Ho ripreso a studiare. Ieri. Prossimi esami a dicembre, ma dovrò iniziare, prima o poi.
Quindi scrivo queste tre righe e poi apro il libro e inizio.
Facebook è un brutto mostro.
Ho incontrato compagni di elementari e medie, di viaggi lontani e che stanno dall’altro capo del mondo. Questo il lato positivo.
Il lato negativo è la dipendenza e l’effetto grandefratello che tutto controlla e tutto sa, chi frequento, di che umore sono, qual è il mio vero segno zodiacale… a volte penso di cancellare tutto e darmi ad una vita anonima nel cyberspazio.
Ma poi incontro CC, mio inconfessabile amore del liceo. Oh, non potete immaginare quale terribile cotta fu CC. Dalla prima alla seconda liceo, due anni interi di amore de-va-stan-te. Lui era in quarta e in quinta, poi se ne andò e fortuna volle che non abitasse vicino al Paesello, così che lo rividi in tutti questi anni solo una volta, sempre al liceo, che era venuto a salutare i professori.
Stavo male per lui. Tremori, sudori, simil-svenimenti. Lui lo sapeva, oh si. Da qualche parte devo ancora avere le lettere che ci scambiavamo. Perchè lui, non pago di me adulante e innamoratissima, mi rispondeva alle lettere e … beh, ricambiò anche il mio bacio, quel pomeriggio di Febbraio quando io ero in aula da sola aspettando le ore del pomeriggio.
Una serata al settimo cielo, per poi sentirmi dire, il giorno dopo, che, nonostante le mie indubbie capacità di baciatrice, quel bacio era stato un errore, insomma, lui era fidanzato.
Il mondo crollò sulle mie spalle. Tutto il mondo intero.
Grazie al sistema scolastico che lo promosse non lo vidi più (a parte quel nanosecondo l’anno successivo, appunto, quando dopo averlo visto durante l’intervallo mi rinchiusi in bagno tremando con la mia amica Fede che diceva escifranonc’èpiùcalmati).
E ora rispunta su Facebook.
Sono riuscita a guardare le sue foto senza svenire.
E’ bello diventare grandi.
E ho anche scoperto (vedi i lati negativi del social network) che vota a dx e che una delle sue frasi preferite è questa: “è inutile fare la cacca nascosti dietro ad un muro, tanto poi gli altri sentono la puzza”.
Ecco, forse preferivo non sapere queste cose. Preferivo ricordarlo come il più bel bacio della mia vita (poichè tanto desiderato e unico -unico in quanto unico, proprio, mai più ripetuto)
Ho anche incontrato di nuovo Francesco, mio grande, grandissimo amico. Così amico che credo che lui alla fine ci sia rimasto un po’ incastrato in questa amicizia che lui sperava fosse altro, e ad un certo punto anche io ci speravo, ma se non è non è, e quando mi sono presa quella sbandata di 3 settimane per il suo migliore amico, avevo 19 anni e me lo contendevo con Dilli, la mia migliore amica di quei giorni, beh, Francesco è scomparso. Non mi ha più cercato, nè chiamato, nè risposto alle mail. Svanito.
Fino a due giorni, Facebook. Oggi ci siamo scritti un po’. In mezz’ora siamo passati da “come stai?” a “tivibi” “mi manchi, perchè sei scomparso?” “perchè dovevo uscire da una situazione che faceva male. Poi ho visto la tua mail, e ho risposto e mi sono stupito di essere tranquillo nello scrivere -dopo4 anni!- e allora ti ho cercata su FB, sai, lo schermo aiuta a parlare” “forse tra 4 anni ci riusciremo ad incontrare di persona, allora. ti abbraccio stretto fino ad allora”
Insomma, un po’ un’emozione.
Solo colui per cui ho aperto questo blog proprio non mi vuole aggiungere ai suoi contatti.
Detto questo, facebook è una perdita di tempo ENORME, dovrei autodisciplinarmi e impormi di limitarmi ai messaggi, lasciare da parte puzzlebobble, i test dementi, who has the biggest brain e l’andare a guardare e commentare le foto degli “amici”.
Ma che farci, la droga è un brutto tunnel.
Mi metto a studiare, và.


