CAZZOMENE?

23 Settembre 2009

Me ne sto sul divano aspettando i 20 minuti che servono a questa maschera d’argilla per agire. Cerco in ogni modo di combattere lo sfogo brufoloso che impera su parte del mio collo e parte del mio viso. Che culo. Martedì prossimo visita da dermatologa.
Sarò allergica alla pasta?
Sarebbe una tragedia immane, ma per il mio peso forma invece sarebbe una manna dal cielo.
Sono ingrassata di 5 kg in 4 settimane.
Si, avete letto bene: 5 kg in 4 settimane. No comment.

Periodo incasinato.
Sentimentalmente, lavorativamente, personalmente.
Al lavoro è un caos tener dietro ad almeno 3 chat contemporanee, facebook, outlook, yahoo e il lavoro. Cazzo. Mi verrà una crisi epilettica.
Inoltre sto leggendo troppo. Credo di non avere più diottrie.

Perchè ho un gatto che dorme come un umano ubriaco?
SANY1032

Coinquilina: tutto veramente bene, a parte che se lavasse i piatti più spesso non sarebbe male.
Cuoresoleamore: bohhhhhhhhh

Fondamentalmente: cazzomene?


-TI SENTO INQUIETA- MI HAI DETTO

13 Settembre 2009

Quindi?
Perchè inquieta?
Forse perchè sono solo 5 mesi che mi sento bene.
E ho la terribile paura che una relazione “seria” possa togliermi questa serenità, questo spazio che tengo stretto per me, che mi serve come l’aria.

A volte mi chiedo cosa ci faccio a bologna, cosa ci faccio?
Sono a bBlogna perchè ho seguito il cuore.
E perchè ho seguito il cuore sono stata male un anno e mezzo a Bologna, e faccio un lavoro che non mi piace, e studio il meno peggio che posso studiare, perchè la facoltà che mi piaceva di più era a Milano, non a Bologna.
Mi sono ripetuta per un anno e mezzo che era un errore, che non l’avrei mai rifatto se avessi potuto tornare indietro.
Eppure è così.
E non dico che non ci siano stati momenti belli, o che, nel caso avessi scelto di rimanere al Paesello sarebbe stato meglio.
Dico solo che ho seguito il cuore, e le conseguenze che ne sono derivate non mi sono piaciute, è brutto da dire, ma non lo rifarei.

E poi 5 mesi fa la svolta. Perchè di svolta si tratta.
Mi sono ascoltata, mi sono confidata con me stessa, mi sono guardata e mi sono voluta più bene di chiunque, ho superato i DEVO e i COME SI FA, i problemi pratici e quello che si sarebbe detto.
Mi sono liberata.
Metaforicamente e non.
La mia vita è di nuovo cambiata, in meglio questa volta.
Non so spiegarti la sensazione.
Avere il mondo in mano, tutte le possibilità aperte, ogni incontro possibile, ogni persona un pianeta da scoprire, non DOVER più nulla a nessuno, non sentire il peso del rientro a casa, ma solo la LEGGEREZZA, sempre sempre sempre LEGGERA, anche quando ero triste e piangevo, o stanca, o impaurita, o in ansia per i mille problemi che non avevo mai affrontato da sola, e che ora invece mi cadevano in testa come un macigno.
Leggera, sempre.
Libera.
Cazzo, una sensazione così da quanto non la sentivo?
Completamente libera, cosa importa l’affitto, cosa importano le radici, cosa importa lo studio e il lavoro, ero libera di fare ogni cosa volessi.
Piccole cose, non credere, ma erano proprio quelle che così tanto mi pesavano durante gli ultimi mesi di convivenza. I piatti, l’ordine, la spesa il sabato mattina, gli orari, le scadenze, i baci del rientro in casa, il baci del buongiorno. Basta, libera di fare, ma soprattutto di non fare quello che volevo.
Ho ricominciato a vivere. In ogni senso.
A sorridere, a sentirmi bene.
Libera e leggera.
L’aria di Bologna si è resa d’un colpo respirabile, non dico aria di casa, ma aria di città accogliente, e dire che fino a un mese prima Bologna era per me una spina nel fianco, un dovere, una tristezza, un rientro sempre forzato dopo i week end al Paesello.
Cazzo, tutto è cambiato.
(è davvero triste da dire, questo dipinge la mia storia con BleuEyes come un’immane tragedia, non è così, sto parlando di me e solo di me, poi ovviamente la nostra storia è stata soprattutto una storia di bei momenti).
Eppure sono rimasta a Bologna. Finalmente una scelta mia. non che di trasferirmi a Bologna io sia stata costretta, ma era una scelta dettata dalla me irrazionale, dalla me innamorata.
Invece ora sono a Bologna perchè Francesca vuole stare a Bologna per Francesca. Io per me.
Stop.
Perchè a Bologna ho l’università, il lavoro, alcuni amici.
Perchè sto iniziando a starci a mio agio.
E perchè posso andarmene quando voglio, anche domani, se volessi.
Mi sento davvero grande, sai.
Nonostante le mie debolezze.
Mi sento davvero grande. Brava, mi dico, guarda tutto quello che fai, che hai fatto, ti riconosci ancora?

E da sola sento di avere il mondo ai miei piedi, se lo voglio.
Tutto posso fare, tutto.
Posso trasferirmi a Londra e lavorare in un negozio di dischi a Camden Town, o in Spagna e lavorare in un ufficio, o in Sudamerica e fare la cameriera in Brasile, imparare il portoghese e ballare il tango (!), stare a Bologna e far carriera, sposarmi e fare figli, andare in Africa e fare la missionaria, tutto mi è possibile.
Non so se riesco a spiegare quello che sento.
Tutte le possibilità davanti a me, dopo la laurea.
Il mondo.

E’ da quando sono piccola, da quando sono alle elementari, che sento (non ridere) che io voglio conoscere.
E’ l’unica cosa che voglio.
Non mi interessa la fama, la reputazione, i soldi, neanche troppo la felicità. Io voglio conoscere. Voglio vedere, voglio sentire, voglio annusare.
Da sempre.
Ho sempre pensavo che un giorno senza imparare almeno una cosa, anche piccola, sia un giorno perso.
Ogni giorno bisognerebbe incrementare il peso del bagaglio invisibile che abbiamo sulle spalle, fatto di conoscenze, di sensazioni, di emozioni, di esperienze. Che anche emozionarsi è conoscere.
E da sempre sento un po’ il peso del mondo sulle mie spalle, una crocerossina laica abbastanza sorridente e poco incline alla serietà.
E da sempre sento dentro di me, intimamente, che quello che voglio fare è vedere più mondo possibile.
Non stare rintanata nella mia stanza, nelle mie certezze, nel mio comodo trantran quotidiano sicuro e accogliente. Non stare nella stessa cultura, negli stessi gesti di ogni giorno, la stessa traiettoria ogni mattina. Non fa per me.
Nonostante io sappia, perchè un pochino mi conosco, che ogni cambiamento per me è un piccolo trauma, che cambiare mi è difficile tanto, tantissimo. Lo so, so che ad ogni cambiamento c’è un periodo di assestamento, lacrime e tristezza desolante, ma poi passa.
Non è la certezza che cerco, non è la sicurezza di un uomo, non quella di una casa, non quella di un contratto a tempo indeterminato.
Cerco solo serenità sufficiente per ascoltarmi, per non mettermi a tacere, per non ingannarmi, per guardarmi in faccia sempre onestamente, e potermi dire “lo sapevi”, comunque lo sapevi.
E non credo che nessuna scelta io farò sia una scelta facile, nel mio futuro, soprattutto lavorativo.
Ma voglio essere consapevole. Di quello che desidero e di quello che ho.

Detto tutto questo.
Inquieta, mi senti, talvolta.
Forse è proprio per tutto quello che ti ho scritto.
Ho un po’ paura. Ho paura di non ascoltarmi più, di ascoltare più il NOI che l’IO, come ho fatto per tanto tempo e che è una cosa meravigliosa, che voglio arrivare a fare, ma non credo adesso.
Adesso non sono pronta a parlare a due, a pensare al plurale, a lasciarmi andare e non preoccuparmi di me, pensare “l’amore basta”.
Ho paura di sentirmi ancora in gabbia. Di non trovare la forza di pensare a me.
E contemporaneamente -non pensare che sia totalmente solo presa da me stessa- ho paura che tutto questo “egoismo” possa ferire chi ho attorno.
Ma non voglio neppure più donare tutto il cuore a chi mi sta accanto; devo tenerlo nel mio petto, il mio cuore. E’ stato troppo in giro negli ultimi anni.
Voglio poter essere contraddittoria, poter essere incoerente, poter cambiare idea. Poter dire TIAMO e dopo cinque minuti non dirlo più, perchè semplicemente nonamopiù.
Sono tesa tra paura di far male agli altri con troppo affetto nei miei confronti e far male a me con troppo poco affetto nei miei confronti.
Oddio, sembro terribilmente complicata e tortuosa, no? Una adolescente banale e tardiva.
E’ così chiaro dentro di me, tutto quanto, che non so se riesco a spiegarmi.

E in tutto questo, in tutto il saliscendi della mia piccola vita attuale, eccoti, spunti sul mio cammino sotto forma di regalo mandato dal cielo (direbbe un credente), mandato dal caso, dalla coincidenza (dico io), il giorno del mio 25° compleanno, quando non volevo più andare avanti dal dolore al ginocchio, quando i miei programmi erano di camminare sola tutto il giorno e non ascoltare altri che me, e cammini con me 10 giorni, mi sostieni e ti fai sostenere in uno scambio biunivoco di amore.
E sembra che di strada si riesca a farne ancora un po’, anche lontani dalla spagna, che ne dici?
E sto meravigliosamente.
E mi sento a casa, (già detto).
E
e
e
e ho paura (un po’, niente a che vedere con il terrore che mi provocano i ragni).
Sono sincera e non sono frasi fatte, ma ho paura di innamorarmi, di far diventare NOI più importante di IO. (non son cose che si programmano, lo so, lo so bene, ma è così, realmente, ne ho paura) (e so anche che NOI>IO=MERAVIGLIA, ma adesso è presto, lo sento così chiaro) (sai, c’è una vocina dentro di me. l’ho sentita per la prima volta a ottobre 2003, non l’ho ascoltata. a febbraio 2004 aveva ragione. e poi ancora, mi parla spesso. non l’ascolto mai e alla fine ha sempre ragione lei. adesso ho deciso di ascoltarla un po’ di più, e questa vocina, che guarda caso ha la mia stessa identica voce, mi dice che il NOI è troppo per me, ora).

Ho paura di farti male, di ferire, di “addomesticarti” (el principito dixit) e poi sparire. Ho paura di fare male.
Tu forse mi dirai, non preoccuparti di me, son abbastanza grande per prendermi cura di me stesso, vivi e viviamo.
E sono d’accordo. 100%.
Solo voglio essere onesta. Dire le cose stanno così, dentro io son fatta così, un gomitolo di casino. Pensi di poterci stare comodo lo stesso? E se un giorno non ci sono più?
Odio chi dice Te l’avevo detto, che schifo di frase, ma voglio che tu sappia che “te l’avevo detto”.

E così.
Niente in più.
Credo di aver detto tutto.


CAMMINARE, CAMMINARE

11 Settembre 2009

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Ubicazione temporale: 9 agosto, il giorno che 25 (!) anni fa mi vide venire alla luce tra tuoni fulmini parolacce e sospiri di sollievo.
Ubicazione spaziale: Los Arcos, paesino in spagna.
La sera precedente avevo deciso che il giorno del mio compleanno sarei stata sola, cellulare spento, camminarecamminarecamminare. Sola.
Quindi informo i miei 3 compagni di viaggio dell’8/8 che il giorno dopo si sarebbero svegliati e io sarei stata già in cammino.
Sveglia ore 5.
5.20 sono sul cammino.
Io e Gino il Ginocchio, nella sua fascia elastica.
Iniziamo a camminare lentamente e abbastanza zoppicando, devo dire.
Ah, fa buio e ho la frontale.
Dopo 10 minuti mi supera un gruppo di italiani, un paio li conosco, Buen Camino, Ciao Paolo, Buon Cammino, ciao.
Subito dopo mi supera e li supera una sagoma. (era Ale, ma l’avrei saputo solo un paio d’ore più tardi).
La velocità della sagoma è davvero notevole.
Penso: cazzo come va veloce.
E penso al mio ginocchio, cazzarola, che non mi permette di andare più veloce di una persona azzoppata.

Continuo a camminare.
E’ stato uno dei tratti emotivamente più duri, che avevo molto male e mi sarei seduta ad aspettare chissàcosa, e invece mi sono autoconvinta a procedere. Adesso mi fermo
no, non mi fermo
almeno 10 minuti
no, neppure un attimo
dai
no.

Un paio di ore più tardi, saranno state le 7.30, stava albeggiando, chi incontro fermo sul ciglio del sentiero, alla mia sx, seduto su un masso a fasciarsi il ginocchio?
La sagoma tanto veloce tanto onesta pare (Ale).
Penso: ahahah, fai il figo e corri, e poi ti fai superare da me che son qua che mi trascino!
Dico: tutto bene?
Pensa (me l’avrebbe detto ex post): una donna. una donna che mi sorride. una donna che mi sorride e che mi chiede come sto. dio esiste, fanculo a tutto quello in cui ho creduto finora. e comunque sto di merda, grazie.
[sul "donna" parliamone, NdM]
Dice: si, grazie
Dico: hai tutto per medicarti?
Dice: si, grazie.

Riprendo il mio lento camminare direzione Santiago.
Dopo un quarto d’ora circa sento passi dietro di me, mi giro ed è la sagoma-Ale.
E iniziamo a camminare uno (lui) un po’ avanti all’altra (me), ma non troppo distanti, riusciamo a parlare.
Chiacchieriamo e chiacchieriamo.

Nel frattempo arriviamo ad un minipaese, sarebbe stato il momento in cui lui andava avanti e io mi fermavo a far la seconda colazione (!), lo invito gli dico: ti offro un cafè con leche, è il mio compleanno
Facciamo colazione insieme, e poi ripartiamo insieme.
Si chiacchiera e si sta anche in silenzio, vengo a sapere che è supermanager in un’azienda di verona (gulp), che è separato, che vive in un casale in campagna, lui e il suo cane blablabla.
E così, fino a Logrono, alla sera.
Andiamo in ostello, camerata da 30, tutti i letti uno contiguo all’altro, io ho da una parte una spagnola che avrebbe russato tutta la notte, dall’altra lui.
Dopo esserci sistemati andiamo a fare un giro per la cittadina, prendiamo tapas e ci facciamo un giro.
Lui ha i piedi devastati, davvero.
La sera ha la febbre.
Il giorno dopo non avrebbe camminato, sarebbe andato in autobus alla tappa successiva, dove io sarei arrivata sulle mie gambe.
Beh, tapeamos, ceniamo, andiamo in giro.
Tutto insieme, io e lui.
Stiamo davvero bene. Cioè, io sto bene. Ma credo anche lui. Cioè, a posteriori ne sono certa.
Torniamo in ostello, ci mettiamo a letto. Io mi infilo nel sacco a pelo, e mi metto con la faccia contro la sua spalla che è nuda.
E sto lì, con la mia fronte, il mio naso e la mia bocca sul suo braccio.
E lui si gira e mi bacia.

(il contesto è sempre la camerata di 30 persone, non dimentichiamolo, qualcuno russa già…) (che romanticherie, signori, che romanticherie!)

Io il mattino h.5 mi sveglio, mi preparo lo saluto velocemente e parto.
Cammino per 33 km quasi sempre da sola, vado bene, non ho quasi più male al ginocchio.
E mentre cammino mi accorgo che mi manca. Ale mi manca e come ho camminato il giorno prima non avevo ancora camminato, voglio dire, così bene, ridendo, parlando o anche in silenzio, stando bene.
Cammino per 33 km, arrivo a Najera e lui è lì, è arrivato in autobus, e quando lo vedo fuori dall’ostello sono davvero contenta.
A parte che sono divelta, stancherrima, ho le gambe che non le sento, però son contenta che lui sia lì. Ho male alle gambe da piangere, ma mi appoggio a lui e lui mi tiene in piedi.
Mi sistemo, faccio la doccia, quella notte camerata da 100 letti, circa, andiamo migliorando.
Poi usciamo e stiamo insieme per Najera, camminiamo per il paesucolo, mangiamo pane e formaggio seduti in un prato e lui ad un certo punto mi dice
Ma stanotte eri sveglia quando mi hai parlato?

Si, alle 3 di notte, avevi gli occhi aperti, sorridevi e sembravi sveglia
io?
Lui sorride.
Cosa ti ho detto
Mi hai chiamato e mi hai detto, Ale, sai cosa facciamo quando finiamo il cammino? torniamo in italia e ci sposiamo, andiamo a vivere nel tuo casale in campagna, facciamo tanti bambini e prendiamo tanti cani, tu continui a fare il supermanager, io faccio la contadina e la cameriera, e viviamo per sempre felici e contenti.
Dormivo

Niente. E così. Camminare insieme. Sempre insieme. Per 10 giorni.
Siam diventati “coppia fissa” nel cammino. Non mi sono annoiata mai. E a parte i primi due tre giorni che abbiamo davvero chiacchierato tanto, poi siamo stati anche tanto in silenzio, soprattutto durante il giorno, mentre camminavamo, anche perchè nel frattempo il caldo si è fatto più insistente e il cammino più difficile.
Ma mai che il silenzio sia stato imbarazzante o fuori luogo.

Abbiamo dormito insieme in chiese, in palestre, in dormitori, in stanze d’albergo, abbiamo camminato insieme per circa 270 km. Abbiamo mangiato insieme, abbiamo lasciato i nostri vestiti in una lavatrice rotta, abbiamo condiviso disinfettante, garze, crema antibiotica, abbiamo camminato con una sola torcia la mattina con il buio e siamo stati un po’ il bastone a volte io per lui, a volte lui per me. Insomma, è stato bello. Siamo stati bene.

Poi io il 19 l’ho salutato, ho camminato gli ultimi 20 km da sola, sono arrivata a Leon un giorno dopo di lui.
Lui poi ha proseguito, io verso casa, madrid, bologna.
Lui in una settimana è arrivato a Santiago.
Poi ha preso un aereo, barcellona-venezia.
Poi venezia-casasuailcasaleincampagna.
Quello dei tanti bambini e tanti cani.
Insomma.

Ci siamo rivisti.
Si sta bene anche lontani dal Cammino. Si riesce ad essere ancora compagni di viaggio.
Per quanto non si sa, accontentiamoci di camminare un po’ ogni giorno.


CROCE DEL VENTO

1 Settembre 2009

-Come hai dormito?
-Mmmm, in verità di solito dormo in un’altra posizione
-E perchè non mi hai allontanata, potevi farlo, non me ne sarei neppure accorta…
-Volevo sentire la tua pelle contro la mia.


OHHH

31 Agosto 2009

Io ero in prima superiore, lui in quinta.
entrambi leggiamo un giornale mensile, SBS,
per la precisione.
Lui scrive un annuncio
sai,
c’era ancora la moda degli amici di penna.
Era un bell’annuncio
io rispondo
insieme ad altre chissà quante persone
però io son ancora qua a parlarne,
son passati 10 anni.

Io rispondo all’annuncio
lui risponde a me
ci scriviamo
carta carta carta
lui ha una calligrafia inintelligibile
non si capisce un cazzo

ci scriviamo scriviamo scriviamo tanto

a natale i miei mi regalano il primo cellulare

e iniziamo a sentirci
ci diciamo tutto
tutto
passiamo le notti al telefono
le sue bollette devono essere stratosferiche
ci sentiamo tanto
è un amore quello che nasce
cresce
e muore
sul cavo del telefono

è con lui che parlo per ore la notte fino a che mi si chiudono gli occhi.
ci diciamo TI AMO e non ci siamo mai visti, mai toccati, mai annusati

un giorno torno a casa da scuola, cazzo, 15 anni avevo.
torno a casa, e trovo 7 rose rosse
e un biglietto di fuoco

mi spavento
mi sento il mondo crollare
è più forte di me questo amore
è molto più forte di me
non posso reggerlo.

Da brava e coraggiosa ragazzina 15enne incarico la migliore amica
perchè dia il largo
a questo amore telefonico,
a lui,
per la prima volta
(che di allontanamenti, poi ne sarebbero seguiti)

insulti, recriminazioni, adii
seguono mesi di silenzi
e poi una mia lettera, dentro solo poesia, non una riga di spiegazioni

ricominciamo, molto piano, a sentirci
sulla punta delle dita
sulla punta di una porta accostata

passa il tempo, ci sentiamo raramente, natale e pasqua,
quando lui si prende due giorni di vacanza dalla morosa mi chiama,
parliamo
tanto
ma raramente

io nel frattempo mi fidanzo
per la prima volta seriamente

e l’amico di penna/telefono mi sento ogni tanto
lui passa un brutto periodo
a detto sua
io son lì
gli tendo la mano
sempre attraverso il telefono,
adesso son grande donna matura
ho 17 anni, pensa te
e divento la sua “grilla parlante”

e si continua così

poi il computer
questa storia che segue il corso dell’evoluzione tecnologica
computer e email
ci sentiamo più spesso
diventiamo amici
siamo più grandi
meno idioti
più ironici

ci avviciniamo
torniamo a scriverci tanto
cellulare, email

nel frattempo la mia prima storia seria
finisce
son passati 3 anni e mezzo
sono al primo anno di università
lui all’ultimo
e ci sentiamo sentiamo sentiamo
ci scriviamo email all’infinito
e sono email
piene di
risa
sorrisi
ironia
amicizia
tesori
ricchezze

e poi un giorno lui mi chiama mi dice
dove sei
a lodi
e domani mattina?
a milano a fare un esame
se vuoi alle 8.16 sarò in stazione al Paesello ma dimmelo subito il treno parte tra 15 minuti
si vieni

e il mattino dopo alle 8.16 io sono alla stazione del Paesello, lui scende dal treno.
ci si riconosce al volo.
son passati circa 5 anni dalla nostra prima lettera.
mese più mese meno.

io son terrorizzata: avrò qualcosa da dirgli dopo avergli scritto tutto?
ma è un terrore che si dissolve in 10 minuti quando già stiamo parlando senza freni.
giriamo per le strade mano nella mano
andiamo a milano, faccio un esame,
giriamo
gli faccio vedere la mia piazza milanese preferita
e torniamo a casa, dormiamo insieme,
lui a posteriori mi scriverà
“quando ti svegli il mattino sei bellissima”
io ho addosso una gonna lunga e azzurra, una canotta bianca, capelli biondi lunghi sciolti e son sul letto,
lui mi prende la mano e usciamo

torna a casa sua
lascia la fidanzata/convivente
con cui già non andava bene da tanto tempo
si sente libero
me lo dice
me lo scrive

ci sentiamo tutti i giorni
siamo Amici di quelli che solo 1 o 2 nella vita
è tutto meraviglioso
è estate

io vado a trovarlo dove vive,
due volte.
meravigliose stupende indimenticabili.
facciamo l’amore
una sola volta
lento calmo bello
una dea mi sento
tra le sue braccia

ci sentiamo
sempre amici
sempre felici di noi
io mi aggrappo a lui come a un fratello amico amante
siamo belli
le nostre email trasudano felicità
parliamo di consonanti fricative, palatali, accomunati da stessi esami di linguistica

poi un giorno mi scrive
sms
ho rivisto la mia ex. torno con lei. non cercarmi più.
rimango in silenzio 2 giorni
lui non mi cerca
poi lo chiamo
e urlo urlo urlo la mia rabbia
cazzo
siamo amici o no?
perchè mi cancelli perchè?
io ti voglio bene
io ti necessito come amico
io non ti voglio rubare a lei
lo capisci?
voglio solo le nostre chiacchierate
l’ironia
l’amicizia
ma lui dice no
lasciami in pace con lei
e cambia sim
cambia email
non risponde
lo cerco ovunque
a casa dei suoi
a casa sua
dai suoi amici
niente.
scompare
non mi vuole più.

così per tanto, tanto tempo.
io divento ancora più grande,
vado in india
viaggio
cresco
un giorno un sms
inviato da internet, senza numero
“ho saputo del tuo incidente
mi spiace
e ti ho seguito in quello che hai fatto in india
ti stimo
ti penso e mi manchi
sono certo che le nostre strade torneranno ad incrociarsi
fino ad allora ti abbraccio forte
tvb. fa”
ho avuto paura di essere seguita
pedinata
che lui fosse pazzo.
poi mi è passata.

e poi un giorno
google
la tecnologia è sempre con noi
scrivo il suo nome
il suo cognome
lo facevo spesso
e non c’era mai nulla
invece quella volta
nome+cognome
esce un sito
lo apro
pagina nera
scritta bianca
un orologio digitale
e la scritta
you should not be here
e un indirizzo email
gli scrivo
una riga
due forse
mi risponde
mi dice
che forse un giorno potremo ancora parlarci
chi lo sa
che mi vuole bene
ma io sono sempre stata una meravigliosa tempesta
ma gli ho sempre devastato la vita
lui vuole stare al sicuro
sulla sua barca
e per questo mi chiude fuori.

Poi gli scrivo
mi vuoi sposare?
mi risponde stamane
“Un tempo non ti avrei nemmeno risposto e sarei venuto di corsa a sposarti, lo sai.
Poi c’è stato un tempo in cui non ti avrei nemmeno risposto e sai anche questo.
Oggi ti rispondo, sorridendo, memore della tua imprevedibilità, dicendoti che sono un uomo felice e innamoratissimo della propria compagna nonostante tutte le difficoltà e che non potrei mai ferirla nemmeno per far felice una vecchissima amica.”

ancora non capisce, ancora
che non è il posto della sua compagna che io reclamo
ma è il mio posto da amica.
ma forse non ci sarà mai il modo di spiegarci.
e di dirgli che è stato l’amico più amico che mai ho avuto
e che
nonostante
tutto
-e questo tutto è davvero tanto-
lui è la persona a cui avrei voluto raccontantare ogni mio istante di vita.
e che mi dispiace terribilmente, dolorosamente,
che lui mi abbia cacciato
che se sono tempesta
non è colpa mia
non volevo
non voglio ferire
non voglio fare male
non voglio allontanare
non voglio finisca così
semplicemente
voglio un lieto fine
un colpo di scena
suspance
e il pubblico che rimane zitto
e poi un
oooooooh
stupefatto
finale


CAMMINARE

22 Agosto 2009

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18 giorni di cammino.
E sudore e fatica e dolore.
E lacrime di stanchezza e crampi e ginocchia triturate da troppa discesa.
E sorrisi, visi, chilometri, paesi, cicogne, voci, idiomi e nazionalità.
Albergue, letti a castello, menù del dìa e colazioni a cafè con leche.
Lo zaino svuotato di cose e riempito di paesaggi, Buen Camino ripetuto 1000 volte al giorno, la pelle morta delle vesciche.
I respiri ritmati in salita, il rumore dei bastoni sull’asfalto, le case di fango e le chiese di pietra.
Le frecce gialle, le pesche regalate, il pane e formaggio condiviso, l’acqua fresca, le lentejas…
I sogni alle 22, la sveglia ore 5.
Camminare nel buio, con la frontale e un amico al lato.
Camminare in silenzio, camminare ridendo e raccontandosi.
Partire sola e non sentirmi sola mai.

Il miglior regalo di compleanno che mi sia mai capitato, un 9 agosto sveglia presto per camminare sola, almeno oggi, almeno il giorno del mio 25esimo compleanno, e incontrare un meraviglioso compagno di viaggio, seduto su un masso a fasciarsi un ginocchio che implorava riposo
tutto bene?
si, grazie

e abbiamo proseguito insieme per 10 giorni.

465 km calpestati, da Saint Jean Pied de Port e Leòn, poco oltre la metà del Cammino.
Prossima destinazione, Santiago.
Che bisogna terminarlo, questo percorso, non c’è scelta.


ANDARE

30 Luglio 2009

Ho chiuso la porta stamattina e ho lasciato in casa:
una coinquilina
2 gatti
un ventilatore
un letto sfatto
una camera chiusa
e buia
(la mia)
un balcone
una pianta grassa
(Emma)
e una pianta di basilico
(morrà?)
dei vestiti da lavare
alcuni da stirare
i piatti nel lavello
e varie cose che sicuramente ricorderò solo in viaggio
e dirò
cazzomerda
ho dimenticato questo e quello e quell’altro!

Ho abbracciato la mia coinquilina, vestita solo del pigiama minimale quasi perizomato e di occhi stanchi e non struccati, le ho detto
buona estate sara
goditi la tua terra d’isola,
non rovinarla con il passato e il futuro
pensa solo al presente, all’ora, che di tempo ce ne sarà per ricordare e recriminare e progettare

mi ha detto
divertiti
ho accarezzato i due gatti che facevano la lotta
mi son presa la mia dose quotidiana di graffi felini,
ho messo in spalla lo zaino,
e preso in mano la borsa
(ogni cosa al suo posto, ogni cosa alla sua destinazione).

Oggi lavoro
o meglio
come si vede
cazzeggio dal lavoro.
Dopo prenderò un treno, destinazione
Paesello
Mamma
Papà
Brother
Martinoilgattogay
Amici
Parafrasando la Destinazione: venerdì di relax, libri da leggere, divano e minimo3colazioni, sogni nel letto a una piazza che non ci stanno tutti e strabordano nel mattino, passeggiata con granita allo yogurt e un camminare dove tutti ti conoscono.

Sabato ore 14 si parte.
Bye bye baby,
have a good journey,
have a good time.
Sperem.


. ?

28 Luglio 2009

Ho una risposta che continua a battermi il cervello.
Lei ci prova, ci prova a farmi uscire la domanda.

Fattela quella domanda, cazzo, fattela, che la risposta già ce l’hai.

Ma ci vuol coraggio, a farsi domande dalle risposte così nette nel cuore.
Bisogna avere palle fegato peli sullo stomaco. Bisogna essere forti.
Che se hai la risposta e ti fai la domanda poi la coerenza è (quasi) un obbligo.

Che lo struzzo, con la sua testa sotto la sabbia, l’ho sempre saputo fare solo a metà.
Un occhio insabbiato, un occhio aperto a guardarsi attorno.

E finchè la risposta c’è, e batte al cervello, tu lasciala battere.
E fatti la domanda, fattela, quando sai che poi riuscirai potrai vorrai tirare su la testolina da struzzo dalla sabbia, e correre per un po’ sbattendo le ali, anche se sai che volare non puoi, sei solo uno struzzo, un uccello venuto male, un volatile in potenza, un bipede con troppe piume e ambizioni e paure e risposte.

Tieniti la risposta, stretta, tienitela che continui a batterti il cervello, che ti faccia male, che ti faccia sanguinare. Che le risposte son merce rara e preziosa, che le domande son sempre troppe e ridondanti, tieniti la tua risposta a fianco, tienila per mano, portala in tasca. E poi quando ne avrai la forza, che so che la forza è necessaria per una domanda tanto difficile, allora quel punto di domanda uscirà da solo, andrà incontro al tuo puntoeacapo, alle decisioni, alle difficili scelte già decise, già viste, immaginate, sognate e toccate nei sogni.
Portala tatuata addosso, la tua risposta, che quando sarà il momento tu non ci debba pensare troppo sopra, e possa pensare, era da un po’ che aspettavo di chiedermelo.


POST INUTILE PARTE SECONDA (ALCUNI SMS NEL MIO CELLULARE ANTIMEDIOEVALE)

15 Luglio 2009

- Baciare gli occhi come dicono gli aereosmith? Certo. Questa ragazza si sta innamorando… 13/7/09 ALE
-Ultimi pensieri del giorno…beh…sto bene. viverti e vivere la realtà di bologna, anche se per poco, mi ha scantato dalla realtà in cui vivo io. ritrovarti mi ha dato quell’entusiasmo di cui tu sei fatta. Mi sento al pari con il mondo. Grazie. tvb. 12/7/09 SILVI
-ah si innamorarsi di me è così facile? Beh, nel caso non stare a trattenerti. 12/7/09 ALE
-Vegni anca mì! 27/6/09 PAPA’
-Sono proprio contento per oggi. E’ stato tutto troppo bello. 6/6/09 RIBELLEGENTILEETATUATO
-Perchè dovresti? sei tu… 5/6/09 RIBELLEGENTILEETATUATO
-Cara Cesca, ci manchi uno sproposito! 22/5/09 AGO
-Ciao Spusa, un bacione che ti tenga compagnia con lo scarafaggio del rusco! 19/5/09 MELSPUSA
-Ha il pisello! 5/5/09 NENA
-Io non so perchè ma ho deciso di coltivarli. w i peli!! 6/4/09 FEDE
-Anche per me… 1/4/09 VANE
-E’ mattina. E cosa si fa di mattina? Colazione, brava. E quindi il caffè. e sai com’era il caffè che ho fatto stamattina? Leggerino, ma, ovviamente, mondiale! buongiorno!29/3/09 RIC
-E ho ancora la forza di chiedere anche scusa e di incazzarmi ancora con la coscienza offesa, e dirvi che comunque la mia parte ve la posso garantire… baci. 27/3/09 DA
-Ciao fola, sto andando in università a lezione e ho nostalgia di te. 23/3/09 CUGIA
-Mannaggia a Dirty Dancing e a tutti i film simili!Sono loro che ci hanno rovinate! Bacio. 26/2/09 ALESS
-It’s maybelline new york! 15/2/09 ALESS
-Ti amo quando sei così romantica! ;) 7/1/09 BLUEEYES
- Sei il mio lexotan! 24/12/09 SILVI
-Yes we can! 5/11/08 PIFFETTA
- Con tutto il bene che ti voglio farti gli auguri è quasi inutile. 31/12/07LUILOSTRONZO


RITENTA SARAI + FORTUNATO. O NO?

9 Luglio 2009

Ho un biglietto di sola andata.
Destinazione Saint Jean Pied de Port.
Poi si continua camminando, zaino in spalla, fino a che tempo, forze, vesciche lo permettono. Partenza 1 agosto da Piacenza. Tempo a disposizione 20 giorni.
Ho bisogno di tempo di silenzio di spazio di solitudine.
Ho bisogno di riprendere il mio ritmo e il mio respiro.
Di ascoltarmi, ok? Parlarmi chiamarmi per nome dirmi tutto quel che sento nei miei confronti. Che mi amo, e che odio anche un po’.
Come in qualsiasi storia passionale.

Per tre settimane accantonare gli amici le convivenze gli ex i colleghi il lavoro la bicicletta il traffico il telefono il computer i libri l’università gli amanti i gatti gli amici l’arrampicata le cene il lavoro i capi il calendario.
Per tre settimane dire Piacere, Francesca. Sono qua per camminare.
Solo per camminare, senza secondi fini.
Dove vai?
Boh.
Per quanto cammini?
Boh.
Perchè cammini?
Boh.

Sono giorni belli, bellissimi e brutti e strani e pienissimi e vuoti e le lenzuola a righe gialle e grigie arrotolate in fondo a questo letto dove scrivo ancora con i jeans. Non so.

Vorrei dirvi e raccontarvi e indignarmi e cantarvi e fotografarvi la mia vita. Ma non ho tempo quasi neppure per viverla è un casino un caos non ho tempo non voglio averne forse dovrei fermarmi e respirare ma per farlo aspetterò il 1 agosto. Treno Piacenza-Nizza, Nizza-Bayonne, Bayonne-Saint Jean Pied de Port.
Y luego andando, hasta que tenga ganas.