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SETTEMBRE: SI ZAPPA LA TERRA

2 settembre 2008

Settembre, profumo di uva americana che lascia la lingua e le dita blu, a chi come me schiaccia l’acino tra lingua e indice e pollice e labbra, sputa la buccia e succhia la polpa.

Settembre ed è un anno che sto qui, Bologna è una vecchia signora coi fianchi un po’ molli, cantava qualcuno davanti ad un bicchiere di rosso.

Settembre è l’inizio di un nuovo ciclo di 12 mesi, che inizia con l’apertura di nuovi libri e si chiude tra pinne e onde, moschettoni e rocce vacanziere.

E oggi è il due settembre e sono qua davanti a questo monitor con il muso lungo e un grissino salato a chiedermi perchè ho il muso lungo?perchè sono giù?perchè non rido?
Ci sono i motivi, ne ho parlato con BlueEyes in macchina al rientro di domenica, ne ho parlato con me stessa ieri notte tra il letto e il divano e il letto; è la famosa vocina che quando parla non voglio sentirla ma intanto poi vince lei e dice telavevodettoio. Niente di più odioso.
Devo studiare per un esame che ho tra un’esatta settimana. Dire che non ne ho la forza energia voglia testa è dire poco. Vorrei andare a dormire e dormire per tanti tanti giorni di fila e svegliarmi in una bella giornata di sole di fronte al mare di una qualche isola tropicale.
Settembre e gli ormoni del sorriso, ho letto da qualche parte. Che a settembre finiscono nel cesso, appunto.
Ho l’ansia. Era da un po’ con la sentivo e rieccola invece. Stomaco chiuso e fretta sempre. Non stare mai serena. Non smettere di far ballare e riballare e traballare le gambe.
Ho sognato case enormi con piante grasse marce. Che si staccavano e dal busto usciva tutta l’acqua e i candelabri traboccavano di acqua. E sarà pure desiderio di maternità, che ne so, ma era un sogno tanto inquietante da farmi svegliare.
Fiori di Bach di nuovo in borsa, che l’effetto placebo si sa, funziona.

Mancano 6 esami + tesi poi potrei essere bis-dottora. Che culo eh? Sembra così vicino questo traguardo che quasi mi spavento da sola. C’è da pensare se non sia il caso di rallentare e prendermi ancora qualche anno di tempo, dilazionare gli esami 1 a sessione e non laurearmi mai. Bello sarebbe, no? Rimanere in questo limbo estatico di studentessa-lavoratrice-si-ma-solo-per-mantenermi.

Si zappa la terra, si pesta l’uva. E’ settembre e io sto così. Come terra zappata, uva pestata.

2 commenti leave one →
  1. aless permalink
    3 settembre 2008 17:10

    Mettiamola così: se invece di essere tu la terra zappata e l’uva pestata, riuscissi a vedere te come la padrona di questa bella campagna? Qualcuno recentemente mi ha detto: tu sei l’unica che può occuparsi del tuo orto… tu scegli cosa coltivare, tu quali alberi piantare, tu quali alberi da frutto seminare per succhiarne i frutti maturi al momento giusto, tu di quali acque bagnarlo, tu quali fiori far crescere per godere dei loro colori, dei loro profumi a primavera, del loro ondeggiare al sole, alla pioggia, al vento… tu curi il tuo orto e lo arricchisci di cose belle e preziose, di colori, profumi e sapori che si armonizzino coi tuoi, e che ti facciano sorridere quando passeggi tra quelle piante, quando ti bagni e bevi a quelle sorgenti, quando ti siedi all’ombra di uno di quegli alberi e ne gusti i frutti..
    Ora non so cosa c’entri tutto questo esattamente :-(
    Ma è un’immagine che mi è piaciuta, e mi pareva che c’entrasse…
    Non capisco una mazza di piante e frutteti, ma per me settembre è un tempo bello per avere un po’ cura di questo fazzoletto di terra. Raddrizzare tralci, potare alberi, bruciare un po’ di spine, salvando quelle deliziose more che ci sono cresciute in mezzo e magari facendoci delle ottime conserve per l’inverno.
    Quanto sono brava a parlare, eh???
    Vabbè, va’! vado a leccarmi le ferite, che sono giorni che faccio guerra ai rovi e sanguino da tutte le parti!!
    :-) Baci, mantidù! a.

  2. il cigno permalink
    3 settembre 2008 17:39

    settembre è un mese in cui cambia la stagione, finiscono le vacanze ecc..
    è ovvio che non ci si senta più spensierati.
    Su! coraggio e studia!

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