Archivio per Ottobre, 2008

EQUILIBRIO

27 Ottobre 2008

Più instabile del solito.

Quindi taccio.

I’M VERY HAPPY SO PLEASE HIT ME

22 Ottobre 2008

VIVERE

18 Ottobre 2008

Ci sono aspetti che mi piacciano di me stessa.
La capacità di stare malemalemalemale e piangerepiangerepiangerepiangere e pensare che mai possa riprendermi, e sapere che è il principio della fine di tutto.

E poi svegliarmi e pensare che invece sto bene. La crisi è passata. Ci sono ancora tutti i problemi di ieri, ma ho voglia di affrontarli, ho voglia di Futuro, ho voglia di Vita e di sentirmi VIVA. Voglio giocare. Voglio provarci. Voglio andare avanti.

Voglio laurearmi.
Voglio che le proposte di lavoro diventino fatti, voglio impegnarmi perchè lo diventino, voglio mettercela tutta per migliorare la mia posizione, e se a 40 anni mi guarderò indietro, ovunque io sia, possa essere orgogliosa degli sforzi che ho fatto per crescere, bene o male vadano a finire. Non voglio rinunciare per paura, scoramento, solitudine, impotenza.
Voglio imparare un’altra lingua.
Voglio fare un corso di alpinismo.
Voglio tornare a frequentare la montagna, mia amante giovanile.
Voglio tornare a suonare.
Voglio continuare a studiare sempre.

Voglio vivere.
E se due giorni interi di lacrime servono a darmi tutta questa forza, allora viva i problemi, le sfide, gli ostacoli e i bastoni fra le ruote.

QUANDO VA MALE

17 Ottobre 2008

Può andare peggio.

L’UNICO CHE PENSA A NOI QUA SONO IO.

16 Ottobre 2008

Poi ci sono i giorni come ieri, come oggi, che proprio proprio proprio non va.
No, non va.
E divento acida, e dico tutto quello che penso senza filtri, e questo ferisce.
Di primo mattino questo può ferire più di una pugnalata.
E come sono brava a pugnalare, quando sono stanca e stufa.

Mi sento dire che sono egoista. IO.
Egoista.
Io.
E questa cosa mi fa incazzare ancora di più perchè se penso a chi in questi due anni si è sacrificato in nome del Noi mi viene in mente solo una persona, IO.

E mi viene a dire che “era meglio se convivevi almeno per un anno con altri studenti, così ti abituavi a quell’idea” e me lo vieni a dire tu che per 8mesi8 ogni giorno hai insistito perchè andassimo a vivere insieme, che era la cosa che volevi di più. e quando io ho ceduto mi vieni a dire “era meglio se convivevi almeno per un anno con altri studenti”. Io mi incazzo.
Mille volte mi incazzo. Mille mille mille volte mi incazzo.
Perchè: 1-con la tua frase mi reputi solo una studentessa, come se le 8 ore che giornalmente passo in questo luogo ameno io le trascorressi a giocare a tresette, come se tu, uomo in carriera (e per questo impossibilitato a studiare) avessi molte più responsabilità stress impegni rispetta a me, studentessa con un lavoretto. 2-perchè mi rivolti la frittata come ti pare, prima era meglio convivere con te, adesso, perchè esigo qualcosa in più che la condivisione delle bollette, sarebbe stato meglio se mi fossi fatta una più lunga esperienza di convivenza-studentesca. 3-perchè mi dici che sono egoista io, perchè ti chiedo di passare più tempo insieme, dato che di 7 giorni alla settimana ci vediamo solo il sabato e la domenica, praticamente, perchè hai 3 allenamenti alla settimana, più le prove del gruppo, più l’amichetto di birra; per non contare i we in cui torniamo al Paesello, in cui io, scusa il mio egoismo smisurato, voglio vedere i miei amici, i quali, sempre per il mio egoismo smisurato, ho deciso di vedere solo 1 volta al mese per poter stare più tempo possibile con te, egoista che non sono altro.
E il tuo dirmi “ma io non ti ho obbligato a venire a Bologna” non giustifica proprio niente, ma mi fa ancora di più incazzare perchè allora non dovevamo proprio iniziarla questa storia, io non venivo a Bologna, me ne andavo dove intendevo andare e fanculo all’amore. Fanculo, è questo che dici. “io non ti ho obbligato a venire a Bologna” quindioranonromperesemenevoglioandare -dici implicitamente-.

MENO IMPLICITAMENTE DICO: VAFFANCULO.

E il tuo dirmi che se andrai a Milano o a Roma o all’estero a lavorare continuerai a pagare la tua quota d’affitto così “il week end lo passiamo insieme” a me oltre che da piangere scappa da ridere, ma tanto eh, perchè secondo te, io, se tu vai via da Bologna, rimango a Bologna?!? Perchè secondo te, se tu vai via da Bologna, io continuerei a vivere in questa casa lontana da tutti gli affetti che ho, lavorando in un posto che non mi soddisfa, con come unica distrazione lo studio per esami noiosi, per stare, ancora, il sabato e la domenica con te, sempre in questa casa in questa città? Mi viene da ridere, perchè non lo farei. E se dovessi arrivare a tanto credo che qualcuno dovrebbe spararmi.

E mi incazzo per la millesima volta pensando che in tutto questo, in cui tu cerchi lavoro ovunque tranne che vicino a me, in cui io ti appoggio nonostante il male che faccia, in cui io ti aiuti con il CV in inglese nonostante il vomito che sento, in cui tu hai anche il coraggio di dirmi “ti laurei e mi raggiungi” (tu mi dici questo, tu, come se la mia vita i miei sogni i miei desideri fossero solo stare con te, come un barboncino scodinzolante con il suo padrone, come se la mia vita i miei sogni i miei desideri valessero meno dei tuoi e quindi possano essere legati e relegati ai tuoi), dopo tutto questo mi sento dire

SEI EGOISTA, PENSI SOLO A TE STESSA E NON A NOI. L’UNICO CHE PENSA A NOI QUA SONO IO.

PRECARIETA’

14 Ottobre 2008

Ci sono cose che non riesco a dire. Sono bloccata. Sono proprio bloccata.
Non riesco a dire come sto, forse perchè in fondo non lo so neppure io.
Mi gira la testa.
E mi sto perdendo tra ricordi di un passato e anniversari e progetti futuri costrutti su sabbia asciutta e fine.
Ieri era il compleanno di Christian-l’ex: ennesima mail in cui gli chiedo come sta, tutto bene? Ennesima mail che non riceverà risposta. Un bel giorno, il silenzio.
Domani due anni fa era domenica e facevo un’escursione ligure e scopereccia grazie alla quale, chiodo schiaccia chiodo?, trovavo in qualche modo la via d’uscita a ciò che fu e rimase e tutt’ora le cicatrici si vedono, bianche sull’abbronzatura, Luilostronzo.

Questi periodi di “ti ricordi quando…”

Non riesco a scrivere della precarietà.
Non mia. Ma di BlueEyes. E quindi, di sponda, mia. E mi ritrovo a consigliarlo su come impostare il CV in inglese. E siamo ancora lì, stesso punto di altri miei sfoghi-post. Io che aiuto lui ad affinare lo strumento con cui potrebbe andarsene. Perchè lo so, lui ci spera in un posto di lavoro fuori dall’Italia. E giustamente visto come tira il vento italiano oggi.
Però poi mi chiedo. E io? E la mia, di precarietà emotiva?
Io che faccio?
Sono stufa, ogni sera, di rassicurare, di spalleggiare, di rafforzare. Sono stufa di dire “andrà tutto bene”, perchè non è vero, perchè l’unica cosa saggia da consigliare è “cerca un altro posto e vattene”, nonostante me.
E secondo voi, io che faccio?
Io consiglio, spalleggio, faccio la brava compagna diligente. E poi mi stufo e mi chiudo a riccio.

Forse è proprio per tutta questa instabilità che mi rifugio come posso nel passato, negli amici che rivorrei, nelle serate che mi mancano, nelle vecchie storielle ed incontri. Quando tutto era ancora fisso e stabile. Quando le spalle erano ben coperte e del vento non si sentiva neppure il sibilo.

UNA SETTIMANA IN POCHE RIGHE

12 Ottobre 2008

Una settimana che non scrivo. Cosa è successo in questi giorni? Praticamente nulla.

Ho fatto due allenamenti, buoni, molto buoni secondo me, e oserei già dire che sono entrata in squadra. La selezione naturale forse già mi ha fatto sopravvivere. Ma aspettiamo a dare la risposta definitiva.

Non ho studiato. Proprio per nulla. Neanche aperto i libri. Tranne ieri mattina, ma il week end non vale nelle buone intenzioni, bisogna studiare di più e tutti i giorni, chissenefrega del sabato.

Il lavoro prosegue come sempre. Sogno il mio capo più spesso del necessario.
Ci sono segnali, sotterranei, che la mia posizione lì dentro si stia consolidando e anche un po’ proiettando verso l’alto. Ma sono solo segnali sotterranei, potrei averli fraintesi o potrebbero essere fallaci. Intanto il Capo dei sogni mi insegna più delle cose che dovrebbe, decisamente di più, e questo mi fa ben sperare. Vedremo.

Sono andata in Feltrinelli, poichè ho preso il nuovo abbonamento dell’autobus. L’unico libro che ho già letto ve lo consiglio proprio proprio perchè è un bel libro, si fa leggere e anche se è d’amore, non è solo d’amore, anche se parla di ebrei non parla solo di ebrei. I cani e i lupi, di Irene Nemirovsky.
Domani inizierò Un cappello pieno di ciliege. (scritto proprio senza I).

Ah, per finire, un abbraccio forte forte a LEUCOSIA.

BAH

5 Ottobre 2008

Ciao.
E’ domenica, ore 9.40am, BlueEyes dorme.
Tra un’ora e mezza arriva la mia amichetta dalla Magozia che starà con me in questa domenica -sembra- assolata.

Ieri è arrivato il letto da 1ooo Euri. E stamattina ho un mal di schiena micidiale. Ora.
ORA.
ORA.
Spero vivamente che sia solo perchè mi devo abituare…e perchè magari ero agitata e ho dormito di merda a prescindere dal materasso. Spero.
Stanotte ho sognato che una collega mi obbligava a togliere anche l’altro dente del giudizio…io non volevo e la insultavo con i peggiori epiteti…

Mercoledì appena passato, siore e siori, ho fatto un allenamento di pallavolo!! Non sono male come credevo, e neanche loro sono questi mostri del volley come temevo. Indipercui, dovrei potere farcela ad entrare -emozionalmente- in squadra. Domani sera i prossimi allenamenti.

Sto così, sto.