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ELETTRODOMESTICI E SILENZI

1 luglio 2006

Leggevo, poco fa, uno dei post di FABIOLETTERARIO. Vi si parlava delle conseguenze di una televisione che si rompe.

A casa nostra non è permesso guardare la televisione mentre si mangia. Non si tratta di tirannia, o mancanza d’elasticità. Al contrario, penso.

Da piccina mi pesava dover sempre spegnere la scatola magica, in corrispondenza della cena.

Ora lo trovo salutare ed, anzi, mi scopro infastidita se durante pranzo o cena in compagnia si lascia la televisione accesa.

Perchè distrae, perchè i discorsi vengono ritagliati nei tempi degli spot pubblicitari, perchè abitualmente un commensale finisce per zittire l’altro nel momento in cui vede un’immagine o un servizio o un programma che lo interessa. Perchè ogni tipo di comunicazione segue solo il filo conduttore dettato dall’elettrodomestico.

Ma la cosa che mi angoscia ancor più del lasciare la TV accesa durante l’ora del pranzo o della cena è l’abolizione del silenzio. Il rumore della televisione annulla i silenzi.

Io voglio sentirli, i silenzi! Se non si ha nulla da dire, se mio padre è troppo stanco per parlare dopo una giornata di lavoro, se mia madre è offesa con noi figli, se mio fratello ha preso un brutto voto, se io non voglio condividere con i miei quella che è la mia giornata, io voglio sentire il silenzio. E non la voce sorridente di una valletta una telepresentatrice una ballerina. Se sono a cena con il mio uomo, e si è arrabbiati uno con l’altro, io voglio che si senta la tensione, la rabbia, la tristezza, la delusione, tutto il non detto, il pensato, il voluto, il temuto. Voglio che non voli una mosca.

6 commenti leave one →
  1. 1 luglio 2006 14:18

    o mamma… no…
    anche il silenzio di imbarazzo quando comincia una festa e ci si deve ancora sciogliere??!

    non dico la televisione, ma la musica di sottofondo può sciogliere anche le tensioni…

    gulp…
    ricordami di non venire a casa tua se ho rubato un biscotto… 🙂

  2. 1 luglio 2006 14:22

    certo che no!
    io parlo di quotidianità in cui la televisione la fa da padrona…e da situazioni spiacevoli in cui si riempie il silenzio di commentatori…
    alle feste la musica è d’obbligo…
    dai, ti invito a cena da me, così poi puoi dire come ti sei trovata!

  3. 1 luglio 2006 14:24

    Vero, giusto y sacrosanto. Da musicista non posso che concordare: le pause sono importanti quanto i suoni. Qualcuno ha scritto (in un giallo tra l’altro) che lo swing è ciò che sta nell’intervallo tra due note.

    Ma perché tenere un televisore in cucina? E’ dannoso quasi quanto un forno a microonde 🙂

  4. 1 luglio 2006 14:42

    Ecco, sei proprio una ladra di post! :-((((

  5. 1 luglio 2006 14:46

    il silenzio è musica… ehheheheheeh

    per la cena già so che mi troverei bene!! ehehehhe…
    🙂

  6. 1 luglio 2006 15:46

    Sono d’accordo, solo nell’eventualità che all’ora di pranzo stiano trasmettendo qualcosa d’imperdibile… basta registrarlo e guardarlo dopo!

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