Vorrei sparaflesciarmi nel cervello una bella vita intensa e piena di yeah e di bellaraga, con quella pistola di Men in Black che cancellava ogni visione di mostriciattoli et ufo et extraterrestri per farti tornare candido e puro come una tovaglia bianca lavata con Dixan.
Cancellare così con il semplice pigiare il grilletto
-Il mio lavoro
-L’affitto
-Le bollette et conti condominiali et adeguamenti all’ISTAT
-La polvere et il disordine et i muri bianchi
-I sorrisi falsi, le vocine gnegnegne false et ipocrite et odiose
-L’ignoranza che fiera si fa lustro della sua magnificenza nel pieno del mio viso che guarda stupito intellettual-oidi di sinistra sproloquiare di anarchia et colpi di stato citando stragi di tempi in cui non ero nata e facendo spallucce a lei, Ignoranza che impera sul mio viso
[Che cazzo, mica non le so ste cose, ma se tu mi piaci, intellettual-oide di sinistra sproloquiante di anarchia et colpi di stato, mi si chiude il canale neuroni-corde vocali e non spiccico una parola sensata, capisci?]
-E poi BANG! farei sparire le cacche di cane sui marciapiedi, che uno non può più camminare tranquillo con un libro in mano e gli occhi sulle pagine le parole le lettere che splash infila il piede fino alla caviglia in una ancora morbida fece di canino ammalato di influenza flatulente. Eccheccazzo. Non che mi sia capitato, eh, ma non riesco più a leggere camminando sotto i portici, passatempo preferito di tempi meno caccacanosi, che ora devo far lo slalom.
E poi BANG! Sparaflesciarmi via dalla mente:
-Mirta che sta morendo. Mirta che sta morendo. Mirta che sta morendo.
Metastasi. Metastasi. Metastasi.
Perché diciamocelo, diciamocelo pure con molta onestà e un po’ di ribrezzo: Ieri sera alle 2.30 quando ho controllato la posta prima di chiudere gli occhi sotto le coperte rosse, ho letto le sue righe. Le ho lette. E non le ho rilette. Che uno non rilegge mica volentieri le parole metastasi.fegato.polmoni.linfonodi.
Dice, ci penso domani mattina, caccia in gola il groppo, e si addormenta.
E diciamocelo, che siam mica qua a raccontarci balle, che il primo pensiero ore 6.00 quando ti si aprono gli occhi non è Mirta sta morendo.metastasi.fegato.polmoni.linfonodi.
Bensì Ieri sera non mi ha baciato, perché non mi ha baciato? C’ho mal di testa.
Perché è tutto un controsenso, vedi.
Mirta sta morendo in Uruguay con metastasi un po’ ovunque, e ha 35 anni, cazzo, e la conosco, e eravamo insieme il 25 dicembre 2008 a parlare di politiche sudamericane e letteratura e linguistica e razze e tumori e vita e adesso sta morendo e io la prima cosa che penso ore 6.00 quando mi si aprono gli occhi è perché non mi hai baciato.
Ma cosa me ne frega?
Cioè, che cosa me ne frega è chiaro.
Ma è importante? E’ fondamentale? Ha una qualche recondita minima sciocca rilevanza nella mia vita?
La risposta è si.
Quindi BANG! Sparaflesciami via che Mirta sta morendo.
E che non mi hai baciata.
Tutto sullo stesso livello di importanza.
Sparaflesciami che son pessima.
Anche solo avere il coraggio di pensare a questi due concetti vicini dovrebbe far vomitare, no? BANG! Sparaflesccc.
Che tanto siam superficiali come polvere appoggiata su una mensola.
Chisseneimportamichiedochissene.
E poi sto ancora qua a chiedermi lo chiamoononlochiamo gliscrivoonongliscrivo smsononsms, saròammorbanteono, loannoieròono, MACHISSENEFOTTE.
Facciamo l’amore?
Metto un fiore blu all’occhiello, così capisci e prendiamo in giro la Morte, ci stai?



