Archivio per Marzo, 2009

QUESTO POST E’ PER TE

31 Marzo 2009

In realtà tutto questo blog è per te.
Era il mio modo per renderti partecipe della mia vita.
Era il mio regalo per te che non volevi più farne parte.
Nasceva così.
E poi si è sviluppato, ha cambiato nome 4 volte, forse 5, ha cambiato sfondi, supporti tecnologici, amici.
E’ stato un bravo compagno di viaggio, un analista gratuito comprensivo e severo, un ottimo friend-scout, un angolino di mondo mio, in cui piangere e gioire.
Continua ad essere il libro nero, quello bianco e quello colorato.
Avrei voluto dire a te, lo sai, tutte le parole che ci sono scritte in queste pagine.

Ti dò le chiavi di questi miei tre anni, di tutto quello che non ti ho raccontato a voce, via email.
Sono sempre io.
E te lo dimostro:

NOSTALGIC MOOD

31 Marzo 2009

Da: mantidu’
A: Luce
Inviato: Lunedì 10 aprile 2006, 17:14:28
Oggetto: ricordi

Luce, Luce…
non riesco a finire di leggere il diario di Calcutta. Mi sono messa a sul divano e ho sfogliato tutti quei fogli, poi ho iniziato, pagina dopo pagina, a ripercorrere le emozioni, i visi, le giornate.
E ho intravisto la risposta alla domanda che ti facevo ieri pomeriggio “perchè là sorridevamo e qua no? perchè là era tutto più semplice? perchè là stavamo bene e qua troviamo così tante difficoltà?”.
Tra le righe trovo scritto: “torno a questa amata sporcizia, a quell’insopportabile, attraente rumore di gente.
Finalmente Calcutta. Finalmente il caldo insopportabile, i bimbi bellissimi, i corvi e la merda sulle strade. Di nuovo in questa città che opprime, che non lascia respirare, sempre mani tese chiedendo denaro-cibo-denaro.
Questa città così viva. Perchè tutto è vita a Calcutta, anche la povertà, la malattia, la morte.”

quanto mi manca.

UNA COSA ALLA VOLTA

24 Marzo 2009

E’ già fine marzo.
Da non credere.
E da avere anche un po’ di paura.
Il tempo mi sfugge dalle dita come fosse sabbia finissima.
Non riesco a trattenerne neppure un granello.
Troppi pensieri e sempre un sentore di ansia alla bocca dello stomaco.
La primavera che fa fiorire via Albini non è sufficiente a farmi sentire bene al 100%.
Si litiga per ogni cazzata e ci si intestardisce perché sembra che ormai ogni cosa dia sui nervi, anche se fatta con le migliori intenzioni.
Dov’è finito l’amore e le parole dolci e l’amore dei difetti?
Molte molte domande sgorgano spontanee dal mio cervellino bacato.
Per ora una sola risposta:
UNA COSA ALLA VOLTA.
Il fatto è che spesso mi sembra di non fare neppure quella, di cosa.

ORGOGLIO DI “MAMMA”

15 Marzo 2009

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Dopo insistenti miagolii durati circa due mesi, muso incollato alla finestra nel tentativo (vano) di commuoverci e di vincere mezz’ora di libertà fuori di casa, GattaPica ieri è uscita, per la prima volta, da sola.

Abbiamo aspettato che fosse sterilizzata, vaccinata (con richiamo) per malattie gattose, FIV e leucemia felina, e finalmente ieri, le abbiamo aperto la finestra. Vai, GattaPica, cerca di divertirti nel mondo.

E’ rimasta interdetta. Mi ha guardato “posso davvero?”.
Io e BlueEyes l’abbiamo guardata uscire con un po’ di apprensione, ci siamo chiesti “ritroverà la strada di casa? tornerà da noi?”

Dopo circa due ore ho sentito un miagolio, ed eccola saltarmi addosso sul divano, darmi due leccate e scappare di nuovo fuori.

oooooooooooooooooooooooooh, che emozione!
GattaPica ha imparato a tornare sul balcone, a ritrovare la strada di casa, e ci vuole ancora bene! (o aveva fame?)

Come due idioti che assistono a un piccolo miracolo, io e BlueEyes non conteniamo la gioia di vedere la piccola di casa, ormai adolescente, entrare e uscire dalla finestra lasciata aperta apposta per lei.
Ci affacciamo dal balcone, e la spiamo flirtare con il gattone nero dei vicini. Ah, la giovinezza!

Tutti felici ci rimettiamo a fare ciò che stavamo facendo (io stavo cazzeggiando, tant per cambier) con tanta dedizione.

Dopo un’oretta sento ancora che GattaPica ci chiama. Ma non c’è.
Sul balcone non c’è, in casa non c’è.
Il miagolio arriva da…dalla porta principale!
Apro e GattaPica entra come una saetta, attraversa la casa ed esce nuovamente dal balcone. In qualche modo è entrata nel condominio sfruttando qualche condomino ignaro di averle aperto la porta, e poi ha bussato miagolando finchè non le abbiamo aperto.
Che orgoglio gattoso.

E’ proprio intelligente. Si vede che ha preso tutto da me.
;)

METEREOPATIA

9 Marzo 2009

Amo il sole. E la primavera. E l’aria e il vento e i fiori.
Si torna a vivere un po’ sbottonati.
Manca solo Bolognina e poi si entra finalmente nella fase più bella dell’anno.

(oggi primo gelato di stagione)

TORNARE AL CAI

5 Marzo 2009

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Ho rinnovato la tessera del CAI, ho sostituito la foto della me a 8 anni con una foto di due mesi fa, ho cambiato stato: da socio giovane a socio ordinario.
Mi sono iscritta al corso di alpinismo del CAI di Bologna che inizia il 1 aprile prossimo.
Non vedo l’ora.

BREVE RITORNO A CASA

2 Marzo 2009

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foto di camera mia al Paesello, quando ancora era la mia dimora di ogni giorno.

 

Quanta aria che respiro al Paesello. Ho passato due giorni con il naso all’aria, un segugio drogato dell’odore di terra erba vita che c’è nell’aria di casa.
Mi sono ricaricata, decisamente.
Sto meglio. Sono le 20.15 e ancora non crollo dal sonno, aspetto con tranquillità, tra una pagina di un libro, una canzone e un pensiero, l’arrivo dell’ora per andare in palestra ad allenarmi. E’ passato un lunedì quasi indenne, e non mi spaventa la settimana che ho di fronte.
Ho persino ripreso a studiare. Cosa non del tutto scontata.
Ho incontrato tante persone che non vedevo da troppo.
Sono andata a trovare le mocciosette che allenavo fino a due anni fa, non mi aspettavano e un 30 secondi mi sono trovata 10 braccia a stringermi. E poi gli sms: “sono contenta che sei passata, coach, torna più spesso” “quando torni al Paesello per sempre?”
Ho rivisto il Fotografo, ha perso 20 chili si è sistemato i denti e anche se soffre d’amore riesce a ridere come era da tanto che non lo vedevo fare. Sono stata a casa di mio zio, come sempre incantata davanti ai suoi scaffali straripanti di libri, a guardare sul divano (papà-mamma-Barbara-io e Ziulano) il documentario del 50enario della salita italiana al K2. Cinque persone piemontesi attorno ad un tavolo in provincia di Crema, a parlare in dialetto delle valli conosciute troppo bene.
Pranzo di domenica a casa, spiegare a mia madre come si mettono le note a piè di pagina, per la sua tesi.
Svegliare mio fratello con un bacio “è pronto in tavola” e sentire i suoi mugugni.
Abbracciare la mia amica e il piccolo esserino che si porta dentro, bere un caffè con le due amiche del liceo, aggiornarsi sui gossip, sulla vita l’amore il lavoro il futuro.

Camminare sola tra le vie del Paesello e annusare a pieni polmoni l’odore di terra umida, di primavera che torna, di casa che rimane casa.