1 ANNO E 3 GIORNI

Lunedì 4 BlueEyes trasloca.
Il 1 maggio 2008 entravamo insieme ad abitare questa casa.
Rapido sgretolamento di vita comune. Un anno e tre giorni di convivenza.

E mi chiedo passando davanti al Nettuno in autobus
cosa ci faccio qua?
ora che non c’è più il motivo per cui mi sono trasferita a Bologna, devo rimanere?
e se si perchè?

Mi chiedo tutte queste forze investite, che ora mi crollano addosso tutte insieme sul petto e lo sgretolano, le avrò ancora per investire in altro?
Perchè non riesco a piangere?
Perchè non riesco a stare mai tranquilla, perchè non riesco a farmi andare bene le cose, a vivere serenamente?
Perchè quando le cose sembrano funzionare le complico?
Perchè ascolto così tanto il cuore?
Non sarebbe più facile tapparsi le orecchie e andare avanti?
Non mi piace proprio vivere tranquilla?

Servono investimenti per la ricostruzione. Di cuore fiducia desideri e vita.
Che ora non capisco più se sto camminando in salita o in discesa: per terra è tutta neve e attorno a me solo nebbia.
Quando arriva il sole?

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6 Comments on “1 ANNO E 3 GIORNI”

  1. aless Says:

    “Perchè ascolto così tanto il cuore?
    Non sarebbe più facile tapparsi le orecchie e andare avanti?
    Non mi piace proprio vivere tranquilla?”

    Ascoltare il cuore e vivere tranquilli non sempre possono essere conciliabili. Te lo dice una che spesso vorrebbe mettere a tacere quella vocina. Qualcuno dice che pensiamo troppo, che vogliamo l’impossibile, che non siamo mai contente… Ma non credo sia così. Questa si chiama onestà. L’onesta e il coraggio di fare i conti con se stessi e gli altri.
    Tapparsi le orecchie e andare avanti potrebbe essere più comodo.
    Ma personalmente ho sempre temuto chi sa raccontarsi delle frottole.
    Preferisco chi ha il coraggio di soffrire.
    Baci e coraggio che somewhere over the rainbow c’è il sole…

  2. baskerville Says:

    succedono, i terremoti. e dopo si ricostruisce. da soli e con l’aiuto di chi vorrà.
    e quello che sarà, sarà nuovo.

  3. manulea Says:

    Per terra è tutta neve… ma sulla neve le tracce restano, e tu le tracce le hai lasciate, chiare, nette. E la nebbia si alzerà, e tornerà il sole, e guardando indietro vedrai che sorriderai vedendo le tue tracce sulla neve, e il disegno che avranno fatto sarà più bello se un po’ curvo, incerto e arzigogolato piuttosto che dritto, lineare e monotono.
    Un abbraccio.

  4. ste965 Says:

    Non fosse per il sole, la nebbia non ci sarebbe.
    Certezza minima, lo so, ma certezza.
    Per il resto, ripeterei quanto scritto da aless.
    Un abbraccio…

  5. roberta Says:

    giornata di m…a immagino, tutto bene?

  6. rapida Says:

    mantidù, vieni a parigi che scopriamo su un divano come il divario di età non serva ad attutire le frane del cuore.

    (oh, cristo, sembro il paroliere di Neck!)


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