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NON E’ VERO NON LAVORO.

19 novembre 2011

Sono andata due sere a lavorare in pizzeria. Poi basta, non mi hanno più chiamata. Ho chiesto notizie e spiegazioni, ma la proprietaria si è negata. Vaffanculo. Ma non importa. Data la grande e irrefrenabile voglia che ho di lavorare, non ho ancora cercato altro, anche se il pensiero SOLDI mi mette un po’ d’ansia. Quando me ne metterà un po’ più di un po’, cercherò un lavoro, ne sono certa.

Finisce un tirocinio, iniziano le lezioni, Shirley si rilaurea, io ho mal di testa ma nonostante questo aggiusto il mio computer come una perfetta IT-expert, cucino minestroni squisiti e mi dedico a lettura studio pulizie e pensieri.
Mi mancano i miei amici del Paesello, ma non ci torno mai. Dovrei. Ma il viaggio costa 30 euro.
Vorrei imparare tutta farmacologia solo appoggiando la testa sul libro, ma mi pare improbabile che funzioni.

Vado a fare la spesa. Addio.

8 commenti Lascia un →
  1. Silvia permalink
    19 novembre 2011 17:56

    Io invece non voglio tornare mai al paesello. Ma in città non ci posso vivere perché ho il lavoro vicino al paesello. E non mi manca nessun amico nel paesello.

  2. 19 novembre 2011 20:32

    Dai dai dai… stringi i denti!
    Purtroppo per te posso confermare che nonostante per le l’osmosi non ha mai funzionato per preparare i miei esami. Eppure ho tenuto la testa poggiata sui libri per tanto tanto tempo, ma i miei esperimenti a riguardo non hanno mai portato risultati. Maledetto metodo scientifico che mi sbugiarda sempre >.<

  3. 20 novembre 2011 09:56

    “cucino minestroni squisiti e mi dedico a lettura studio pulizie e pensieri”: non è affatto male! Che si fotta la pizzeria.
    LaStancaSylvie

  4. 21 novembre 2011 16:20

    Capisco lo spirito di indipendenza, capisco la volontà di farcela da sola… ma secondo me i tuoi 30 euri per il piacere di rivederti li investirebbero.
    E sarebbe unire il dilettevole all’utile: fine settimana senza spese per mangiare e consequente risparmio…
    tanto per dire

  5. 25 novembre 2011 10:08

    ma la proprietaria della pizzeria che si nega? ma che siamo, all’asilo? mi sembra di tornare ai tempi in cui per lavorare in un ambulatorio non pagata dovevo fare la centralinista. alla fine, non pagata. (e il capo si è negato, scomparso, puf)

  6. 9 dicembre 2011 23:04

    beh, almeno dicci che hai comprato. :-)

  7. 16 dicembre 2011 19:32

    Dai che ce la fai!!! Sono tornata qui dopo aver ritrovato un tuo vecchio commento nel mio blog… mi ero assentata e sono tornata e lavoro o meno ho trovato tanta energia nei tuoi post!!! ;)

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