PRIMA DI QUESTO LETTO

Tu sei pronto a tirarti indietro in ogni momento, mi lasci accelerare mentre tu freni. Così io mi brucio viva e tu hai la tua storia a basso rischio personale.*

Ho letto un libro.
L’ho letto tutto d’un fiato in 4 corse d’autobus e 200×4 metri che separano la fermata dall’entrata al lavoro, e i 20 metri che separano l’entrata dall’ascensore, e i due piani in verticale e i 5 metri che separano l’ascensore dalla porta del mio ufficio.
L’ho letto tutto d’un fiato spezzato in 4/4 e vi ho letto me stessa.
E lui.
Ho letto la nostra storia.
A più di due anni dalla fine della nostra storia ne ho letto i risvolti più intimi e dolci e dolorosi e emozionanti. Li ho letti in un libro che non ha niente a che vedere con me. Quanto siamo simili noi uomini.
Ho letto, e sottolineato, e appuntato. Con una biro azzurra e brillantinosa, ricordo dei bigliettini natalizi.
Ho letto e le ferite si sono messe a pulsare come se risalissero a ieri. Sono diventate rosserosse e hanno bruciato forte.

Il 18 gennaio saranno 2 anni esatti che non lo vedo.
O almeno, che lui non vede me.
Io l’ho intravisto l’estate scorsa. Io in macchina lui a piedi. Sono sfrecciata via senza darmi il tempo di provare il minimo movimento di stomaco.

Ho letto e il libro mi ha ricordato tantetroppe cose. Perchè racconta di noi.
Racconta della storia durata un anno e finita da più di due.
Racconta dell’abisso inesistente che possono essere 27 anni di differenza, quando lei ne ha 21 e lui 48. (nel libro 14 anni di differenza – REALTA’ batte FANTASIA 1-0)
Racconta di noi.
E del dolore e dell’amore e della paura (sua) e della fiducia (mia).
E dell’addio.
E dell’amore comunque.
E dell’amore nonostante.
E dell’amore e del sesso e della nostra “casa con giardino”.
E quelle stesse parole che nel libro dicono : “tu sei pronto a tirarti indietro in ogni momento, mi lasci accelerare mentre tu freni. così io mi brucio viva e tu hai la tua storia a basso rischio personale.” sono le stesse parole che ti dicevo io. le stesse. identiche.
E dopo un anno che ti dissi addio e tu mi dissi vedrai tornerai da me e io sorrisi a voce dolce e testa bassa
ho detto
“non hai mai rischiato nulla mentre io avrei rischiato la vita “
hai detto
“non mi hai permesso di cambiare idea. mi serviva solo tempo. avevo paura.”
ho detto
“di tempo non ce n’era più. un anno hai avuto per farmi impazzire d’amore e sofferenza e sesso e dolore. non c’era più tempo. era troppo tardi. stavo per morire d’amore e tu non lo capivi non lo volevi non mi volevi non sentivi nulla eri solo Luilostronzo, e se ti sei scoperto umano troppo tardi io non posso più giocare, il nostro tempo è finito e si è tramutato in zucca, la mezzanotte è scoccata da troppo e non puoi capire quanto mi sia dispiaciuto e non puoi capire tutta la sofferenza che è stata ma è troppo tardi”

E’ finita Amore mio, ti lascio andare*

E si torna alla vita.

* Prima di questo letto, Stefania Piloni


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