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CARO EDO, TI SCRIVO

28 novembre 2006

Caro Edo, ti scrivo.

Siamo di nuovo nella stessa situazione di 2 mesi fa. Ti chiedo spiegazioni e cambi argomento. Le tue uniche parole sono: le scelte sono mie. Punto.

Ora. Alleni una squadra sola? Mi sta bene ma non raccontare palle. Se alleni sei persone abbi i coglioni per dircelo "signorinelle, di voi medio-scarse me ne fotto altamente, siete le vallette dei miei allenamenti. Intanto sono innamorato di Silvieeeetta, Michela e company, indi per cui, se ve ne state a casa mi fate anche un favore, perchè se giocate male si mi incazzo, ma no, non faccio nulla per porre rimedio alle vostre lacune."

Ora, caro Edo. Ora.

  1. se mi metti in partita, in un momento difficile della stessa, e pretendi che io, io capito??, ti risolva la situazione, le possibilità sono due: o ti droghi o credi nei miracoli. Quindi, se dopo il primo errore mi tiri fuori. Due sono le certezze: ti odio e ti odio. E questo perchè oltre alla figura di merda gratuita la mia autostima scende a livelli di temperatura siberiana e la fiducia che dimostri nelle mie capacità oscilla tra il -200 e il -250.
  2. Detto questo, che, come dici tu "sono solo mie scelte, indiscutibili". Mi girano vorticosamente i coglioni (bonjourn finess) se vedo che durante gli allenamenti è come se non fosse successo nulla. Come se mantiduccia-francescuccia fosse la Piccinini del Paesello. ‘ntanto non ha mica bisogno di allenarsi…
  3. ahhhhhhhhhhhhh! Ho capito! E’ perchè tanto non sono convocata! Ahh, ma dimmelo prima no, che me ne stavo a casa a disfare la valigia invece di venire qua a incazzarmi per nulla appena sbarcata dall’aereo.
  4. Che poi, davvero, chi se ne frega di giocare stasera (ora, i riti woodoo non li faccio…) quanto piuttosto, quando ti chiedo il perchè, non prendermi per il culo, ok? per favore, caro Edo, non prendermi in giro. Perchè se mi dici "è per girare, vedrai, starete a casa tutto un po’ alla volta", io inizio a ridere adesso e finisco tra due giorni. Perchè lo sappiamo tutti, forse tranne te, che alcuni nomi non staranno mai a casa dalle partite. E questo lo capisco, ma non venirmi a dire che staremo a casa tutte.
  5. Smettila, ti prego, smettila, di adulare Silvieeetta. Sei insopportabile, rendi insopportabile lei e voi. Sembrate due amanti in incognito. Basta, rasentate il diabete, le carie, lo schifo. Smettila. Veramente. O ci tratti di merda tutte nello stesso modo oppure riempi di miele un po’ anche noi. E dire che te l’ho anche detto, e che la squadra era solidale…
  6. Smettila di venire agli allenamenti delle ragazzine. Smettila di intrufolarti, smettila di fare il protagonista. Le allenatrici siamo io e Elena. Tu fuori dai coglioni, ok? Nessuna di loro sopporta il tuo modo di fare, neppure tua figlia, che quando ci sei gioca al 40%. E poi ti assicuro che vederti 6 giorni alla settimana mi fa venire l’eritema, e continuo a grattarmi.

Caro Edo, sicuramente ho tralasciato dei punti. In bocca al lupo per la partita di stasera. Io andrò a bere un caffè con un’amica.

Non è corretto lo so, ma mi disintossico un po’ da te e dalla pallavolo, e la cosa non mi farà sicuramente male.

One Comment leave one →
  1. temp permalink
    28 novembre 2006 23:39

    corretto il post o il caffè?

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