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POST IN DIVENIRE (CALCUTTA ED EGOISMO)

7 novembre 2006

Dopo il post "buono" della scorsa sera, torno ad essere io. Sapevo che forse avrei dovuto parlarne meno apertamente, non mi piace essere additata come superdonna, menomalechec’èancorachifaquestecose, checuoregrandechehai. Non mi piace perchè non è così. Non sono buona. Sono tagliente, acida, cattiva. Posso essere così cinica da incrinare i cuori. Lo sono diventata, un pochetto, proprio facendo qualcosa che per molti era un’azione da persona "buona".

In India, a Calcutta, per 4 mesi (e sono pochi, davvero, chi ha le palle sono altre persone) a far volontariato. Un volontariato che a volte mi faceva vomitare, i cui metodi non erano i miei, con un caldo talmente caldo che pensavo di svenire. Sono stata a Calcutta in mezzo a questi bimbi che a volte più che bimbi sembravano mostricciattoli, forme più animali che umani, più deformi che normali. Sono stata in mezzo ai pavimenti pisciati, cacati, vomitati. Sono stata in mezzo a preghiere che non sentivo mie. Ho pulito, lavato, asciugato. Ho anche giocato, sorriso, parlato. Ho accarezzato, con i ciechi. Ho cantato, con i sordo-muti. Ho sgridato Mongol che prendeva in giro i suoi amici "più pazzi", ho rincorso bambini poliomelitici. E mi hanno vinta. Ho mangiato dalle mani di un mendicante  caramelle arancioni. Ho camminato semiscalza per le strade inondate di Sudder Street. Ho tenuto in braccio neonati pieni di piaghe verminescenti. 

E sono diventata più dura, acida, cinica. Tutto mi rimbalza un po’ addosso. E sono tornata con i sensi un po’ più acuti. E sono tornata che mi frega un po’ meno di tutto. Non sono buona, non mi sento buona.

Ho analizzato me stessa, dalla mia camera afosa del Modern Londge, a Calcutta. E ho trovato, in fondo, come tantissime persone come me, egoismo, sanissimo egoismo. Voglia di sentirsi bene, un po’ più in sintonia con il mondo. Voglia di migliorare se stessi a l’habitat terrestre che ci circonda. Voglia di creare un microcosmo un pochino più giusto, ma fondamentalmente per me. Per sapere di essere utile, per sapere di essere viva, per sapere di non vegetare ma vivere. Perchè latente in me c’è sempre stato un senso di inadeguatezza, un senso di colpa per tutto il mio avere ricevuto gratis.

Non sono buona, non sono amorevole, non sono gentile. Sono solo io, faccio solo quello che mi sento. E leggendo i commenti al post precedente mi sento lusingata, ma come se non li meritassi. Non ho fatto davvero nulla di così eclatante. L’avreste fatto anche voi.

[e dire che questo post voleva parlare del fatto che la notte scorsa ho sognato Luilostronzo]

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