1 ANNO E 3 GIORNI
Lunedì 4 BlueEyes trasloca.
Il 1 maggio 2008 entravamo insieme ad abitare questa casa.
Rapido sgretolamento di vita comune. Un anno e tre giorni di convivenza.
E mi chiedo passando davanti al Nettuno in autobus
cosa ci faccio qua?
ora che non c’è più il motivo per cui mi sono trasferita a Bologna, devo rimanere?
e se si perchè?
Mi chiedo tutte queste forze investite, che ora mi crollano addosso tutte insieme sul petto e lo sgretolano, le avrò ancora per investire in altro?
Perchè non riesco a piangere?
Perchè non riesco a stare mai tranquilla, perchè non riesco a farmi andare bene le cose, a vivere serenamente?
Perchè quando le cose sembrano funzionare le complico?
Perchè ascolto così tanto il cuore?
Non sarebbe più facile tapparsi le orecchie e andare avanti?
Non mi piace proprio vivere tranquilla?
Servono investimenti per la ricostruzione. Di cuore fiducia desideri e vita.
Che ora non capisco più se sto camminando in salita o in discesa: per terra è tutta neve e attorno a me solo nebbia.
Quando arriva il sole?
1 Maggio 2009 at 19:48
“Perchè ascolto così tanto il cuore?
Non sarebbe più facile tapparsi le orecchie e andare avanti?
Non mi piace proprio vivere tranquilla?”
Ascoltare il cuore e vivere tranquilli non sempre possono essere conciliabili. Te lo dice una che spesso vorrebbe mettere a tacere quella vocina. Qualcuno dice che pensiamo troppo, che vogliamo l’impossibile, che non siamo mai contente… Ma non credo sia così. Questa si chiama onestà. L’onesta e il coraggio di fare i conti con se stessi e gli altri.
Tapparsi le orecchie e andare avanti potrebbe essere più comodo.
Ma personalmente ho sempre temuto chi sa raccontarsi delle frottole.
Preferisco chi ha il coraggio di soffrire.
Baci e coraggio che somewhere over the rainbow c’è il sole…
3 Maggio 2009 at 14:58
succedono, i terremoti. e dopo si ricostruisce. da soli e con l’aiuto di chi vorrà.
e quello che sarà, sarà nuovo.
4 Maggio 2009 at 11:40
Per terra è tutta neve… ma sulla neve le tracce restano, e tu le tracce le hai lasciate, chiare, nette. E la nebbia si alzerà, e tornerà il sole, e guardando indietro vedrai che sorriderai vedendo le tue tracce sulla neve, e il disegno che avranno fatto sarà più bello se un po’ curvo, incerto e arzigogolato piuttosto che dritto, lineare e monotono.
Un abbraccio.
4 Maggio 2009 at 15:14
Non fosse per il sole, la nebbia non ci sarebbe.
Certezza minima, lo so, ma certezza.
Per il resto, ripeterei quanto scritto da aless.
Un abbraccio…
4 Maggio 2009 at 20:33
giornata di m…a immagino, tutto bene?
4 Maggio 2009 at 22:34
mantidù, vieni a parigi che scopriamo su un divano come il divario di età non serva ad attutire le frane del cuore.
(oh, cristo, sembro il paroliere di Neck!)