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ECONOMIA

28 giugno 2006

So che scrivere un blog significa essere esposti a tutti, fa parte del gioco, è il bello del gioco. Quindi  è lecito, auspicabile e augurabile che tra i commenti ce ne siano anche di critici, dettati da diverse concezione del giusto o da errate interpretazioni.

Mi piace questo scambio di idee.

Sono stata però molto toccata da alcuni commenti al mio post "sui generis", post che kataweb ha messo in home page, con il titolo fuorviante di "mia madre, una vecchia hippy". Alcuni commenti non erano solo critici ma anche violenti nei termini, che sono degenerati in insulti.

Alcuni commenti che mi sono arrivati insistono prepotentemente sulla mia condizione di figlia di papà, sulla condizione dei miei genitori come di riccastri, agiati, benestanti.

Questo tema mi è sempre stato molto a cuore. Perchè non ho vissuto la guerra, nè mai sofferto la fame, ma per lunghi anni a casa non ci si poteva permettere di comprare le scarpe, i jeans o i libri nuovi. Mia madre ha iniziato a lavorare a 16 anni, ha preso il diploma durante la seconda gravidanza, ha sempre lavorato turnando. Mio padre ha aiutato nei campi da quando l’età l’ha permesso, essendo di famiglia contadina. E ora lavora spesso 11 ore al giorno, come dipendente.

Se c’è qualcuno che sa cosa significhe farsi il culo quelli sono i miei, e, un po’ anche io.

A 16 anni, mentre frequentavo il liceo, ho deciso di lavorare nei fine settimana per pagarmi le vacanze, e da allora ho sempre lavorato, affiancando lo studio allo sforzo di raccimolare due soldi per gli extra, per non dover chiedere a casa i soldi per una pizza o un week end.

Non devo giustificarmi con nessuno, di questo sono profondamente convinta, ma mi urta pensarmi considerata figlia di papà quando, dopo una mattinata di studio, ora me ne vado a pulire tavoli, lavare piatti e servire pranzi, giusto per potermi pagare le scarpe che indosso, le vacanze che mi aspettano o la colazione al bar, una volta ogni tanto.

Ciao

11 commenti leave one →
  1. 28 giugno 2006 10:07

    spesso purtroppo la gente procede per luoghi comuni.
    non c’era bisogno della precisazione, basta quello che hai sempre scritto per capire che ti hanno fatto un’accusa stupida

  2. 28 giugno 2006 10:15

    Io ho anche avuto la fortuna di avere un commento direttamente dalla tua mamma. Questi sono gli inconvenienti della piattaforma, dove sparano in prima pagina un post di cui non sanno la storia e il background! 😦

  3. Grazia permalink
    28 giugno 2006 10:35

    Le persone che non hanno fantasia ne il coraggio di vivere quasi sempre si nutrono di invidia, di pregiudizi e si realizzano rovesciando il loro bacchettonismo addosso agli altri; qualsiasi cosa pur di non guardare più in la del loro naso. Un umile consiglio da una mamma “squinternata” quanto la tua: diffida sempre di chi si permette di giudicare gli altri tantopiù senza conoscerli profondamente.
    Grazia

  4. Shakemy permalink
    28 giugno 2006 11:06

    Ciao Grilla,
    io credo che essere una hippy di questi tempi nn sia più un fatto di moda, ma un vero e proprio modo di essere. Oramai nn siamo più negli anni 60-70!
    Secondo me chi vive di cose semplici, ricerca la propria spiritualità nelle religioni o filosofie orientali, frequenta yoga (piuttosto che step, aerobica ecc.), pone come obiettivo principale la propria serenità e delle persone care… nn deve per forza essere etichettato come figlio di papà, nulla facente, mantenuto e quanto di più stupido si possa pensare.
    Anzi, queste persone, tra le quali mi inserisco, devono sforzarsi di andare per la propria strada e aiutare quante più persone a raggiungere la stessa serenità (proprio come ha fatto tua mamma e come sicuramente farai tu!), fregandosene dei giudizi di chi è insoddisfatto della propria esistenza
    saluti a tutti

  5. 28 giugno 2006 13:28

    vanne fiera della tua storia…comunque e sempre.
    E’ la tua storia!!! Il terreno fertile della tua vita…
    questo vale per tutti..ricchi e poveri, belli e brutti, hippi e yuppi!!

  6. 28 giugno 2006 14:15

    cioa Gri io il post sulla tua Mamma l’ho letto per caso prima che lo pubblicassero, non so se te lo ricordi, ma l’avevo trovato bellissimo, e è una delle ragioni per cui sei finita tra i miei preferiti, di cazzoni è pieno il mondo, figurati internet, l’esempio l’hai avuto l’altro giorno, ricordi il camionista scemo? be più o meno fai conto che anche nel web c’è un grosso traffico di camion e ogni tanto si fermano a bere nel posto sbagliato.

  7. polenasupplica permalink
    28 giugno 2006 14:40

    Suvvia Grilla, facci un bel sorriso!

    Ma poi (rivolgendomi a quei caproni) da cosa si deduce in quel post il tenore di vita della famiglia della nostra ospite?? illuminatemi!

  8. 28 giugno 2006 21:18

    esporsi scrivendo significa generare invidia in chi non ha altri argomenti che rinfacciarti la bellezza della tua vita; non esiste motivo per cui tu debba spiegare cose che riguardano te e la tua famiglia, è l’invidia altrui a essere sbagliata

  9. 1 luglio 2006 11:55

    Grilla, da quel poco che posso capire dal tuo blog, sei una persona complessa e affascinante, ma forse non (ancora) troppo forte. C’è una cosa che devi imparare presto, per il tuo bene: costruirti una scorza che t’impermeabilizzi dai giudizi della gente, affinchè non ti facciano mai del male o non t’illudano troppo.
    Personalmente, posso solo dirti grazie, il tuo post sulla mamma (che io non ho più) mi ha emozionato.

  10. 1 luglio 2006 12:21

    x Hytok: COME TI POSSO CONTATTARE??? SUL TUO BLOG NON POSSO LASCIARE COMMENTI!!!

  11. 1 luglio 2006 13:57

    Ehm… come non puoi? I commenti dovrebbero essere aperti su tutti i post, gulp! Comunque su http://lacasadeglielfi.altervista.org/ clicca sulla chiocciolina 🙂

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