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USCIR DI CASA A VENT’ANNI E’ QUASI UN OBBLIGO, QUASI UN DOVERE

21 luglio 2006

Vent’anni, ventidue, ventitre.

Basta, a casa si sta davvero stretti.

La cameretta arredata a quindici anni è piccola, soffocante, limitante.

Bisogna uscire di casa, a vent’anni. Bisogna andare a vivere soli, a convivere con amici. Bisogna fare il grande passo, e cominciare a sopravvivere senza mammà.

E’ un tema che mi preme molto. Negli ultimi anni sento davvero sempre di più lo schiacciante peso di vivere a casa loro. Sento che è limitante per me, e per i miei genitori.

Perchè a vent’anni si fanno tante cose, non si vogliono regole, si vuole sperimentare, uscire e non tornare. Perchè dall’altra parte ci sono due persone mediamente adulte che si smazzano di lavoro 8 ore al giorno anche per mantenermi(ci?). Perchè le domande dei miei genitori mi sembrano sempre più invadere la mia voglia di non rispondere. Perchè gli orari la libertà di movimento sembrano sempre più ristretti, anche se in realtà non ho orari e non ho regole da rispettare, se non quelle di convivenza. Comunque mi sento soffocare.

Ho un ottimo rapporto con i miei. Ma. Ma a vent’anni vorrei andarmene.

MA COME????

Dentro di me due diverse voci litigano:

-Resisti! Studia, lavora, viaggia…avrai sempre un nido dove tornare, senza troppe responsabilità, senza ancora mettere radici.

-No, basta, è insopportabile: trovati un lavoro e affittati un garage. Meglio garage che casa con mà e pà.

-Si, ok. E come mi pago l’università? Non voglio smettere di studiare ora.

-Certo, allora stai a casina. Invece se ti metti a lavorare a tempo pieno ce la potresti forse fare.

-Beh, ma io no voglio fare il primo lavoro che mi capita! Almeno non rinunciare ai miei sogni subito!

-Certo, ma così non andrai via da casa manco a 50 anni! Anche perchè sarai per sempre precaria! Eheheh.

-Ma…devo rinunciare a tutto ora? Per andare via da casa? Io prima vorrei viaggiare, studiare, cercare un lavoro gratificante…

-Beh, allora senza i soldini di mà e pà non vai da nessuna parte. Se vivessi da sola avresti si e no i soldi per mangiare. Altro che viaggi!

-Ufff. E io che faccio??? Resto e aspetto? O parto e mi brucio tutte le possibilità? Perchè quello che non vorrei mai è trovarmi a 40 anni e pentirmi di non aver sfruttato le possibilità che avevo quanto ne avevo venti, solo per non riuscire più a sopportare di vivere con i miei familiari. E allora che fare?

Per ora convivo. Poi si vedrà. Ma che fatica.

38 commenti leave one →
  1. 21 luglio 2006 21:36

    Io sono partita a diciottanni. Aspettavo da sempre quel momento. Via, fuoricasa. Ho convissuto in quattro, in cinque, da una vedova, da mia cugina, poi la mia casina… tutta mia. Via, via. Non si rimpiange mai e s’impara veramente a vivere.

  2. freakete permalink
    22 luglio 2006 10:14

    Questione molto interessante perchè la situazione dei giovani in cerca di indipendenza tocca nel vivo uno dei tabù della cultura italiana. In quasi tutti gli altri paesi occidentali i ragazzi vanno via intorno ai 18-20 anni. Favoriti da un ambiente culturale aperto e una società non restia nel vedere nell’indipendenza di un giovane un bene. Io sono uscito di casa intorno ai 25 anni pur abitando in una grande città (non avevo bisogno di cambiare città per gli studi, ed è stato un gran passo, bellissimo, incompreso e di maturazione). Il mio consiglio però è di non sacrificare tutto sull’altare dell’indipendenza, soprattutto gli studi.

  3. 23 luglio 2006 19:36

    sono d’accordo con Rapida la vita ti regala tante cose che nemmeno te l’aspetti quando te la devi cavare. e uno se la cava sempre
    come si dice? l’esperienza questo mi ha insegnato

  4. Anonimo permalink
    24 luglio 2006 12:49

    se avessi abbastanza soldi (ma ci vuole ankora un po di tempo e il salto del riskio) lo farei! non vedo l’ora di avere i miei angoli, spesso mi senti stretta soffocata, non posso modificare come voglio lo spazio in casa come se fosse una mia giungla e questo mi limita la personalità. e poi pensa che bello poter invitare e ospitare chi vuoi in casa tua decidendo da sola.
    è il mio sogno da qdo ero alle scuole superiori e lavoro per qto

  5. 25 luglio 2006 08:57

    Io sono uscita da casa perchè mia madre era morta, altrimenti non l’avrei mai fatto.
    Credo che tutto abbia il suo tempo, che ognuno di noi abbia le sue esigenze.
    Io in casa ci stavo bene, non ne sarei uscita a 22 anni, devo essere sincera.
    Vivevo sola con mia madre, perchè le mie sorelle sono già sposate e mio padre non vive con noi da anni e anni.
    Stavamo bene, la casa era grande, ed ognuna aveva i suoi spazi.
    Ora ho 24 anni, sono sposata e vivo con mio marito da 2 anni e mezzo.
    Sto benissimo, è bello essere padroni della propria vita.
    Ma….siamo pronti davvero per uscire di casa?
    E’ il momento giusto per farlo?
    Nn vogliamo restare figlioli ancora un pò??
    Sono provocazioni le mie….

  6. azzurra permalink
    25 luglio 2006 14:03

    sono uscita di casa perchè incinta e quindi cacciata via. Io non volevo uscire é stato avvilente, sognavo la mia camera ogni secondo che sofferenza……

  7. Vins permalink
    25 luglio 2006 14:42

    In bocca al lupo!

  8. johnsnow permalink
    25 luglio 2006 18:24

    io vivo da solo…
    beh…cosa dire…è tutto un altro mondo…cambia anche il rapporto con i tuoi genitori…orea sono un essere umano e non più solo loro figlio…abbiamo un dialogo più aperto…più maturo…

    non è facile economicamente è impegnativo*…ma la tua libertà vale questo ed altro…

    *la questione costi varia anche da dove vivi…chiaramente…

    js

  9. Eleonora permalink
    27 luglio 2006 11:45

    Io sono uscita di casa a 19 anni. Figata. Da allora vivo a Dublino. La decisione migliore della mia vita.

  10. sgamatore permalink
    27 luglio 2006 13:04

    Credo che questi blog trovati in prima pagina di repubblica siano dei fake.
    Una foto sbiadita e una “chi sono” seminanonima (se non per la nazionalità) come quella di grilla mi fa capire che potrebbe essere chiunque e sopratutto nessuno.

  11. mora permalink
    28 luglio 2006 03:15

    Il mio consiglio e’ coraggio e vai! E’ importante lasciare la casa della tua infanzia intorno ai venti anni. Come del resto succede in tutti i Paesi Europei e in USA. Io ho smesso di vivere con i miei a 19 anni, da Lecce sono finita a Milano per l’universita’, da Milano a Berlino a 24 anni appena laureata, da Berlino a Francoforte e ora, a 39 anni, faccio la “pendolare” tra Francoforte e San Francisco, dove ho il mio business. Sono felice e mai rimpiango di essere andata per la mia strada a 19 anni!
    Se dividi l’appartamento con qualcuno non pagherai tanto d’affitto, senza rinunciare agli studi potresti fare qualche lavoretto saltuariamente, di sera e al weekend, per guadagnare qualcosina… tutto e’ possibile! In bocca al lupo!

  12. sarah permalink
    30 novembre 2007 00:25

    io sono stata sfortunata,me ne sarei dovuta andare di casa verso settembre,ma i corsi di computer che mi interessavano non sono partiti,quindi mi tocca rimanere un’altro anno qui 😦 (speriamo che il prossimo anno mi vada bene,e che quest’anno non sia tempo perso,e che gli altri corsi che stò facendo portino a qualcosa di buono)-.-“

  13. ilaria permalink
    30 dicembre 2007 17:39

    Non so la mia testimonianza possa servirti a qualcosa, ma io la racconto lo stesso.
    Io ho 20 anni, da sempre, e sopratutto in questi ultimi anni, sentivo la mia casa e il mio paesino luoghi invivibili, completamente incompatibili con la mia persona, col mio modo di vedere le cose, con la mia apertura mentale, i miei desideri, la mia curiosità….allora ad agosto di quest’anno ho trovato lavoro in città, un lavoro molto importante per una ragazza della mia età, anche ben retribuito!
    Ecco fatto: avevo i mezzi per realizzare il mio grande sogno!
    Mi sono trasferita e ho iniziato a vivere come un’adulta: lavoro, studio, affitto, spesa da sola,…insomma, una donna indipendente!
    Mi sentivo gratificata, fiera di me stessa, insomma, io ero libera di fare ciò che volevo, avevo la libertà sul palmo della mia mano.
    Purtroppo però, col passare dei mesi, il lavoro ha incominciato a diventare sempre più duro, più difficile, più stressante: avevo imparato tutto troppo in fretta ed ecco che così, tutti mi davano da fare tutto: tutto, perfettamente e subito.
    Ho incominciato a lasciare da parte lo studio perchè naturalmente il mio orario in ufficio si era prolungato perchè per finire i lavori e per poter dormire la notte senza angosce varie, dovevo fermarmi molto tempo in più al di fuori del mio orario. E anche se uscivo in orario, arrivavo a casa talmente esausta da addormentarmi sul tavolo sopra la prima pagina del libro.
    Anche il rapporto coi miei colleghi era cambiato: all’inizio tutti mielosi, poi incominciarono ad emergere le insidie e i coltelli sotto le giacche.
    Ho incominciato a vivere nell’angoscia , nell’ansia totale, non riuscivo più neanke ad aprire un libro xkè il lavoro stava assorbendo ogni mia energia, ogni mio pensiero, ogni mia capacità,…mi sono sentita in trappola, come se mi avessero condannata ad una pena capitale.
    Non riuscivo a pensare ad altro che al lavoro, all’angoscia,alla paura.
    Inoltre, quando uscivo coi miei amici, molto spesso mi trovavo a disagio perchè i loro argomenti non erano i miei: università, feste, ragazzi, lezioni, studiare in gruppo, uscite con le amiche, non facevano più parte del mio mondo.
    Io non sapevo mai cosa dire: il mio mondo era l’ufficio, il mio collega, la busta paga, le prossime mosse aziendali,…ma a loro cosa potevano interessare quelle cose?
    A vent’anni uno pensa agli esami, al ragazzo che vorrebbe conoscere, ai compagni di corso, agli amici, alla tinta che vorrebbe fare ai capelli, ai vestiti,…
    Mi sentivo sempre più inadatta e fondamentalmente sola, sebbene nessuno mi abbia mai fatto pesare la mia vita e i miei argomenti di discussione.
    Ho visto i miei 20 anni sparire, come se ad un certo punto ci fosse stata un’amnesia di altri 20 anni che mi avesse scaraventata in un mondo di 40.
    Ho incominciato a riflettere, riflettere, riflettere,…avevo ottenuto la mia indipendenza, la mia libertà, i soldi, il lavoro, le cene coi grandi, la mia “casa”, ma avevo perso quelcosa di molto più importante ed effimero: la mia serenità adolescenziale.
    La mia età.
    I miei sogni, i miei obbiettivi.
    Mi stavo negando un qualcosa che non mi sarebbe mai più ricapitato in un prossimo futuro…la giovinezza.
    Allora ho capito che non potevo andare avanti così.
    Una sera sono andata ad una festa di compleanno di una ragazza, un’amica di miei conoscenti: la festa era composta da invitati solo universitari.
    Potete pensare come mi sono sentita in un primo momento…ma quella sera lì, anzichè chiudermi in un angolino in silenzio, incominciai a prestare orecchio ai loro argomenti: scuola, esami, professori, feste, vacanze, nuovi vestiti a poco, ragazzi, ragazze, barzellette,genitori che rompono..mamma Santa!
    Ma tutto questo ben di Dio un tempo era anche mio????
    Invece di pensare, come oramai facevo da mesi, “Che bello vivere così , ma io non posso”, incomincia a dire a me stessa: “Caspita, ma se volessi, anche io posso tornare indietro!”.
    Incominciai a maturare l’idea di andarmene dal lavoro, di ricominciare i miei studi, riprendere le mie amicizie, sopratutto quelle universitarie, di vivere i mei giorni serenamente…e così,fra qualche giorno, darò le mie dimissioni, per almeno inizio Febbraio tornerò a casa, dalla mia famiglia, che prima vedevo come un gabbia, ma che ora vedo in modo diverso, e ricomincerò la mia vita all’università.
    Sono felice ora.
    Morale: la libertà è una cosa meravigliosa, è un falco che chiede di essere cavalcato, ma è, aimè costosa….
    Un consiglio a tutti i vogliosi di indipendenza, lavoro e appartamentino: ok x l’appartamentino (xkè ancora oggi io sogno una vita da sola), ma se tutto richiede di sacrificare la vostra età, la vostra esistenze, le vostre esigenze, no.
    Vivete l’adolescenza il più possibile intensamente, xkè ciò ke possiamo fare oggi, un domani non potremo farlo più.

    • 16 gennaio 2015 23:33

      Sto vivendo un brutto momento , brutto brutto sto una merda e scrivo su internet a sconosciuti, ma leggendo la tua storia …ho 20 anni e ho perso di vista tutto tutto per un uomo che manco mi vuole . Ragazze che leggete non credete agli asini che volano come ho fatto io non abbandonate i vostri genitori non correte dietro ad un uomo che vi tratta male , perché non cambierà mai . E alla fine ci caccia lui a voi.

      • Marta permalink
        13 giugno 2017 16:58

        Guarda che le donne non lasciano i genitori per correre dietro a un uomo, ma essere autonome. Non si passa dalla cameretta di babbino alla camera del maritino. Possiamo vivere anche senza peni, sai? Oppure ce ne prendiamo uno diverso ogni settimana, come ci pare e piace. Ma a casa nostra. Pagarsi da sole l’affitto o il mutuo, da sole le bollette e la spesa, è una grande soddisfazione. Anzi, proprio un dovere morale. Inizia a lavorare, cara mia, e lascia che gli uccelli volino! Sembri molto meridionale, noi invece siamo del mondo, anzi, è il mondo che è nostro! Io ho iniziato a lavorare a 15 anni, a 19 ero all’estero. A 20 avevo un mio localino, poi ho fatto tante stagioni, poi in fabbrica, finalmente mutuo di casa. Nel frattempo mi sono diplomata e laureata. Ora ho casa mia, un figlio mio. Gli uomini? Che paghino mezz’ora per mezz’ora, e se ho proprio voglia! Di mettere qualcuno nel mio letto, dopo alcune brutte esperienze, non ne ho voglia! Purtroppo ora c’è crisi, ho perso il lavoro ed è durissima campare con poco più di nulla. Ho bollette non pagate, la mia casa è un cesso, ho debiti. Ma va bene così, vedo tante allocche che vivono con mammina e papino, e aspettano il pene per farsi sposare e mangiare (farsi mantenere). No grazie, meglio pezzente a casa mia che rococò ma a casa degli altri!

  14. Alissa permalink
    9 aprile 2008 19:55

    Oggi più che mai vorrei evadere da questa casa, da questo paesino… ho sempre pensato che compiuti i 18 anni, presa la maturità me ne sarei andata nella mia bella Milano a studiare. Fatalità nell’estate dove dovevo prendere la mia strada è successo di tutto, problemi di vario genere, economici, in famiglia, con il mio ragazzo… problemi che mai mi sono pesati in vita! Così con la mia grande voglia di fare mi sono iscritta ad un’Università vicina a casa… e ora sono al secondo anno con 2 esami dati! Tutta la mia voglia è passata!
    Tutto questo per spiegarvi che secondo me quando ci si sente troppo rinchiusi bisogna andarsene, raggiungere la propria libertà anche a costo di sacrificare del tempo… alla fine solo così ci si sentirà realizzati! Non prendendo la via “di scorta”!

  15. Massimo permalink
    23 luglio 2008 01:25

    Argomento interessante, cercato altre volte senza grossi successi ma trovato starera per caso mentre cercavo in rete notizie sui falchi!

    L’uomo e’ l’unico animale dove la prole spesso invecchia coi
    genitori qualora non si sposi!

    Dal punto di vista naturalistico si sente l’esigenza di andare via
    verso la propria liberta’, purtoppo il nostro mondo e’ complesso e i ritmi naturali sono alterati dalla nostra societa’.

    Vabbe’ dopo sta’ banalita’ naturalistica chiunque voglia contattarmi e’ libera/o di farlo, mi farebbe piacere parlare
    dell’argomento :

    s-n-a-k-e-m-a-x-7-4-lumaca-aliceposta.it

    ovviamente togliete i trattini e attaccate le letterine, e sostituite
    la lumaca con una chiocciola, ma che lo dico a fare, tanto
    si capiva no?

    saluti a tutti e buone cose qualsiasi sia poi la vostra scelta.

  16. Morgana permalink
    8 novembre 2008 23:07

    Io ho 20 anni e da quando sono stata adolescente sognavo spesso la mia casa, ma non so perchè mi vedevo sempre in affitto per via di problemi economici.. tuttavia finito il liceo ho cercato con arguzia e furbizia l’unica facoltà in cui ci fosse quello che mi piace ma che fosse fuori dalla mia città, la cosa tragica è che la mia ittà è piena di università di ogni genere così per scappare a tutti i costi mi sono messa in testa di andare a studiare arabo, unico corso di studi non presente nella mia città. Adesso sono iscritta da tre anni all’università(inizio ora il terzo ma ripeto il secondo), dell’arabo non mi posso lamentare ed ho dato un buon numero di materie l’anno prossimo sarò all’ultimo anno e forse dopo questo potrò preparare tesi e tutto laurearmi; quando mi sono trovata in un’altra città ho cominciato a costruirmi una vita li : amici, ragazzo, uscite la sera. Fortunatamente data la mia grande responsabilità non ho mai mancato di studiare ed infatti non sono indietro rispetto ai miei colleghi coetanei ma c’è da dire che mi mantengono i miei genitori la casa in affitto e torno ogni finesettimana da loro. Il problema si è presentato quando mi sono fidanzata con un uomo circa 10 anni più grande di me. I miei genitori adesso mi rendono la vita impossibile e non vogliono più che studi lì vorrebbero che tornassi a casa e non frequentassi più questo ragazzo. Ora mi chiedo, ma se io sono sempre stata una brava ragazza che studia frequenta le lezioni ed ha un rapporto serio come mai i miei mi stanno rendendo la vita impossibile perchè faccio tutto ciò? non è forse normale avere una vita dove ti trasferisci per l’università? proprio per colpa di tutta questa situazione lascerò casa appena mi laureerò anche nella specialistica (che però farò nella mia città dato che è lì), perchè mi sono resa conto che non riesco più a vivere con i miei che mi dicono che non sono più loro fglia e non vogliono conoscere il mio ragazzo perchè è 14 anni più grande di me. Quindi molti genitori non riescono ad accettare l’indipendenza psicologica e non solo fisica dei figli. Questo fovrebbe indurre a pensare che c’è un problema di fondo nella concezione che si ha al giorno d’oggi dei figli che vogliono la loro indipendenza. Per Dio! Se non posso avere un ragazzo che mi ama e che vuole sposarmi ,una casa in affitto fuori studiando con regolarità, ora che sono maggiorenne, quando potrò avere la mia vita? Forse quando a 80 anni rimpiangerò la mia giovinezza?? GENITORI dovete lasciarci vivere la nostra vita perchè ai vostri tempi voi scappavate per sposarvi ed era una cosa che non vi piaceva! per cui perchè far ripetere gli errori storici???

    se c’è qualcuno che vuole parlarne sarò disponibile perchè io non riesco più a capire i miei genitori autoritari e fuori dal mondo.. un bacio Morgana

  17. vale permalink
    11 luglio 2009 22:05

    io sono andata via di casa a 21 anni ! ho fatto troppo bene ora vivo con il mio ragazzo e non mi pento di niente ho tutto quello di cui ho bisogno e non e’ vero ke ci si priva di molte cose anzi si acquisiscono!

  18. RahDex permalink
    4 gennaio 2011 04:04

    Io mi sono DAVVERO rotto le scatole di stare in famiglia. Parlo del disiderio di essere indipendente, di vivere la mia vita senza ALCUNA limitazione ed essere libero. Senza che vi sto a spiegare la mia situazione famigliare, ormai da anni insostenibile, vorrei per un attimo soffermarmi sulla famiglia. Ma vi rendete conto che, si vive spesso e volentieri in famiglie che sono travi nel culo? Oh, amore, rispetto, fratellanza, ecc ecc, tutte ste cose inutili, che sono alla fine, stringendo, frasi fatte per nascondere le nostre vere intenzioni, ovvero : TOGLIERCI DALLE PALLE STI SCASSACAZZO. Io, a l’età di 20 anni, e già dall’età di 15 anni, sogno una casa tutta mia, uno spazio tutto per me, un rifiugio SOLO per me. Io non ho piu privacy da anni ormai, non ho piu PACE da anni ormai, sono estremamente stressato da ANNI ormai. Cosa posso fare per andare via di casa il piu presto possibile? Un lavoro! Ci vuole un lavoro, che tra poco, sperando in Dio potrò avere, e non vedo l’ora! manca ancora tanto, qualche anno, ma molto probabilmente riuscirò a vivere decentemente la mia vita!

  19. Vale91 permalink
    10 febbraio 2011 16:45

    …°_° aiuto. Ho 20 anni e ho deciso, visto la insostenibile vita a casa coi miei (o meglio, la mia…quello che si definisce come mio padre è un razzista antiquato), di cambiare città e andare a vivere da sola. Affitterei, mi troverei lavoretti saltuari per pagarmi un po’ l’affitto e mi iscriverei al secondo anno di università continuando la facoltà scelta nella città precedente. Il problema è che mia madre non accetta proprio la mia scelta, anzi fa di tutto per impedirmela. Lo so che è pazzesco, sarà dura, non conoscerò nessuno (ma d’altronde neanche dove vivo ora ho un’intensa vita sociale, anzi diciamo che ho buttato via la mia adolescenza per restare una santerellina…e poi cosa ci ho guadagnato? Un beata mi*chia) ma…MI RIFARò UNA VITA finalmente. Anzi, me la costruirò, una vera vita, quella che mai ho conosciuto qui. Se non faccio questo passo, comunque finirà, so che a 40 anni mi pentirò amaramente di non averlo fatto…

    • def permalink
      13 settembre 2014 14:28

      Mi hai quasi descritto. Con la differenza che io purtroppo devo finire la triennale, ho capito che se tornassi indietro non la farei e che mi ha lasciato pochissimo sul piano personale e accademico. Io devo ancora costruirmi una vita MIA perché non ho mai potuto farlo. Io sono bianca e il mondo che mi circonda è nero. Io mi pento amaramente di aver fatto l’università, di non aver scelto di andarmene a lavorare all’estero e imparare in modo sano l’inglese e studiare le cose che mi interessano per conto mio. Sarei cresciuta moralmente, emotivamente, in tutti sensi veramente e soprattutto non sarei più costretta a tornare nel mio paese e chiedere soldi ai miei. L’indipendenza economica è la cosa migliore: poterti pagare tu i concerti, i viaggi, il minimo che vuoi per stare felice. Io ora come ora voglio vivermi l’adolescenza mai vissuta e con i miei soldi fare quel cazzo che mi pare. Credimi, la mia pazzia mia ha reso di una lucidità spaventosa.

  20. A91 permalink
    29 agosto 2011 14:35

    Io ho 20 anni, a gennaio ne compio 21 e tra poco sarò costretta ad andarmene di casa perché sono incinta e andrò a convivere con il mio ragazzo che di anni ne ha 25, quasi 26. Stiamo insieme da 3 anni ed é stato un incidente, non era voluto, ma ci amiamo, vogliamo stare insieme e siamo contenti, ci stiamo preparando ad affrontare questa situazione. Lui lavora in proprio, io studio. Ai miei é sempre piaciuto ma da quando é successa questa cosa un pò meno..soprattutto a mio papà. Loro non vorrebbero che lo tenessi ma noi ormai abbiamo deciso.
    Me ne andrò non appena la casa sarà pronta, non appena la ristrutturazione sarà finita, ma ci vorrà ancora un pò. A casa mia non sto male, anzi, ho un bellissimo rapporto con i miei, che dopo il periodo burrascoso dell’adolescenza é di molto migliorato, ma devo andarmene, devo, perché é ora di crescere, di imparare a diventare una brava compagna e una brava mamma. Non ho mai sentito una grande esigenza di essere indipendente, non ho mai avuto fretta di andarmene..e adesso che devo farlo i miei genitori non lo riescono ad accettare, mi vedono ancora piccola, ancora bambina. Solo perché é una settimana che dormo a casa del mio ragazzo perché i suoi non ci sono, mia mamma mi dice che ormai non faccio più parte della famiglia..se la chiamo non mi risponde perché dice che non ha nulla da dirmi. Pensa solo che rinuncerò a studiare, che sarò costretta a stare in casa a fare la casalinga. Crede che da loro non andrò più perché io e il mio ragazzo andremo a vivere vicino ai suoi genitori, come soluzione provvisoria. Beh io ci sto male, davvero tanto. So già che mi mancheranno da morire..ho paura per quello che mi sta succedendo e che mi succederà e tutto quello che loro sanno fare é darmi addosso e farmi sentire incapace e stupida. In questa situazione posso solo contare sul mio amore e sui suoi che sono disponibilissimi. Bello eh? Bell’aiuto che ricevo dalla mia famiglia..

  21. Sara permalink
    9 agosto 2012 18:44

    Mi sento esattamente come te.
    Poche regole, eppure sento che i miei orari sono un peso per me e per i miei.
    Anche il semplice “come stai” è diventata una invasione della mia privacy.
    Purtroppo tocca organizzarsi nel migliore modo possibile e tener duro.
    Prima o poi arriverà il grande momento per tutti.

  22. franz permalink
    10 aprile 2013 00:47

    bel post, fa riflettere. ti fa riflettere quanto sia ad un certo punto della tua vita normale pensare ciò che hai scritto su. quante volte ci penso e ci ripenso, ancora non ho deciso cosa fare della mia vita, chissà. però quando pensi che sei inutile per la tua famiglia e dura.

  23. Pervinca permalink
    1 maggio 2013 18:44

    Gran bel post, fa riflettere, e interessanti anche i commenti. Io ho 19 anni, ultimo anno di liceo, un inferno tra studio e famiglia. Non sto a elencare i mille motivi per cui non sopporto più stare in questa casa, ma il succo è che la quasi totalità dei problemi che ho ed ho avuto nella mia vita, sono stati a causa dei miei genitori. Sono anni che sogno di andarmene, e l’anno prossimo è l’anno adatto. Università, spero di poterli convincere a farmi studiare in un’altra città…se questo non dovesse accadere non so proprio che fare. Andarmene un anno in Australia a lavorare! Che sogno….ma ho un fidanzato qui, e già sarebbe dura dovermi accontentare dig vederlo solo nel weekend, figuriamoci se vado all’estero…

  24. Roberto permalink
    8 febbraio 2014 18:14

    finchè si lavora si 6 mesi all’anno, quando va bene, andare via di casa è praticamente impossibile.

  25. def permalink
    23 agosto 2014 00:35

    Ciao a tutti:) Vorrei anche io dire la mia su questo… Non ho una bella situazione famigliare, ho vissuto in un paesino chiuso e retrogrado per 19 anni con mia madre (chiusa, bigotta, oppressiva) e suo marito e sua figlia. I miei veri genitori sono divorziati e mio padre è malato mentale grave. Quindi sono cresciuta moralmente “da sola”. Durante il liceo ho lavorato per cercare di avere un po’ di sicurezza, per cercare di sentirmi utile per me stessa. Ma non ho mai vissuto l’adolescenza come i miei coetanei. C’è da dire che ho frequentato sempre ambienti del cazzo. Proprio per i vari motivi sopra ma anche altri finito il liceo, volevo andarmene un anno via.. con tutta la voglia che può avere una ragazza costantemente oppressa, ribelle, che non si era mai concessa il lusso di essere sé stessa. Litigate furibonde, fragilità mia personale ho iniziato quello che fan tutti: l ‘università, nonostante non fosse la scelta che io nel profondo ritenevo giusta per me… Ora dopo depressioni, casini famigliari di tutti i tipi riuscirò a prendere questa triennale… E dopo mi dedicherò alla mia passione la danza e il teatro e me li pagherò io… Ci sono dei momenti in cui capisci veramente che non regge più il senso di colpa, non regge più nulla… Per me è doloroso molto ma non posso pensare che starmene all’estero e viaggiare con i soldi non miei, di persone che mi hanno fatto del male non mi rende serena. Purtroppo i soldi servono… Ma per me sarebbe la libertà, la liberazione, la possibilità di spaccare il tarlo che dentro mi blocca e incontrare persone ed essere una adolescente-adulta. Io personalmente mi sento felice nel sapere che con i miei soldi posso fare ciò che voglio perché a 22 anni dipendere dai propri genitori per ogni cosa ed essendo io completamente diversa ovviamente è un litigio perenne credetemi che è molto meglio che il ricevere i soldi da persone che non te li danno per attività che rendono NOI FELICI. La vita è solo nostra, solo e unicamente nostra.

    • def permalink
      23 agosto 2014 00:46

      Andare via di casa con i soldi di genitori con i quali si ha un rapporto pessimo e sapere di dover tornare in una casa dove non c’è stato quasi nulla di sano emotivamente, educativamente, moralmente non è andare via. E’ muoversi fisicamente ma la mente e il cuore sentono il peso. La cosa è INNAMORARSI di sé, facendo quello che istintivamente sentiamo. Io ho preso questo coraggio dopo 22 anni di sofferenza. Non è facile ma so che la mente e il cuore sentendosi più leggeri si aprono anche più facilmente all’altro, alle cose.
      Scusate, non voglio dar lezioni a nessuno… ma penso sia un pensiero condiviso da molti. Peace:)

  26. def permalink
    13 settembre 2014 14:36

    E per ultima cosa, poi la smetto: fate quello che vi sentite, non forzatevi, cercate di vivere sereni. Se non ve la sentite di fare l ‘università, se volete iscrivervi a scuola di Circo, se avete una passione inseguite il vostro cuore e FREGATEVENE del contorno, dovete avere la forza di imporvi per affermare voi stessi, a costo di sembrare stronzi.

  27. rma permalink
    12 aprile 2015 15:09

    io ho 19 anni e sto finendo le superiori con molta fatica. Sono 10 anni che voglio andare a vivere da sola, che non sopporto più questa camera minuscola e tutte le regole che ci sono in questa casa. I miei vogliono sapere dove spendo i soldi, mi impediscono di uscire di casa, ogni tanto sono più lascivi ma poi sono più pressanti di prima. Non ne posso più, è vero che neanche il senso di colpa regge più. Non sono più lucida. Dovrei andare all’università e lavorare e forse a trent’anni andrò a vivere da sola una volta per tutti. Che senso ha aspettare altri dieci anni? In questo momento non dover dipendere dal fatto che i miei mi danno cibo e una casa mi sembra un buco nero, una cosa che non accadrà mai

    • Alessandro permalink
      8 marzo 2016 21:31

      Concordo, sembra improponibile aspettare e buttare altri 10 anni… hai trovato qualche soluzione nel mentre?

  28. Michele permalink
    2 luglio 2015 15:48

    Questo tema è davvero interessante e super attuale, in questo articolo che ho letto si trovano piccoli consigli per cercare di vivere da solo risparmiando il più possibile:

    http://istruzione.uncome.it/articolo/come-andare-a-vivere-da-soli-senza-soldi-16649.html

  29. Nicole permalink
    16 novembre 2015 00:27

    L’ha ribloggato su La Giostra.

  30. 29 dicembre 2015 23:33

    Ma secondo me non è affatto facile uscire di casa a 18 anni,un pò x paura,un pò x la crisi e un pò xk in questo paese le tradizioni contano molto e una di quelle è che te ne vai di casa solo quando ti sposi.Io sono però fortunata in quanto i miei genitori non badano a questa tradizione,quindi x loro potrei anche andare,ma nonostante i miei 23 anni e mezzo ho un pò paura e x ora vivo con i miei e non lavoro nemmeno.

  31. Bruno permalink
    31 marzo 2016 02:16

    Mah…io sono perplesso riguardo a quelle persone che “la fanno sembrare” solamente una questione di scelta personale… Come se uno decidesse di punto in bianco di andare a vivere da solo… Ma partire dove!?! XD… Senza lavoro si va a finire sotto i ponti.. O morti di fame o di freddo… Non so come abbiano fatto quelle persone che dicono di essersene andate via di casa a 18 anni… Ma sicuramente o avevano già un lavoro (che adesso non si trova).. O comunque erano altri tempi e altre situazioni….é facile parlare e farsi i fighi dicendo “io me ne son andato via di casa a x anni”… Ma attualmente se uno se ne va di casa finisce davvero sotto i ponti e subito dopo in un cimitero. Quindi… Mah!… Io sono scettico su tutta sta gente che sbandiera questa intraprendenza… Secondo me é tutta gente che aveva un minimo il culo parato. Adesso se non conosci nessuno e vivi per strada.. muori di stenti prima di riuscire a trovare lavoro secondo me. Se così non fosse… Allora significa che tutta la gente che non trova… Ė cogliona? Fanno finta? Non hanno voglia di lavorare altrimenti troverebbero? Càzzate. Se ti butti per strada senza un buon lavoro fisso, il cimitero ė l’unica libertà che ti aspetta.

  32. VeroProblema permalink
    28 aprile 2016 00:18

    Io ho 33 anni e sono ancora a casa dei miei. Prima sono rimasto a casa per fare l’università che ormai è finita da anni e da allora sento il bisogno sempre più pressante di andarmene, ma non è per niente facile soprattutto in una città come Roma, i prezzi sono alle stelle. Ma ora a forza di rimandare ho perso lucidità e non so più cosa fare.

  33. Ermete permalink
    23 ottobre 2016 19:08

    Mi aggiungo agli ultimi due commenti, sarà che siamo nel 2016 e le cose sono diverse? A me sembrano totalmente ingenui quelli che dicono di andarsene per farsi una vita. Quella scelta è per chi ha poco o niente, e si accontenta di sopravvivere, significa adattarsi, iniziare una esistenza in cui bisogna contare sempre i soldi per tutto, rinunciare a spendere in “inutilità” come frequentare bar e ristoranti, quindi devi dire no agli amici, al cinema, a un libro, agli hobby, e non puoi certo perdere il tuo tempo a navigare in internet, informarti su cose… il lavoro subordinato ti devasta ogni giorno, le concessioni della vita migliore sono sempre scarse, e sono però proprio quest inutilità occidentali a fare la differenza, ti permettono di vivere da civile. E’ questo il problema maggiore, devi stare attento a quello che decidi, perché la cosa più grave oggi è l’estromissione, l’isolamento dal mondo civile, e andando a vivere come un bruto delle caverne, se passano gli anni, poi è sempre più difficile tornare su dalla pozzanghera in cui ti sei andato a cacciare.

    Anche io sono ormai un adulto, passati i 36 anni. Ma i miei vecchi pensionati, e la loro casa di proprietà mi fanno ancora comodo, ho risparmiato si, negli anni belli, ma non a sufficienza per un mini appartamento decente… forse potrei un garage, o un rudere, e questo mi azzererebbe le finanze… che negli ultimi anni noto non andare bene, è tanto se vado in pari. Ho partita Iva, ho un lavoro specializzato, e non sono un manovale, io offro servizi, mi confronto con la società “buona”, non posso permettermi di essere cialtrone, trasandato, puzzone, sporco, e visibilmente “senzatetto”… no questo non posso permettermelo. E allora mi spiegate come dovrei fare? Sono sottopagato? Si certo che lo sono, e allora? Colpa del mercato, mi tocca stare a casa, litigare coi miei, e vivere male, ma credo sia il male minore.

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