Rientro a Bologna. Dopo un week end al Paesello, di nuovo in treno per Bologna, dove in stazione mi aspetta BlueEyes.
Dopo due mesi che non dormivo nel letto a una piazza della mia camera rossa sono rimasta due notti a girarmi e rigirarmi fra le coperte pesanti e una larghezza troppo stretta. Sono stata svegliata dalla voce troppo alta di mia madre, e ho pranzato litigi genitori-Brother. Sono uscita con tanti degli amici che mi mancavano, ho letto Marquez sul balcone fino a che il sole mi ha fatto girare la testa. Ho bevuto dalla bottiglie a collo e ho guidato con Ben Harper che cantava ad alto volume. Ho camminato di notte per le strade dall’odore di campagna. Quello che mi manca di più: l’odore di terra e erba e fiori.
E ho parlato con Sil di tutto quel che è successo, delle decisioni e della paura, le ho detto che mi dispiace che Christian-l’ex non mi risponda alle mail, che pensare che tre anni di storia così importante non abbiano lasciato che ricordi, perchè fa ancora troppo male sentirsi e dirsi che la vita va avanti anche senza il Noi. E poi questa mattina mi sono svegliata e controllando la posta elettronica c’era una sua letterina virtuale stai bene?ti ho pensata.un abbraccio forte forte.
Che anche se la vita continua perchè continua e le strade prendono percorsi diversi è bello potersi ancora voler bene, no? E sono contenta che lunedì si trasferirà nella sua prima casetta, pensavamo che sarebbe stata nostra, la prima casetta senza genitori, invece la sua sarà da solo, la mia con La Coinqui. Fortune diverse.
E ho mangiato il gelato 3 gusti più panna montata, e ho visto Dile e Lauri, che eravamo così amiche, io e Dile, in quinta liceo, inseparabili eravamo, innamorate persino dello stesso uomo, eppure amiche sempre, fino a che le strade si sono separate, lei così bella e donna e Lauri che è così materna, ora che il posto della madre di famiglia l’ha preso lei, ancora figlia.
Che poi camminare e essere fermati da qualcuno che urla il tuo nome, ghost writer, amica. E camminare e sentire che si, sono proprio viva.
Che non è cosa da sempre, non è cosa da tutti. Sentire la vita dentro, succede raramente, presi come siamo dal lavoro e dallo studio, e dalle decisioni, e dalla stanchezza. Che la vita, quasi, passa in secondo piano.
E la chiamata di Luilostronzo, c’è ancora eh si, non demorde, e che quasi mi veniva voglia di chiamarlo e dirgli vediamoci, giusto per vedere quanto è cambiato, è ancora stronzo come ricordavo o di più? Ma poi Pix è più importante, e sorprenderla in palestra, che mi è saltata addosso e mi ha riempito di baci e mi ha detto nonfarlomaipiù. Me l’aveva detto Michi che le avrei fatto piacere.
Che manca solo un’ora ad arrivare a Bologna.
Su questo regionale lento con la primavera che scorre fuori dai finestrini.

