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TUTTE LE LACRIME

11 settembre 2007

Questo post di Basker mi ha convinto a scrivere di ciò che mi frulla in testa in questi giorni.

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Era più di un anno fa. E da allora sembra che non si fermi più.
Prima la piccola Franci, poi la Giò, poi Alida, Marco, fratello di Alessia. Pochi giorni fa Balù. Ieri sera il piccolo piccolissimo bimbo ancora nel ventre di F.

Ce li strappa via così, uno dopo l’altro, veloci che neppure ce ne accorgiamo.

E restano i figli, i mariti, gli amici. Restano le ragazzine quindicenni che al funerale ti piangono perchè ieri sera stavi bene, cos’è successo, cosa? E io che ti avevo incontrato solo due volte in piazza penso a tuo fratello, a tua madre.
E penso a Laura, le hanno strappato madre zia amico in meno di un anno.
E penso a E. che scosta le lenzuola del letto anche dalla parte di sua moglie, che però non c’è più.
Penso a Ale che era in vacanza quando i carabinieri sono andati a svegliare lei e i suoi genitori.
Penso a Piz che stava per diventare zia e invece no.
Vorrei abbracciarli tutti quanti, i miei amici che rimangono. Questi amici vicini lontani che adesso devono andare avanti. Vorrei poter prendere un pezzetto di nuvola e regalarglielo, chiuderlo dentro un portagioie e pensare che un po’ di loro in fondo rimane, qua con noi.
Perchè moltissimi miei amici stanno piangendo, adesso. Perchè vorrei asciugare una a una le loro lacrime, e invece non posso e non ne sono capace.

12 commenti leave one →
  1. 11 settembre 2007 16:08

    Bellissimo post.
    Non sentirti impotente però, a volte basta sapere che per loro ci sei… non occorre altro… perchè in fondo il dolore è qualcosa di privato, di introspettivo… e dobbiamo farci i conti da soli, sapendo però, che quando vogliamo uscire dal nostro guscio, abbiamo vicino amici che ci possono capire o distrarre all’occorenza…. e sono li per noi e in un certo senso, per riportarci alla vita, anche se in parte ci è stata strappata…
    un abbraccio

  2. 11 settembre 2007 16:29

    piangi con loro.
    Poco distante.
    Alle loro spalle.
    Sarai spalla tu stessa.

  3. Cecilia permalink
    11 settembre 2007 19:12

    Sto partendo per portare le mie braccia, qualche parola e molto cuore, alla mia migliore amica che ha perso il suo compagno in un lampo, dentro all’aurora.
    Nessun preavviso, nessun testamento, il portafogli sul comodino, il suo cellulare con la voce dentro, e lei con le parole a mezz’aria che non sapeva cosa fare.
    Domani la stringerò, cercherò di farle coraggio e di trovare il mio che davanti alla scomparsa, anch’esso, si smarrisce.

    Ti bacio, sensibilmente.

  4. animapunk permalink
    11 settembre 2007 21:41

    avere un’amica è una cosa grande…qualcuno che ti sta vicino e sente con te….il dolore fa parte della vita, ma con qualcuno vicino è più leggero. non pensare che non fai niente, non è vero.

  5. missminnie permalink
    11 settembre 2007 22:01

    l’unica consolazione,cara, è che alla fine la vita vince sulla morte..sempre.
    mia sorella ha perso due bambini mai nati, e mai ne potrà avere.
    ho perso mio papà da ragazzina..
    però ce l’abbiamo fatta.
    siamo,grazieadio, alive.

    cristina

  6. 11 settembre 2007 22:38

    Avevo un amico. Un amico che lavoro ed altre quisquilie non vedevo spesso. Ci si sentiva per telefono. Nei momenti difficili era confortante anche il solo vedere il suo nome nella rubrica del telefono. Sapevo che avrei potuto contare sul suo sostegno e stavo meglio.
    Poi ho saputo che stava male. L’ha detto, sorridendo, durante una cena con gli altri amici. Quattro mesi dopo eravamo tutti in ospedale per lui. Tutti i giorni siamo tornati a trovarlo, fino alla fine.

    Sono passati due anni. Sembra ieri. Sento ancora la mano sulla spalla, vedo il suo sorriso e la sua voce che sdrammatizza la vita intera.

  7. 12 settembre 2007 08:51

    A me hanno insegnato che Dio non dà prove che non riusciamo a superare. Cioè…se fa accadere qualcosa è perchè sa che quella cosa riusciremo a concepirla, a superarla. Io in questo ho trovato sempre molto conforto. Moltissimo.
    Mi sembrava di non farcela per mia madre, mi sentivo nelle sabbie mobili. E pensavo a questa cosa. E pensavo: non affonderò, ce la posso fare. E ce l’ho fatta. E si spera sempre che questi momenti ci prendano più avanti possibile, quando siamo più preparati. Ma poi ripeto: quando mai si è preparati al non-essere, alla morte?

  8. 12 settembre 2007 10:22

    tanto terribile la morte tanto bella la vita….sei giovane e ti sei appena seduta, accanto a tutti noi, sulle rive del fiume…..

  9. 12 settembre 2007 12:15

    Ma ce l’hai con me che non ti fai più viva?

  10. mantiduzza permalink*
    12 settembre 2007 12:35

    no fabio,certo che no! solo che scrivi meno, ogni tanto torno a fare un giro sul tuo blog, non sempre ho qualcosa da dire…
    come stai?

  11. 12 settembre 2007 13:36

    Bellissmo. Giulia

  12. Carlo permalink
    12 settembre 2007 15:16

    La settimana scorsa ho avuto la notizia che è morto il feto di mia cugina a neanche metà gravidanza. Me l’ha data lei per telefono piangendo.
    Mia zia è madre da pochi mesi dopo tanti anni a lottare per avere un figlio, cure specifiche, un aborto spontaneo e una gravidanza interrotta di recente.
    Dopo aver pianto i vivi, in questo tempo ho imparato a piangere i non ancora nati.
    Un abbraccio
    Carlo

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