Archivio per Marzo, 2008

RIENTRO A BOLOGNA – TRENO – h. 16.30

30 Marzo 2008

Rientro a Bologna. Dopo un week end al Paesello, di nuovo in treno per Bologna, dove in stazione mi aspetta BlueEyes.

Dopo due mesi che non dormivo nel letto a una piazza della mia camera rossa sono rimasta due notti a girarmi e rigirarmi fra le coperte pesanti e una larghezza troppo stretta. Sono stata svegliata dalla voce troppo alta di mia madre, e ho pranzato litigi genitori-Brother. Sono uscita con tanti degli amici che mi mancavano, ho letto Marquez sul balcone fino a che il sole mi ha fatto girare la testa. Ho bevuto dalla bottiglie a collo e ho guidato con Ben Harper che cantava ad alto volume. Ho camminato di notte per le strade dall’odore di campagna. Quello che mi manca di più: l’odore di terra e erba e fiori. 

 

E ho parlato con Sil di tutto quel che è successo, delle decisioni e della paura, le ho detto che mi dispiace che Christian-l’ex non mi risponda alle mail, che pensare che tre anni di storia così importante non abbiano lasciato che ricordi, perchè fa ancora troppo male sentirsi e dirsi che la vita va avanti anche senza il Noi. E poi questa mattina mi sono svegliata e controllando la posta elettronica c’era una sua letterina virtuale stai bene?ti ho pensata.un abbraccio forte forte.

Che anche se la vita continua perchè continua e le strade prendono percorsi diversi è bello potersi ancora voler bene, no? E sono contenta che lunedì si trasferirà nella sua prima casetta, pensavamo che sarebbe stata nostra, la prima casetta senza genitori, invece la sua sarà da solo, la mia con La Coinqui. Fortune diverse. 

 

 

E ho mangiato il gelato 3 gusti più panna montata, e ho visto Dile e Lauri, che eravamo così amiche, io e Dile, in quinta liceo, inseparabili eravamo, innamorate persino dello stesso uomo, eppure amiche sempre, fino a che le strade si sono separate, lei così bella e donna e Lauri che è così materna, ora che il posto della madre di famiglia l’ha preso lei, ancora figlia. 

Che poi camminare e essere fermati da qualcuno che urla il tuo nome, ghost writer, amica. E camminare e sentire che si, sono proprio viva.

Che non è cosa da sempre, non è cosa da tutti. Sentire la vita dentro, succede raramente, presi come siamo dal lavoro e dallo studio, e dalle decisioni, e dalla stanchezza. Che la vita, quasi, passa in secondo piano.

 

E la chiamata di Luilostronzo, c’è ancora eh si, non demorde, e che quasi mi veniva voglia di chiamarlo e dirgli vediamoci, giusto per vedere quanto è cambiato, è ancora stronzo come ricordavo o di più? Ma poi Pix è più importante, e sorprenderla in palestra, che mi è saltata addosso e mi ha riempito di baci e mi ha detto nonfarlomaipiù. Me l’aveva detto Michi che le avrei fatto piacere.

 

Che manca solo un’ora ad arrivare a Bologna.

Su questo regionale lento con la primavera che scorre fuori dai finestrini.

CARRETERA

26 Marzo 2008

Lo struzzo ha un occhio sotto la sabbia, quello destro vede benissimo.
Lo struzzo sembra struzzo, ma si conosce meglio di chiunque altro, se davvero si ascolta.
A volte, si, non capisce dove si trovi, questo deserto di sabbia, tutta fine, tutta uguale, chissà poi quale direzione è quella giusta. Ma basta ascoltarsi, respirare a fondo, riempirsi i polmoni di aria e buttarla fuori. La direzione giusta viene da sè.

FRATELLO

25 Marzo 2008

Oggi Brother ha fatto un incidente in moto.
E non si è fatto, miracolosamente, nulla.
La moto è da rottamare, anzi, si è già rottamata contro il guardrail.
Chi l’ha recuperato ha detto “sei un miracolato”.

Non ci devo neppure pensare ai SE e ai FORSE, perchè morirei. 

IN MENO DI 48 ORE

25 Marzo 2008

1485154461_4658ad1afd.jpg
In meno di 48 ore, il mio cuore si è rotto, con un’unica, netta, spaccatura centrale.

Ma la sopravvivenza della specie vale di più di qualsiasi dolore. Lo struzzo ha guardato fuori dalla sabbia con mezzo occhio destro. E con l’altro ha guardato se stesso e si è amato.

In meno di 48 ore, grazie a un anno di training in sala operatoria, abbiamo operato cardiochirurgicamente la paziente. L’operazione sembra essere andata a buon fine. Resta comunque in prognosi riservata. Non sappiamo se ci saranno ricadute.

Un’altra cicatrice rimarrà. Un altro segno nell’intricato groviglio di passati tradimenti. Questo cuore così inciso, così colorato di pezze e fili chirurgici. Questo cuore mio.

Proprio quando si pensava che fosse guarito, proprio quando il pensiero degli antichi dolori non faceva più male. Il dolore è stato così acuto che le ha tolto il fiato. Vampate di asfissia la colgono ancora.Ma conta di stare bene. E perdonare, forse.

Dice sento una crepa e indica la fiducia.Sarà lunga la riabilitazione, non possiamo sbilanciarci. La fiducia, si sa, è difficile da curare.

REGALO DI PASQUA

24 Marzo 2008

Cosa fareste se veniste a sapere che, in una data imprecisata del primo mese che voi e il vostro attuale partner vi stavate frequentando (un anno fa), lui/lei andò a letto con un’altra persona?432759127_f745399e2e.jpg  

SCHUMPETER e POLANYI A FORMA DI X

22 Marzo 2008

429759418_fa307a68db-11.jpg

Siamo in piena astronomica primavera, anche se il meteo non conferma e non ammette.
Sabato, ore tredicieventuno, in cucina ci sono due patate immerse in acqua bollente, patate lesse e uova strapazzate per pranzo.
Ho appena finito di riassumere il capitolo 6, Durkheim e Veblen, appena dopo pranzo riassumerò il settimo e ultimo, Polanyi e Schumpeter. E poi via di saggi. Mercoledì esame. Voci sotterranee dicono che l’esame sia a crocette, che ridere o che piangere, dipende dalle domande. Come si fa a studiare per un esame a crocette? Che presa per il culo… Durkheim, Veblem, Schumpeter, Polanyi e tutti gli altri loro colleghi di bisbocce si rotolano nelle tombe a pensare di essere studiati per un test a crocette. Poveri sociologi e poveri noi, studenti sottovalutati e da sottovalutare. Vedremo mercoledì se rideremo o piangeremo.

Il sole va e viene in mezzo al cielo bolognese, non si nega e non si concede, e la mia voglia di uscire va e viene con i suoi raggi.
La MegaCasaFarmaceutica non mi vedrà per ben 5 giorni, complici il we pasquale, l’esame e il giorno di permesso pre-esame. Disintossication e relax. Che uno pensa: che figata l’esame! Solo perchè non va al lavoro per due giorni. Colleghi che pensano di iscriversi all’università solo per disertare 16 ore di alienante lavoro multinazionale.

Brother ha debuttato. Ha suonato il suo primo concerto da chitarrista, in un gruppetto punk di amici suoi del Paese vicino al Paesello, 16enni tutti, pub e fans amici di scuola. Sono proprio contenta per lui. Che in fondo è l’esserino umano che più amo al mondo. Anche se lui fa finta di non saperlo e mi snobba.
Questa prima pasqua da sola nella mia vita, domani, ma chissenefrega della pasqua, voglio dire, solo che stare sola quando tutti saranno con il parentado un pochino fa malinconia…

Vado a controllare il grado di lessatura delle patate, strapazzo due uova, mangio e mi metto a consolare Schumpeter e Polanyi, anche se l’esame li vuole privi di dialettica e pensiero, stilizzati in crocette a forma di X, cercherò di ascoltarli un po’ di più di quel che è richiesto.
Che qualcosa di saggio, secondo me, ce l’hanno lasciato in eredità.

VIGILIA DI PRIMAVERA – NECESSITO SPAZIO

20 Marzo 2008

Sono due giorni che vorrei scrivere ma poi tra una cosa e l’altra passa il tempo e mi ritrovo a mezzanotte stanca morta.

Domani è il primo giorno di primavera. L’anno scorso, quest’oggi, scrivevo questo post, e mi sentivo così splendidamente bene, innamorata fresca, laureanda agli sgoccioli, bimba cullata da mamma papà e fratello (anche se poi così spesso avrei voluto andarmene). Un anno fa dormivo 5-6 ore a notte. Pallavolo, amici, amore, studio. Un anno fa pensavo che dopo un anno, cioè oggi, saresti stata in America o in Africa.

Come cambiano le cose, quanto cambiano.

Oggi è la vigilia della primavera, e a Bologna non si sentono profumi e si vedono pochi fiori. Che poi qualcuno mi dirà vattene, che ci fai a Bologna, torna a casa Lessi.

C’è qualcosa, qualcosa che non so spiegare, altezza sterno. E’ una voglia. Voglia di cosa, in realtà, non so.
Voglia di camminare? Di correre? Di spazio? Di tempo? Di tabula rasa? Di non dover pensare? Di non vivere con questa sottile ansia del “celafarò?” perennemente e costantemente presente? Se capissi di che voglia si tratta potrei cercare di accomodarla, soddisfarla, e stare meglio. Ne ho voglia, una voglia disperata e irresistibile, ma non capisco di cosa si tratta.

Poco fa, in autobus, tornando a casa e chiuso il libro Vivir para contarla, ho pensato adesso pensa, pensa a quello che vuoi, dai, falli correre sti pensieri, almeno loro, lasciali andare perchè vorrei non dover sempre e costantemente rimproverarmi del DOVER fare qualcosa che tralascio. Per esempio lo studio: non mi ero ripromessa di studiare appena arrivata a casa? cosa ci faccio qua a scrivere?
Il fatto è che non vorrei diventare grande. Vorrei proprio rimanere ventenne per sempre. Vorrei perdere tre anni e tornare ad essere ventenne. Cosa facevo a vent’anni? Studiavo, facevo uno stage, l’unico lavoro che ho davvero amato, ero single, stavo per partire per l’India, avevo finalmente conosciuto Fabio, lavoravo in un pub, giocavo a pallavolo, litigavo con i genitori, e stavo tanto tantissimo tempo con i miei amici. Pomeriggi nell’erba e serate al pub o sui marciapiedi del Paesello.
Ecco, quello che mi manca di più è lo spazio, e potermici muovere.

Ma ora basta, che Durkheim mi aspetta a pagina 230.

PS. Ieri ho seguito il consiglio di Newyorker, ho aperto la porta a BlueEyes con un sorriso più sorriso del solito, e la serata ha preso un colore un po’ più intenso.

QUADRI COLORATISSIMI

18 Marzo 2008

Un abbraccio a Lasmeninas. Che possa vedere dall’alto gli stessi quadri che da qua colorava. Che possa abbracciare Normaton, Tommaso e Giovanni sempre e per sempre.

UN PO’ COSI’, SENZA CAPO E SENZA CODA, E UNA CANZONE BELLA

17 Marzo 2008

Rieccomi sul blogguzzo, amici.
Dopo una settimana -la scorsa- tra esami e lavoro ansiogeno, ho passato il week end in val d’aosta, con BlueEyes, in mezzo al sole e alla neve. Bello bello, bello bellissimo. W l’amore, w l’amour! (che si rigenera più forte dopo litigate pesantissime dove ho io la colpa e quindi poi ammetto, chino la testa, scodinzolo lentamente e mi accoccolo al suo fianco).
Oggi di nuovo al lavoro, è arrivata la nuova collega. Per ora sempre ok, vedremo con il tempo.
Io continuo nella preparazione del prossimo esame. Che palle, questo è veramente pesante.

Altre cose?
Sono tornata a casa per un paio d’ore, di strada da Aosta a Bologna, ho pranzato con la famiglia e poi via di nuovo.
Sono giorni che dormo la media di 11 ore a notte, che vuol dire che ci sono notte che ne dormo anche 14. Praticamente un orso in letargo.
Ho voglia di rivedere i miei amici, che non vedo da quasi 2 mesi.
Il problema è che mi sto perfino abituando a non vederli, a non uscire, a non ridere con loro. Uff.
E ho voglia di andare a londra, e starci un bel po’. A viverci, dico.
Ma prima devo finire l’università.
Uh, quanti pensieri.
Meglio affrontarne uno alla volta. E allora: domani si lavora, che è martedì e adesso di nuovo a studiare, che ieri per andare al compleanno di amica bloggher (ma che carina la torta!) ho saltato il capitolo previsto dalla tabella di marcia.

Sto abbastanza bene, sarà la primavera, chi lo sa, ma ho il sorriso facile, in questi giorni.
Baci mondo blog, a presto.

CAFFE’ E CORAGGIO

12 Marzo 2008

Sono le diciannoveequarantacinque, e anche le ottomenounquartodisera, ho già cenato, finisco il mio caffè con latte bollente e mi metto a studiare.
Ci vuole tanta forza, tanto coraggio, e tanta musica allegra: ecco a voi i Creedence Clearwater Revival: Down On The Corner (anche colonna sonora de Il Grande Lebonski).
Buona serata mondo blogghero.