli esami, che almeno sono un obiettivo, perchè altrimenti andrei proprio a fondo. Non mi sento coppia, non mi sento duo, non mi sento complice. Mi sento solo sola.

E alla fine è così tanto meglio durante la settimana, che non ci pensi, che non hai tempo, così di corsa fra il lavoro schifoso e lo studio che aspetta. Almeno non hai tempo per pensare, la senti la mancanza, ma la cacci indietro.
E quasi come una barzelletta che non fa ridere, i momenti più felici della settimana sono quelli che passo in autobus, leggendo una pagina dietro l’altra.

12 commenti leave one →
  1. b.a. permalink
    13 gennaio 2008 18:01

    E’ bello vivere da soli e riuscire a dimostrare che si è diventati grandi, mantenersi, studiare, vivere lontano.
    Ma se il prezzo che devi pagare per le suddette cose è sentirti così sola, perchè neppure la tua “metà” riesce e colmare la solitudine che è in te, come teoricamente dovrebbe essere, allora… il mio consiglio è torna a casa.
    Non è una sconfitta, è solo rendersi conto che il posto dove vivi forse adcesso non fa per te.
    La prima cosa per vivere bene è amare il posto dove si vive e non mi sembra il tuo caso.

  2. 13 gennaio 2008 18:11

    vuota…
    così libera d’amare..
    vuota..
    da poter sospendere e fluttuare
    vuota..
    da contenere ogni emozione
    ogni vibrazione, lieve
    percepire

  3. Pittrice permalink
    14 gennaio 2008 10:03

    I casi sono due, e sono molto concreta.
    O sei così in scazzo per il fatto di essere a Bologna che anche la sola presenza di un altro essere umano leggermente diverso da te ti fa sbarellare, oppure davvero c’è qualcosa che non va.
    Comunque vale la pena approfondire benissimo e con calma. L’amore è fatto per farci stare bene, per alleviare le nostre pene, non per appesantirci ulteriormente.
    E tu, sorridi, che niente è per sempre e niente è irrecuperabile. Lo so che è maledettamente difficile sorridere sempre e comunque, ma è assolutamente necessario.
    Ti bacio.

  4. verypipuffa permalink
    14 gennaio 2008 11:04

    Concordo con Pitty, prima di decidere per tornare a casa e/o smollare BlueEyes devi metterti di buzzo buono per capire se il problema è la situazione o lui.
    Mica niente, eh?

  5. leucosia permalink
    14 gennaio 2008 12:30

    sagge parole quelle di pittrice…
    baci.

  6. 14 gennaio 2008 12:45

    Quanta ragione ha Pittrice…

  7. 14 gennaio 2008 12:54

    mi associo e ti abbraccio

  8. 14 gennaio 2008 16:10

    quant’è che ti sto consigliando di fare le valige????

  9. aless permalink
    15 gennaio 2008 00:26

    “Non mi sento coppia, non mi sento duo, non mi sento complice. Mi sento solo sola.” Ti quoto in pieno, manty… Solo per dirti che sola non sei, anche se nel sentirti sola… Ecco, non so se mi sono spiegata, come sempre mi sono incasinata… ma andiamo avanti… Come dice il mio più caro amico – che di momenti duri ne ha passati tanti – col naso in su’, annusando e inspirando la vita, nonostante tutto. Bacino

  10. 15 gennaio 2008 09:44

    Sì concordo con Pitty. Chiarisci con calma che cos’è che ti causa tutto questo, se è la lontananza dal paesello e dalle persone e situazioni che ami, e cosa e come influisce Blueyes in tutto questo. Devi pretendere, da lui e in generale, accontentarsi non va mai bene e non sentirsi complici è triste… ti abbraccio.

  11. Stefano permalink
    30 dicembre 2009 12:48

    Scusa il ritardo… ma mi ha colpito molto la tua solitudine.. Stai riuscendo a superarla un po’ ora??

    Stefano
    smaissen@yahoo.it

  12. Nicole permalink
    20 novembre 2015 03:46

    “E mi sento completamente sola, fra studio e lavoro, e paradossalmente ciò che più mi mette ansia e tranquillità allo stesso tempo è proprio lo studio, gli esami, che almeno sono un obiettivo, perchè altrimenti andrei proprio a fondo. Non mi sento coppia, non mi sento duo, non mi sento complice. Mi sento solo sola.”
    A distanza di qualche anno c’è qualcuno che si sente proprio come te. E quel qualcuno sono io.
    Ma passerà il momento è tornerò ciclicamente a stare bene e a stare male, è la giostra della vita.

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