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TESTADICAZZO [ovvero:MAIL-A-CHRISTIAN-L’EX]

22 gennaio 2007
"tu come stai? che fai? con chi stai? dove sei?"
Partiamo da dove sono…a casa mia, Paesello, fuori c’è una nebbia densa densa e fredda. Dicono che settimana prossima nevicherà. Nessun viaggio da raccontare, a meno che viaggio non sia sogno, o qualche giorno a barcellona, capodanno a siena e giornate a milano.
Che faccio?
Studio. Ho studiato da matti negli ultimi due mesi, in teoria per dare gli ultimi tre esami, e poi laurearmi, ma il fato (chiamato professoressa G******) non ha voluto che così fosse, così mi ritrovo con mezzo esame dalla laurea, ma a 7 mesi e 1000 euro.
Parafrasando: sono stata bocciata alla parte orale di un esame, l’ultimo, per cui tutto slitta di una sessione e conseguentemente paga, somaro lombardo!
Studio, pallavolizzoabbastanzabene, esco, faccio giri, conosco gente, faccio cose (non è tanto vero).
Insomma, un piattume più piatto della pianura padana.
Con chi sto?
Con me stessa, sto.
Dato il benservito, dopo un anno di tira e molla, tradimenti, sorrisi e lacrime, a Luilostronzo, ora sto con me stessa.
Che a volte ci vado d’accordo, altri giorni no. E’ che a volte mi prenderei a calci nel culo.
Sto con me e non vedo l’ora di andarci a convivere.
Dovevamo partire per l’inghilterra, se avessi finito gli esami, ma questo programma è saltato.
Adesso dobbiamo decidere se partire ad ottobre per un anno in sudamerica. Tutto è ancora in forse, un forse più FORSE che forse. Devo ancora parlarne bene con me, prendere decisioni, vagliare opportunità.
Come sto?
Al momento direi male. Nel senso che ho la tosse, mattinata buia, in cui non ho combinato nulla.
Poi in generale direi che…beh, sto. In un eterno waiting for godot che però non arriva.
Come sto?
Oggi di cacca. Ho appena pagato 600 euro di tasse universitarie. E insomma… non so neppure se li ho, 600 euro, sul conto.
E poi, poi sono sempre la solita testadicazzo che non riesce mai a chiudere completamente con il passato. E ti scrivo e a volte mi manchi così tanto. E poi ci penso e razionalizzo e mi dico che non è vero che mi manchi, mi manca quello che è stato, che in tre anni che non stiamo insieme siamo cambiati, che non siamo mica più quelle persone, che è una mancanza fittizia, che tu hai una vita lontana anni luce dalla mia, una morosa ipergelosa, mille impegni e sei quasi ricco. mentre io sono povera impiccata, mille impegni ma sempre quelli, nessun morosogeloso. E l’unica cosa che può restare di noi è una fede d’oro bianco con un bigliettino scritto in rosso, di là, in mezzo ai libri-cd-fogli-foto.
E poi penso che non ne esistono mica tanti come te, chissà se sfortunatamente o menomale. E penso che non so neppure più chi tu sia o cosa tu faccia, che profumo tu abbia o di chi tu sia innamorato. E mi chiedo se tutte queste parole farei meglio a cancellarle, la risposta è si, ma intanto mica le cancello. Adesso schiaccio invia e poi me ne pento.
Sempre la solita testadicazzo, vedi?
Me lo dico addirittura da sola.
9 commenti leave one →
  1. 22 gennaio 2007 14:25

    No no, sempre la solita Mantide, e meno male che è così! Fabio

  2. 22 gennaio 2007 20:36

    Mi spiace per il tuo esame, ma soprattutto perchè continui a roderti così…
    Il progetto del sudamerica è fantastico, buttati su quello,e anche se non dovesse andare in porto pensa in grande, a tutte le opportunità che puoi avere tu, giovane e libera in questo grande mondo, senza quella palla al piede!

  3. 23 gennaio 2007 08:40

    tip, chi è la pallaalpiede?
    Christian o Luilostronzo?

    beh, intanto nessuno dei due rischia di rientrare nella mia vita…

  4. 23 gennaio 2007 22:33

    sai che mihai emozionato con questa lettera? ..forse ho pensato agli ex passati? a quello che avrebbepotutomanonèstato?

  5. 25 gennaio 2007 10:21

    Mai [rim]piangersi tutto addosso… se si è [abbastanza] sicuri di aver fatto perlomeno il possibile.

  6. 25 gennaio 2007 20:52

    Con palla al piede mi riferivo a Luiostronzo, però direi che si addice anche all’ex, visto che non riesci ancora a levartelo dalla testa. Non che non ti capisca, intendiamoci, però guardare troppo indietro, a quello che è stato e soprattutto a quello che non è stato, è come vivere con una zavorra.

  7. 27 gennaio 2007 12:10

    Dài sto cavolo d’esame e sta laurea e poi dispiega le ali e vola, mantide, vola….

  8. 30 gennaio 2007 14:37

    io ci vedo un sacco di cose buone, nela tua situazione:
    1- hai già passato la fase PRIMO AMORE e quindi hai già sofferto e questo nella vita aiuta molto (cioè poter contare sulla propria capacità di soffrire e poi in qualche modo di recuperare)
    2- hai sette mesi durante i quali puoi ocazzeggiare allegramente, oppure imparare un’altra lingua, o anche fare uno stage in qualche ambito che ti interessa (che fa sempre curriculum), oppure dedicarti a un interesse qualsiasi…
    3- hai davanti il mondo intero e è tutto tuo! non devi venire a patti con le esigenze di altre persone!

    uhm… sembro un po’ troppo ottimista?
    … forse è solo per INVIDIA, vorrei averli io dodici anni di meno!

    LS

  9. gemga permalink
    30 gennaio 2007 15:21

    nn per commentarti che ti scrivo, nè per consigliarti,nè per dirti chissà che…solo una cosa: quando leggo ciò e come scrivi mi ricordo di me, di come scrivevo ciò che scrivevo quando scrivevo…ed allora credo che -con tutto il rispetto per te- smetterò di leggere TE per leggere di ME, perchè solo ora(credo) riuscirò a nn schifarmi di com’era il mio scrivere

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