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MADRE PATRIA

28 giugno 2006

Madre Patria. Cresci in un paese tropicale, con il mango e la papaia come gusti dell’infanzia, con la pelle scura del bacio del Sole, con i ritmi lenti dei paesi caldi, con i ritmi della risacca o della foresta. Cresci in un paese dove a scuola t’insegnano a salutare una bandiera diversa dalla tua, a riverirla, cantare per lei, soffrire per lei, risparmiare per lei. Addirittura ti dicono che se necessario è giusto che tu parta per combattere per la tua Madre Patria.

Tu cresci lontano dalle tua Mamma Patria, e un po’ ti manca. Non riesci ad immaginarne completamente la nebbia, le città, le strade. Ma ne conosci la lingua, i giorni di festa, rendi onore ai sovrani. Sei convinto che la tua Mamma Patria debba per forza amarti, come qualsiasi altra madre. Non può non preoccuparsi per te.

E allora quando te lo chiede sei pronto a lasciare la tua casa, i tuoi profumi, le radici, gli affetti, per andare a combattere per difenderla, per mettere il tuo corpo tra lei e le bombe nemiche.

Ma lei, la Madre Patria, non è come te la immaginavi. E’ fredda, terribilmente fredda. E la sua lingua, che ti avevano detto essere la tua, non è il realtà la stessa. Non vi capite, non ti riconosce.

E ti rinfaccia la tua pelle scura, il tuo essere Altro, Bastardo. E smessi i panni dell’aviatore del soldato del mitragliere, sconfitti i nemici, la Madre Patria di rimpatria alla tua vera Madre Terra, ai tuoi profumi caraibici, alle tue acque calde. Promulga atti parlamentari per scacciarti. Non ti vuole più la tua Madre Patria, alla quali giurasti lealtà.

E non speri più nel suo amore materno, non speri più in una sua carezza nelle giornate londinesi fredde e nebbiose. Devi combattere contro i tuoi fratelli bianchi con cui hai difeso la grande Gran Bretagna fianco a fianco, figli legittimo e illegittimo con gli stessi colori e la stessa bandiera.

Devi combattere per avere un piccolo spazio in quella Madre Patria che si è presa tutto di te. E che non ti vuole più, che ti scaccia via. Che non sa neppure chi sei e da dove vieni.

4 commenti leave one →
  1. 28 giugno 2006 17:01

    Ma infatti! Arrivare puntuali con questo caldo a Milano è diventata un’impresa. Insorgiamo contro la fretta padana e pretendiamo ritmi cubani, visti i cambiamenti climatici.

  2. 28 giugno 2006 19:47

    bel post, grilla!

    pfd’ac… almeno noi domani a roma facciamo festa!!!

  3. Roberta permalink
    28 giugno 2006 21:00

    noi abbiamo un lungo ponte, il ponte del 4 luglio…hihi!
    Anch’io sto lontana dalla mia di patria, in una nuova Madre Patria (ho la cittadinanza adesso)e le espressioni che hai usato riflettono come mi sento molto spesso, la mia patria, ma le radici non ci sono, e’ difficile sradicare le radici dalla patria che mi sono lasciata alle spalle, e che non e’ piu’ la mia patria adesso (anche se posso conservare la cittadinanza italiana per il governo italiano, gli stati uniti non la riconoscono)

  4. 29 giugno 2006 00:20

    la cosa bella che dice grilla è mamma/madre. Alla fine la tua mamma è quella che ti cresce… se poi non è tua madre naturale, cambia poco, la ami come se lo fosse.

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