Perchè a vent’ anni è tutto ancora intero, perchè a vent’ anni è tutto chi lo sa, a vent’anni si è stupidi davvero, quante balle si ha in testa a quell’ età…
Ordunqueordunque.
Ho il cuore in subbuglio.
La mente bloccata in stand-by su un fermo immagine in cui faccio una smorfia involontaria. Pessim(ism)o.
Il corpo tendente all’oversize.
Morirò dissanguata se questo ciclo mestruale non si calma un pochino. Vuoi del lexotan, corpo? No, perchè, continuiamo così e divento un cadavere. Il colore già ce l’ho, del cadavere. E così non ci sarà neppure bisogno del suicidio.
Sto cercando un/a coinquilino/a con cui sostituire la mia attuale e ancora per un mese coinquilina. Bel regalo di natale! Preferivo un babbo rampicante!
Massì.
Si fottesse il mondo.
(che poi è quello che fa)
sono a casa
the indiano in tazza colorata
sono giù, se ti fa strano sappi che invece è il mio substrato emozionale normale (sono incoerente, incostante, volubile, stupida), malinconia tristezza nostalgia di un non meglio precisato passato.
mi chiedo perchè con l’adolescenza non siano finite le domande esistenziali del
cosa facciamo qua
dove andiamo
e perchè
sarebbe molto più semplice non porsele
e invece
e invece me le pongo e vado in crisi.
mi sembra di vivere questa mia vita così, per inerzia, come una palla lasciata andare su una strada in falso piano, giù giù rotolare senza posa e senza scopo, senza dirigermi da nessuna parte se non andare giù.
perchè sono fondamentalmente realista
e la morte è li che ci attende
(non per essere drammatica)
(astenersi antimorte ad ogni costo)
ma è così
tutti vivono senza pensare che la vita finisce
sembra sempre si debba vivere per sempre,
rincorrendo i soldi e la tranquillità,
quale tranquillità poi mi chiedo,
la famiglia i figli la maternità
la paternità
come se un figlio desse senso a tutto
(astenersi genitori dagli occhi a cuore)
la carriera
la casa
il tempo indeterminato
sempre ad aspettare il week end, parentesi della vita finalmente da *vivere*
perchè la settimana è lì, tutta da lavorare, da guadagnare, da conquistare
perchè il pane, si sa, non lo regala nessuno
e mi chiedo
vedo solo io il nonsense che è intrinseco a tutto questo frenetico correre dietro al niente?
per cosa, mi chiedo, per cosa?
per vivere la pensione?
per vivere il week end?
per vivere le serate 20-22 in prima serata tra piatti da lavare e lavatrici da stendere?
per vivere tra persone che non sono interessate a te, al tuo sorriso, al tuo cuore?
per vivere in una casa cara come il fuoco e sempre vuota?
per spendere in sciocchezze perchè il cuore è freddo?
e poi morire.
(perchè di questo è fatto l’uomo, di vita e di nonvita)
perchè è così.
perchè se io oggi scoprissi di avere un tumore non avrei paura di morire, credo proprio di no, sarei solo incazzata
incazzata nera
di aver perso tanto tempo.
e non vedo via d’uscita.
se non quella di mettere in conto una vecchiaia da barbona, che non sarebbe poi così male a pensarci
e dire a questa società di merda, che ci toglie la libertà di vivere, che ci incastra in meccanismi alienanti senza fine, che ci convince che una trombata ogni tanto, una relazione, un figlio, la carriera siano le cose che danno senso alla vita
ci convincono che comprare il divano
la moto
la cucina
il vestito
dia senso alle nostre giornate
quando le nostre giornate
almeno così la penso io
hanno senso con il tempo per guardare il vicino di banco
di autobus
di scambiare due parole
di guardarsi dentro
di piangere
di ridere
di urlare
di correre
di nuotare
di conoscere
mi sento così sola in tutto questo
nel voler che la mia vita non sia così, mentre lo è.
lo è e mi fa vomitare
e ci sono dentro
dentro fino al collo
oggi ho lavorato tutto il giorno su budget di marketing
per far quadrare i conti
capisci?
lavoro su qualcosa che aborro
e quello che vorrei è
cantare canzoni
e disegnare arcobaleni
voglio vivere in un posto dove la gente sorrida
dove l’importante non sia il fatturato
voglio vivere e esserne orgogliosa
non voglio aspettare il week end per sentirmi viva
non so
mi sembra di star buttando via il mio tempo
e questo è imperdonabile
e poi rileggo questa email e capisco che sono un’idiota
ci son tante cose belle
mi dico
e non so se è più giusto accontentarsi delle cose belle e andare avanti
o invece no
dire io non ci sto più
oggi per la prima volta nella vita
ho pensato che il suicidio non è poi così male
quando la vita è vissuta
come un automa
e questo non è una premonizione o un avvertimento
io solo capisco chi lo fa
e capisco che non è poi questo gran peccato capitale
che ognuno abbia la possibilità di decidere che non vuole vivere
scusa lo sfogo
questo per dire che non sono affatto sempre sorridente e forte
ti voglio bene
e so che capisci
dicessi queste cose a mille altre persone mi prenderebbero per pazza
f.
Che i commenti, se ci saranno, li conosco già.
Che lo so che
e anche che
e pure che
Certo, sono certa anche di questo
e di quest’altro
Niente frasi fatte.
Mi sveglio e vado in bagno, mi spoglio, rimango con i pantaloni della tuta, nuda dalla vita in su, mi lavo il viso. Mi guardo, appena sveglia sembro quasi giustamente magra.
Se trattengo un po’ il respiro la pancia non fuoriesce dai limiti definiti della bellezza.
Mi guardo i fianchi un po’ pieni, ma piacevoli, belle tette, vamolà, poi mi giro e se mi piego di lato sul lato della schiena si crea una bruttissima piega di cicciosità.
Insomma, ore 7 di mattina, mi piaccio persino, nonostante le caccole della notte, il capello sconvolto e la voce da catacomba.
Poi mi sposto in cucina, tazza di latte e caffè, 4 fette di pane tostato con marmellata di fragole.
Già meno magra.
Vado al bar, cappuccio.
Vado al lavoro. Lavoro. Tutto sommato son ancora magrina. Oddio usare la parola magra su di me fa venir da ridere, ma tant’è, mi sento yeah.
Ore 10 la fame incombe. Lo stomaco ruggisce.
Mela.
Ore 11 lo stomaco ruggisce ruttando mela. Ok, biscottini cioccolatosi.
Pranzo. Pasta al ragù, patate, polpettine con sughetto polpettoso, pane, un po’ di maionese, mandarini che la vitamina C fa bene e tiene lontano il raffreddore.
Post pranzo. Bar. Cioccolato e caffè macchiato.
Torno al lavoro e mi sento un po’ appesantita.
Vestita, tutto sommato, non si vede che i jeans stringono.
Poi torno a casa. Uno spuntino dolce e poi studio e poi cena.
Insomma.
A volte la sera mi guardo allo specchio.
Non son più carina come la mattina.
Sono stanca. Ho le occhiaie. E ho appena mangiato una pizza margherita ed è lì tutta intera a farmi vedere che se andassi più spesso in palestra, se eliminassi i carboidrati, se evitassi il cioccolato, se se se, sarei magra e figherrima e intelligentissima e e e e.
E penso che un sacco di ragazze, e di ragazzi, stanno davvero male per il proprio peso, per le proprie braccia e gambe troppo curve, per le ossa che non si vedono abbastanza.
E poi penso alle montagne.
Si, alle montagne. Alle montagne, direte voi – Cosa c’entra?
Le montagne sono così vecchie, c’erano tanti anni prima di noi, e rimarranno lì anche dopo.
E penso al tempo. E penso al tempo delle montagne e al nostro tempo.
E allora tutto prende quella relatività che spesso manca.
Siamo farfalle che sbattono due volte le ali e muoiono. Sullo sfondo dolomiti imperiture. E noi lì, colorate di mille colori, un secondo e non ci siamo più.
E penso che non c’è tempo per preoccuparsi di 10 kg in più.
E direte certo però, nessun però, invece. La vita è una sola, tremendamente breve. E non si può stare dietro alla dieta, o alla cellulite o alle smagliature.
Sarebbe stupido, no?
(che poi M. sta morendo, non scrive più nemmeno le email, io le scrivo e le racconto, ma lei non ce la fa più a rispondere, e M. prima del tumore era bella in carne, con quelle curve mozzafiato da donna che ama la vita, seni pieni, fianchi larghi, il sorriso di chi ha il mondo in mano. E allora mi chiedo vale la pena preoccuparsi per la dieta, vale la pena guardare l’ago della bilancia, che poi arriva un qualsiasi imprevisto e ci porta via? non è forse meglio provare ad essere felici il più possibile, amare e volere bene e dire cose belle e non essere invidiosi e amare se stessi e coccolarsi e strafogarsi di cioccolato?
Non potremmo provare -almeno provare- a vivere? Abbiamo due battiti d’ali, poi torniamo polvere.
Che tanto poi nella tomba, tutti ossa saremo)
(si, ma io ho l’ossatura grande)
Parlo con un ragazzo (new entry nel mio cuor, ma siccome ultimamente il mio cuore assomiglia sempre più ad una porta girevole, vi consiglio di non affezionarvi al momentaneo fortunato, amici Bloggersss) e dico, sai domani pranzo con amiche norditaliane, ah si di dove?, beh, torino vicinotorino modena bologna, sai ci siamo conosciute sui nostri rispettivi blogS, ah si? hai un blog? mmm, si, ah, interessante mi dai l’indirizzo? ehm. direi di no, sai com’è, è anonimo, o quasi, preferisco mantenere separate le due sfere virtuallife e reallife, mi dice, perchè? beh, perchè se tu leggessi il mio blog poi sarebbe un casino riacquistare una certa dignità ai tuoi occhi, conosceresti immediatamente tutta la parte buia di me, tutte le paranoie, le tristezze, le debolezze, le lamentele, non credo sia quello che voglio, insomma, fottermi così immediatamente con le mie stesse mani, sarebbe sciocco no?, dovrei poi cercare di essere 10 volte più brillante di quel che sono già (!) con te per farmi guardare con occhi minimamente interessati.
Ecco, punto. Il blog.
Cos’è questo blog oramai?
Ogni tanto dò uno sguardo agli ultimi post. Lamentele, tristezze, solitudini, sguardi tristi.
Son mica così, eh.
Vorrei specificarlo.
So anche sorridere e ridere.
So anche essere ironica.
Non si direbbe eh?
Ed invece.
That’s why a (quasi) nessuno dei miei amici IRL (ho scoperto questo acronimo da nerd: in real life) ho rivelato questa URL (!).
Teniamo separato il muro del pianto dalla mia pienissima e allegrissima (ehm) vitaccia fatta di miiiiiiiille piccole cosine carine che qua spesso non scrivo.
Amo il mio blogghino a volte dimenticato, è pur sempre il luogo in cui da più di tre anni scrivo quando ne ho bisogno, una sorta di confessore laico che non mi dà avemarie per espiare le colpe. Non ne farei a meno. Ma questa non sono io, è solo una parte di me.
. ho scoperto che le VIVIDENT CUBE sono fantastiche. sanno di brooklin (quelle lunghe e bianche), che erano le cicche che sciancicava il mio primo moroso alle medie, mio primo bacio cum linguam, per cui mi piacciono assaissimo e mi fanno fare un salto indietro nel tempo che mi sento molto 11enne innamorata. inoltre si riescono a fare le bolle di cicca, ho passato la mia giornata lavorativa a masticare in modo rude et rumososo e far scoppiare enormi palloni di chewingum. Maraviglia delle meraviglie.
. ho passato un bel week end in giro per Bologna con un’amica del Paesello, a raccontare parlare analizzare ridere. Nice. Che si legge nais. E che significa: bello! Fondamentalmente da questo 2giorni di speteguless intenso si è concluso che: gli uomini sono stronzi, non capiscono, non hanno le palle, noi siamo sotto. Ma sotto sotto. Ma sotto sotto sotto. Ovviamente l’analisi prosegue sulle reti private delle email, non si può evitare di dare fondo ai nostri pensieri autodistruttivi.
. sto leggendo un botto di libri, uno dopo l’altro. Sto fagocitando libri, più che altro. Il fatto che gli ultimi tre siano splatter volgari sporchi e tremendamente squallidi, dà un tocco da scaricatorediporto al mio linguaggio. Merdacazzosborrafiga. Ecco. Impennate le visite al blog, dopo questo espluà da colleggiale illibata.
Leggo leggo leggo. E a volte penso che non incontrerò mai l’uomo della mia vita se cammino leggendo e sto in autobus leggendo e se sono in un locale sto leggendo e ogni secondo di solitudine io lo passo leggendo. Lo sapevo che leggere non fa bene.
. litigo da 2 mesi con infostrada enel hera tutti insieme appassionatamente. Odio la burocrazia. Odio le bollette. LE ODIO. Odio tutto. Ieri ho pagato l’affitto. Mi ha chiamato l’AVIS per chiedermi se volevo del sangue. Ho chiesto anche un rene, data la situazione.
. adoro questa canzone, ma ancora di più il video: quanto si divertono??
. ora vado agli allenamenti.
pantaloni lunghi che vorrei evitare di sembrare l’unico uomo in campo, dato che ehm l’estetista è in ferie…ehm…regge come scusa? no? ehm…
mercoledì comincia il campionato, trallallerotrallallò, faremo ridere anche i polli dei pollai della campagna bolognese, ma tant’è, al peggio non c’è limite, e se volete divertirvi fatemi sapere che vi dò l’indirizzo della palestra.
. vi saluto vi sbaciucchio tutti spiaccicandovi chewingum in faccia e vi auguro una bella seratina dolscuedolscue. Cioè il contrario della mia.
Sale grosso, 2 kg
Cachi, 3
Insalata, 1
Latte, 1 litro fresco, 2 a lunga
Uova, 4
Ciobar
Marmellata di fragole, 1
Pane, 1
Pane per toast, 2 pacchi
Assorbenti
Deodorante Borotalcoaltolàalsudore
Ho fatto la spesa.
Mi sto disintossicando da FB, ero arrivata a livello di saturazione. Ancora un po’ e avrei vomitato. In cambio ho scoperto questo nuovo meraviglioso sito, www.anobii.com, che qualcuno di voi già conosce. Beh, un nuovo social network in cui cazzeggiare e scrivere e curiosare. Mi son data alle recensioni furiose.
Quindi forse non posso parlare propriamente di disintossicazione, ma solo di cambio di droga, il che è una pessima notizia.
Inoltre sto tornando a scrivere su questo mioblogghino a lungo trascurato, ritorno al particolarismo, alla privacy, ai luoghi conosciuti fatti di poco rumore, battute tra amici, un caminetto acceso e una cioccolata calda (che se no che senso ha la ciobar nella lista della spesa?).
Sono piena di parole.
Che leggo, divoro, fagocito.
Che scrivo, penso.
Ho le parole che mi escono dal naso, dagli occhi, dalle mani, dalle orecchie.
Viaggio giornalmente con una biro in mano, scarabocchio e scrivo e sottolineo e con le linee storte del 13 che mi fa sobbalzare
metto punti esclamativi
rimandi a pensieri
a libri
a ricordi
metto stelline dove voglio tornare
faccine sorridenti
Cazzo
è già novembre
penso
e avrei tante di quelle cose da fare
tante di quelle cose a cui pensare
tante di quelle telefonate
tante di quelle email
Tra un mese mi scade il contratto per l’(n)sima volta
più di due anni che lavoro alla stessa scrivania
mi hanno tolto ogni entusiasmo
ogni sorriso
ogni voglia
ogni gentilezza
sono riusciti a farmi odiare i lunedì mattina
il badge
le telefonate
sono riusciti a farmi odiare il mio lavoro, cazzo,
ho 25 anni e odio il mio lavoro
sono riusciti a farmi fare il conto alla rovescia all’uscita
sono riusciti a farmi quasi sperare che no
non me lo rinnovino il contratto
sono così stanca di essere trattata male
sono così stanca di essere perennemente sotto pressione
sempre in prova
da più di due anni
e quasi spero che mi dicano
il suo lavoro con noi è terminato
avrei così la possibilità di rimettere tutto in gioco
perchè alle volte mi chiedo
cosa ci faccio io qua?
per quale fortuito gioco del caso io son qua?
perchè?
non è il lavoro che mi trattiene
non è l’università
non sono gli amici
non è nulla
ed è tutto
e poi mi chiedo dove andrei, dove potrei andare
OVUNQUE
quando ci penso mi si apre il cuore
e anche un vortice sotto i piedi, lo ammetto
tutto e ovunque
tutto quello che voglio
ovunque voglio
fatemi laureare, fatemi
e poi armi e bagagli
si, come l’ultima volta,
dicevo così anche 3 anni fa,
e poi zac
l’Amore
guarda dove sei, per colpa dell’Amore
l’Amore non ha mai colpa.
mi sento
piccola
inutile
sola
vuota
y quiero irme.
irme lejos.
no estoy feliz.
Maldito invierno.
Leone (23 luglio – 22 agosto)
Potresti essere tentato di trasformare la tua casa in un accogliente ventre materno ed esplorare i misteri del dolce far niente in pigiama. Francamente, non mi sembra una cattiva idea. Dopo i rischi che hai corso per tendere la mano agli altri, dopo la fatica che hai fatto per costruire ponti nella tormenta, dopo le schermaglie che hai affrontato nella guerra dei pettegolezzi, hai tutto il diritto di ritirarti e lasciare che la parte più casalinga di te ritrovi le sue vibrazioni. Perciò ti dico: fa tutto con grande tranquillità e coltiva il piacere profondo di occuparti di te stesso.
Pausa pranzo.
Bar sotto MegaCasaFarmaceutica.
Tv al plasma sintonizzata su MTV. Bevo il mio caffè macchiato e leggiucchio [Le intermittenze della morte, Saramago, NdM].
E…zac! Parte la canzone:
Merdamerdamerdamerda!
I miei 12 anni, scaraventati nella tazzina del caffè, sul pavimento, nei vestiti, i miei 12 anni nel bar, nei clienti, nei miei occhi, nella mia testa, ovunque.
C’è mancato poco che mi mettessi a piangere e andassi a raccattare i poster che avevo in camera allora, per appenderli in ufficio. Uaciubech uaciubach uaciubachfogod, iumiuaianderstooo…
Che poi a ben guardare il video erano proprio 5 pirla, ballavano come truzzi da discoteca età 16 anni (cit.) in discoteca la domenica pomeriggio.
Ma tant’è.
Io li amavo e un po’ li amo ancora.
Tutto questo per dire che:
VOGLIO TORNARE BAMBINA. Voglio tornare ad avere 12 anni.
Voglio tornare a vivere a casa con mamma papà fratello e martinoilgattogay.
Voglio non dover fare i conti a fine mese, cazzomerda, mi stanno dissanguando queste bollette, non dover pagar l’affitto, non dover fare la spesa per evitare di morire di fame.
Voglio licenziarmi e tornare a fare la studentessa a tempo pieno.
Oddiooddiooddio.
In tutto ciò, oltre al fatto che sto (invano) tentando di disintossicarmi da FB [ho pensato di chiuderlo, di cancellarmi. Però i suoi lati positivi li ha, oltre al fatto di tenere in contatto persone che altrimenti si allontanerebbero per mancanza di mezzi-tempi per rimanere in contatto, allo scambio di foto, all'organizzazione di eventi], sono alle prese con un periodo lavorativamente intenso (è fine anno e si contano i soldi)(io odio i numeri)(odio excel)(odio il mio lavoro), starei timidamente cominciando la tesi (le ultime parole famose), sto rampegando con furore (ultimi week endS di bel tempo da sfruttare prima di affrontare il lungo inverno) e giochicchiando al giuoco della pallavolo quando non perdo le lenti e non sono troppo tossicitante.
Per il resto sopravvivo.
Dopo aver dato il benservito a circa 4 uomini in 3 mesi, e per niente carinamente (non capivano!!), ed averne uno in stand-by ma per cui in realtà non è che perda la testa, ovviamente,
PER LA LEGGE DI MURPHI
o forse
PER QUELLA DEL CONTRAPPASSO
l’unico essere maschile di MIO interesse, mi snobba in una maniera tanto vile che io mi sento un verme durante l’acquazzone, trascinato dalle acque in mezzo alla strada e schiacciato da un SUV.