Ho fatto la spesa.
Comprare tutto dimezzato. Un panino invece di due. Due mozzarelle invece di quattro.
Uno yogurt greco con noci e miele invece di due. Un litro di latte invece di tre (BlueEyes è grande consumatore di latte).
Non ho comprato vino, nè birra. Che io son astemia, checchè voi non ci crediate.
Non ho comprato carne, che posso anche evitare se sono da sola.
Fare la spesa è stato oltremodo triste.
Stare qua da sola è pesante.
E’ pesante ricominciare da sola. Avere me come appoggio. E dormire di traverso nel letto matrimoniale.
E so che ci vorrà tempo, per ricostruirsi forti e ricominciare senza momenti di lacrime sconforto e solitudine.
Che questa solitudine è bella e triste allo stesso tempo.
Che l’aria d’estate è profumata di piante e fiori, e lo stesso profumo un anno fa lo annusavamo in due, adesso son da sola.
Quello che voglio dire, che cerco di dirmi, che mi spiego e cerco di capire, è che non sto male, semplicemente è tutto diverso e che con il tempo di sicuro ne uscirò ancora più forte.
E che sentirmi dire, da amiche che non vedo da troppo, “ti vedo proprio bene” è solo una delle facce della medaglia, perchè due giorni dopo, un’altra amica, e un’altra ancora mi hanno chiesto “sei arrabbiata? sei triste? tutto ok, sicura?”
Sono le due facce della medaglia, sto bene e sto male, sorrido e piango, sono forte e fragile, felice e triste.
Oggi sono a casa dal lavoro.
Domani ho un esame. Preparato a tempo record di circa 10 ore totali (a voler essere generosi). Speriamo in un santo in cui non credo, che mi protegga con una mano benevola, domattina ore 9.00 aula B del dipartimento.
Mi aspetta un week end lunghissimo di arrampicate e sforzi fisici. Che quando cerco di tirarmi su sulle vie ogni pensiero fugge via, sono solo io la corda il grigrì e il compagno che dal basso mi assicura. Unico dubbio: il nodo è fatto bene?