Io lo sapevo che sarebbe stato così difficile?
Lo sapevo o no?
BlueEyes sostiene di si. Io non so.
Questa decisione presa in un mese, in un mese deciso, fatto i bagagli, trovata casa. Pronti partenza via. Da oggi vivo a Bologna.
Davvero ero cosciente di quanto sarebbe stato difficile?
Io penso di no, penso che pensassi ok, dai, mi trasferisco, che figata, indipendenza, amore cuore sole.
E poi si, che figata, indipendenza, amore, non troppo sole e abbastanza cuore. Ma tutto il resto?
Perchè i cambiamenti mi hanno sempre colta di sorpresa, mi hanno sempre messa ko per un po’ di tempo. E la mia vita di prima era scandita da ben altri ritmi. Allenamenti (da allenata o allenante) quasi tutti i giorni, amici a gogo -caffèaperitivoseratepomeriggi-, silvia almeno twice a week, pizzi tutti i giorni, mammaelitigiejohnnyedad every single day con i litigi e i sorrisi e i balli postcena.
Avevo una vita tanto intensa che a volte era persino un piacere starsene chiusi in casa a godersi il silenzio.
E ora.
Ora le mie giornate sono scandite da lavoro precario. Casa, the, studio, cena, nanna. Unico diversivo: BLueEyes.
E lo so che ci vuole tempo, pazienza, tanti sorrisi e buona volontà.
Ma mi manca tutto così tanto.
E mi spiace scaricare tutto addosso a BE che mi dice così mi sento in colpa. Vorrei solo fosse più semplice.
E mi ritrovo di nuovo a piangere senza riuscire a fermare le lacrime, un fiume in piena singhiozzante.
Che adesso devo uscire e incontrare Lauri e avrò questi occhi da triglia che neppure gli occhiali della Garbo potrebbero nascondere.
Ieri la partita è stata bella, seppur persa.
Avrei voluto entrare in campo, avrei voluto che il mio tifo si sentisse chiaramente.
Appena tornata a casa, baci abbracci stai attenta e fatti sentire, sono scoppiata in lacrime.
Come si fa?