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QUANTO

1 novembre 2006

Sono più di 10 giorni che ho dato il benservito a Luilostronzo.

Mi manca, mi manca un sacco.

Mi manca il suo modo di guardarmi, il suo modo di parlare, il suo modo di prendermi, il suo modo di capire e non capire. Mi manca come mi guarda durante il sesso, come mi spinge, mi manca il poter dirgli "scopami" con la certezza di non essere fraintesa. Ma ho già detto tutto questo, vero?

E’ che mi trovo sulle montagne russe. Un giorno in cima a quello che mi sembra essere il trampolino del mio stare bene, il giorno dopo a lottare con la mia forza di volontà per non chiamarlo, per non tornare indietro.

Ma adesso, dopo questa giornata di noia festiva, di sole caldo per niente autunnale, di ore passate a leggere, ora passate a dormicchiare; adesso, dopo gli allenamenti delle ragazzine, dopo una pizza con 3 amici… adesso lo chiamerei. Comporrei quel suo numero che ancora so a memoria, gli direi, Ciao, mi manchi rospetto. E domani saremmo di nuovo avvilluppati in quello che per 10 mesi è stata la rete malsana della nostra relazione. Con tutti gli alti i bassi i se i si i no. Con le sue cattiverie e le sue delizie. Con lui e me. Ma di nuovo come prima, e ancora non posso.

Ho faticato tanto per riuscire a liberarmi dal giogo. Non posso tornare ora da lui. Non posso non devo non voglio. Anche se è così difficile e se mi manca così tanto. Non posso far vincere la parte irrazionale e un po’ masochista che alloggia in me.

Non lo chiamo, non posso non devo non voglio. E invece lo voglio, cazzo quanto.

18 commenti leave one →
  1. pelagia permalink
    1 novembre 2006 23:39

    Nooooooooo.Non comporre il suo numero.Non cedere ora…ricorda che sei una superdonna!!!Buonanotte e sogni d’oro..

  2. davide permalink
    2 novembre 2006 08:09

    Cara Mantide,
    Ciao . Va bhe che Fossati ha scritto
    La costruzione di un amore
    spezza le vene delle mani
    mescola il sangue col sudore
    se te ne rimane

    La costruzione di un amore
    non ripaga del dolore
    è come un altare di sabbia
    in riva al mare

    La costruzione del mio amore
    mi piace guardarla salire
    come un grattacielo di cento piani
    o come un girasole

    ed io ci metto l’esperienza
    come su un albero di Natale
    come un regalo ad una sposa
    un qualcosa che sta lí
    e che non fa male

    E ad ogni piano c’è un sorriso
    per ogni inverno da passare
    ad ogni piano un Paradiso
    da consumare

    dietro una porta un po’ d’amore
    per quando non ci sarà tempo di fare l’amore
    per quando vorrai buttare via
    la mia sola fotografia

    E intanto guardo questo amore
    che si fa più vicino al cielo
    come se dopo tanto amore
    bastasse ancora il cielo

    e sono qui
    e mi meraviglia
    tanto da mordermi le braccia,
    ma no, son proprio io
    lo specchio ha la mia faccia

    sono io che guardo questo amore
    che si fa più vicino al cielo
    come se dopo l’orizzonte
    ci fosse ancora cielo

    e tutto ciò mi meraviglia
    tanto che se finisse adesso
    lo so io chiederei
    che mi crollasse addosso

    E la fortuna di un amore
    come lo so che può cambiare
    dopo si dice l’ho fatto per fare
    ma era per non morire

    si dice che bello tornare alla vita
    che mi era sembrata finita
    che bello tornare a vedere
    e quel che è peggio è che è tutto vero
    perché

    La costruzione di un amore
    spezza le vene delle mani
    mescola il sangue col sudore
    se te ne rimane

    la costruzione di un amore
    non ripaga del dolore
    è come un altare di sabbia
    in riva al mare

    E intanto guardo questo amore
    che si fa più vicino al cielo
    come se dopo tanto amore
    bastasse ancora il cielo

    e sono qui
    e mi meraviglia
    tanto da mordermi le braccia,
    ma no, son proprio io
    lo specchio ha la mia faccia

    sono io che guardo questo amore
    che si fa grande come il cielo
    come se dopo l’orizzonte
    ci fosse ancora cielo

    e tutto ciò mi meraviglia
    tanto che se finisse adesso
    lo so io chiederei
    che mi crollasse addosso

    Sì.

    Non giudico questo Tuo Amore, ma mi sembra, già te l’ho detto irto di sofferenza, mancanza, di Amore e Serenità.
    POffarbacco Mantide guardati attorno… guardani attorno… la Vita continua, poi possiamo masochisticamente continuare a guardare indietro… e la Vita passa…
    Un abbraccio
    davide (davide…)

  3. 2 novembre 2006 08:13

    ogni giorno che passa avrai la sensazione di stare un pò meglio, fino a quando una mattina ti alzerai e sarai felice senza saperne nemmeno tu il motivo… cerca di arrivare a questo giorno perchè sarà bellissimo.

    Modo poetico per dirti di tenere le zampettine lontane dal telefono.
    buongiorno!

  4. 2 novembre 2006 08:21

    Ma non eri tu quella che giusto ieri sul blog di Pelagia, caduta in simil crisi, commentavi che le ricadute sono solo ammissibili in piena notte e dopo abbondante libagione alcolica?

    Un po’ di spina dorsale ed orgoglio, perdindirindina!

    Io continuo a non capire perchè sembra sempre che voi donne più uno vi tratta male, più gli rimanete affezionate. Bah!

    Resisti!

    G

  5. 2 novembre 2006 09:18

    DAiiiiiiiii
    cerca di non chiamarlo!
    Sono già passati 10 giorni puoi farcela!!!

  6. 2 novembre 2006 09:48

    lo so lo so ragassuoli…avete ragione, e infatti non lo chiamo mica. sono solo sfoghi…e so che passerà, che un giorno non mi mancherà più…
    ma ora mi manca, a momenti alterni…

    ma ci siete voi, e tutti i miei amici “reali” che mi date tanti tanti calci nel sedere…e mi fate ravvedere…e bravi!!!
    =)

  7. pliush permalink
    2 novembre 2006 11:27

    C’è una sola condizione affinché tu lo possa rivedere, ma non è facile anche se, in teoria, semplicissima.
    La condizione è che sia tu a dirigere l’orchestra. Fin quando non ce la farai non ti resta che il “callo” del tempo.
    Mantide, cavolo, rispetta il significato del tuo nome ! Altrimenti è femminismo stantìo, di facciata.
    Voglio leggere che te lo sei portato (anzi meglio: “rimorchiato”) a letto e che l’abbia congedato con un “caro, è stato bellissimo e hai fatto del tuo meglio ma, credimi, non so proprio se ci rivedremo ancora”.

  8. 2 novembre 2006 11:55

    Il consiglio pietoso è “chiamalo”. Il consiglio giusto: “Mandalo a fanculo!”. Putroppo è una dicotomia da cui non si scappa. Però di certo c’è una cosa: sei giovane, pertanto, troverai altro amore. Poco romantico, lo so. Ma pratico. In bocca al lupo.
    PS: Questo non vuol dire che non soffrirai. Però, non ci puoi far nulla. Passerà anche questo!

  9. 2 novembre 2006 12:05

    buongiorno cara mantide….mi spiace così tanto ..pensa al viaggio concentrati su quello ..e cerca di essere forte forte.

  10. 2 novembre 2006 12:14

    io vado controcorrente…

    stai nella fase..sentimenti shakerati dominati alternativamente dagli ormoni e dal cuore…!!!

    chi vincera????

  11. 2 novembre 2006 12:36

    Superà ogni difficoltà con un piccola verità!

    Il mondo è prieno di stronzi. Ci son quelli che seccano e ritornano a madre natura, se li incontri al massimo ti puoi sporcare le scarpe, ma con un po di prato tutto ritorna alla normalità… purtoppo ne esiste un’altra categoria, gli “stronzi che crescono”.

    Stanne alla larga, impuzzano il mondo e se ti pulisci c’è sempre il pericolo che tornino ad inzozzare!

    http://titoorangedog.blog.kataweb.it/

    P.S. Bel post, bel blog… mi piace! 😀

  12. 2 novembre 2006 14:42

    prova a pensare che ogni volta che riesci a non farlo (cercarlo…) sei un pò + vicina alla liberazione è che è SOLO questione di tempo, in bocca al lupo!(ci sono passata da poco…) tieni duro!un abbraccio.r.

  13. 2 novembre 2006 14:54

    pliush bellissimo commento!!

  14. NEWYORKER permalink
    2 novembre 2006 15:58

    un secondo calcio poderoso nel culo da parte mia !!! 🙂

  15. 2 novembre 2006 16:13

    C’è solo una cosa da fare: resistere, resistere, resistere!

  16. 2 novembre 2006 16:34

    Beh….ti giuro che succede…dopo una storia del genre matematico che arriva la “persona giusta” un bacio!!!

  17. 2 novembre 2006 18:56

    @pliush: d’accordo, tranne che per la storia del femminismo. non sono femminista, le femministe non mi piacciono, e il mio essere “mantide” non prevede femminismo.

    @francescaxxxx: speriamo!!!
    ma non dispero in mia sola compagnia!

  18. 2 novembre 2006 19:33

    la voglia brucia, è forte, il dito sta per comporre il numero ma deve scattare quella forza di volontà che ti dice: “no-non lo fare” e piano piano assaporare la vittoria: “ci sono riuscita. non l’ho chiamato” e poi sempre meno la voglia si farà sentire, sempre meno la memoria ricorderà il suo numero, sempre meno sentirai la sua mancanza.. e sempre più starai meglio!

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