Archivio per Ottobre, 2007

QUINDI, RIASSUMENDO

28 Ottobre 2007

Domani comincio nella nuova azienda (no, Pitty, non faccio nomi, se no poi come posso parlarne male??). Ore 8.00 nella hall per incontro con Mr. Sonoiltuocapo che mi terra’ un breefing.
Sono stati cosi’ piacevolmente colpiti da me nel TERZO colloquio, che mi hanno chiesto di iniziare a lavorare subito. Ceeeeeeeeeeeeerto, come no. Mi hanno detto o cominci lunedi’ o ci troviamo costretti a scegliere un’altra candidata.

Certo la mia Capa del vecchio lavoro non e’ stata molto-molto contenta, ma se l’aspettava, sapeva che dovevano arrivarmi delle risposte. Certo che se invece di 1 giorno di preavviso avessi potuto darle una settimana di preavviso sarebbe stato meglio.
Ma quando l’Azienda chiama, la Schiava risponde.

Si, la Schiava.
Perche’ quando venerdi’ sera sono andata nell’agenzia di lavoro interinale attraverso la quale ho trovato questo lavoro ho scoperto alcune cose che erano state omesse o erroneamente citate male.

Per esempio. Il lavoro non e’ fino a fine febbraio, come mi era stato detto, ma fino a fine Dicembre (vacanze escluse). Da qua a Dicembre avro’ due contratti mensili, il primo fino a fine novembre, il secondo proroga del primo fino alle vacanze natalizie..
Poi, forse, ci sara’ un’ulteriore mese, fino a fine gennaio (vacanze escluse).
Dopodiche’ tutto stara’ in mano all’Azienda, che mi dira’
Si, Mantiduzza, brava, rimanga con noi ancora per un po’ (tempo variabile)
No, Mantiduzza, non ci serve piu’ la sua forza lavoro, au revoire (effetto immediato).

Tutto questo naturalmente per avere il modo di cacciarmi ogni mese, per cui per 2forse3 mesi sara’ come essere perennemente in prova.
Che farci, siamo una societa’ di stronzi.

Tutto questo per dire che non credo avvro’ modo di aggiornare il blog di frequente, ne’ di controllare la mail ogni mezz’ora ne’ di stare connessa alle varie et eventuali chat. Sa, per i prossimi 60 giorni sono in prova.

Comunque CREDO sia un lavoro che possa insegnarmi molto, che sia una buonissima chance lavorativa, per cui accetto (oltre al fattore stipendio! ah, dimenticavo, verro’ pagata a ore, come un motel!! si, perche’ l’agenzia interinale paga a ore…no comment).
Vi terra’ aggiornati, appena potro’ rubare il computer a BlueEyes (come adesso che lui dorme) o da qualche internet point.
Che mi direte…COMPRATI UN PORTATILE…ehm…non ho soldi, quei pochi li voglio tenere per affrontare eventuali situazioni di stallo in cui io possa non aver lavoro…mi sto facendo una sorta di fondo in caso di guerra…mio dio, quanto sono previdente???? I miei nonni sarebbero fieri di me ;)

A presto blogamici.
E grazie del tifo…l’ho sentito, eh!

HO RITROVATO QUESTA FOTO…

26 Ottobre 2007

io1.jpg

questa sono io…

MI HANNO PRESA

25 Ottobre 2007

Su 160 candidati e rotti, hanno scelto me.

HANNO SCELTO ME.

HANNO SCELTO ME.

Sto così bene che tra poco vomito.

E UN GIORNO…

25 Ottobre 2007

Oggi è la canzone per me…

E un giorno ti svegli stupita e di colpo ti accorgi
che non sono più quei fantastici giorni all’asilo
di giochi, di amici e se ti guardi attorno non scorgi
le cose consuete, ma un vago e indistinto profilo…

E un giorno cammini per strada e ad un tratto comprendi
che non sei la stessa che andava al mattino alla scuola,
che il mondo là fuori t’aspetta e tu quasi ti arrendi
capendo che a battito a battito è l’età che s’invola…

E tuo padre ti sembra più vecchio e ogni giorno si fa più lontano,
non racconta più favole e ormai non ti prende per mano,
sembra che non capisca i tuoi sogni sempre tesi fra realtà e sperare
e sospesi fra voglie alternate di andare e restare…
di andare e restare…

E un giorno ripensi alla casa e non è più la stessa
in cui lento il tempo sciupavi quand’eri bambina,
in cui ogni oggetto era un simbolo ed una promessa
di cose incredibili e di caffellatte in cucina…

E la stanza coi poster sul muro ed i dischi graffiati
persi in mezzo ai tuoi libri e regali che neanche ricordi,
sembra quasi il racconto di tanti momenti passati
come il piano studiato e lasciato anni fa su due accordi…

E tuo padre ti sembra annoiato e ogni volta si fa più distratto,
non inventa più giochi e con te sta perdendo il contatto…
E tua madre lontana e presente sui tuoi sogni ha da fare e da dire,
ma può darsi non riesca a sapere che sogni gestire…
che sogni gestire…

Poi un giorno in un libro o in un bar si farà tutto chiaro,
capirai che altra gente si è fatta le stesse domande,
che non c’è solo il dolce ad attenderti, ma molto d’amaro
e non è senza un prezzo salato diventare grande…

I tuoi dischi, i tuoi poster saranno per sempre scordati,
lascerai sorridendo svanire i tuoi miti felici
come oggetti di bimba, lontani ed impolverati,
troverai nuove strade, altri scopi ed avrai nuovi amici…

Sentirai che tuo padre ti è uguale, lo vedrai un po’ folle, un po’ saggio
nello spendere sempre ugualmente paura e coraggio,
la paura e il coraggio di vivere come un peso che ognuno ha portato,
la paura e il coraggio di dire: ” io ho sempre tentato,
io ho sempre tentato… ”

POCA VOGLIA DI LAVORARE…

24 Ottobre 2007

Poca, pochissima voglia di lavorare. Quasi rasente lo zero. Ma s’haddaffà e quindi si fa.

La Coinqui non è più tornata sull’argomento Moroso della Coinqui, ieri sera BlueEyes è stato da me a cena e a nanna, e lei non si è proprio fatta vedere, manco per andare in bagno. Credo si vergogni molto lei stessa della situazione in cui sta messa, ma che dire, non sono mica sposati…
Fatto sta che credo sia andata in bagno solo quando noi siamo andati a dormire, dopo mezzanotte. E questo non è normale, nonono. Dovremo parlare, io e Ms Coinqui, lei è così carina e INTELLIGENTE che certo non posso capire perchè si faccia maltrattare tanto (o forse si, dato che ci sono passata anche io…)

D’altro canto, meraviglioso svegliarsi e vederti addormentato e ricoprirti di baci, certo che se durante la notte io mi ricordassi che tu sei li sarebbe tutto un altro dormire, invece me ne accorgo solo alle 7emezza, colazione insieme caffelattepaneemarmellata e poi fuori sotto la pioggia. Che tu scappi via e mi dici ci sentiamo dopo io che lavo le tazze e me ne vado a prendere il bus, che oggi piove e Bolognina riposa.
Che bello svegliarsi insieme, non vedo l’ora che sia sabato e non ci siano sveglie e si possa poltrire nel letto, gambe intrecciate. Che poi uno si sveglia e sveglia anche l’altro, e si prepara colazione e tutto il resto.

Che poi non ho neppure raccontato la domenica parentale, che i miei sono venuti a Bologna a trovarmi. Brother è rimasto a casa a godersela con gli amici, ma gli ho fatto promettere che prima o poi verrà a trovarmi.
Sono arrivati in tarda mattinata che pioveva, poi per fortuna è uscito il sole e abbiamo camminato camminato tantissimo fino alle Torri, a Piazza MAggiore, a Piazza Santo Stefano, al negozio dove lavora La Coinqui -che gliel’ho presentata- al negozio dove mamma ha comprato la frutta secca al gelataio dai nomi strani…
Poi a casa di BlueEyes che per l’occasione ha apparecchiato in sala, con gli antipasti e tutte le cose carine, i tovaglioli colorati e il vino. Carinooo….
Dopo pranzo a San Luca, un freddo inimmaginabile e il vento forte, poi un the caldo alla mia mesòn e loro che mi salutano tanto, mi lasciano una borsa piena di maglioni caldi e un chilo di grana padano che chissà quando finirò. Li abbraccio tanto, alla fine ci vediamo tra 10 giorni, ma quanto mancano?
Bellissima domenica.

Adesso riprendo a lavoricchiare, poi pausa pranzo con Roby, povera, sfruttata, sottopagata schiava moderna di un call center. Ci siamo conosciute al test d’ingresso all’università…racconterò anche di lei.
Baci

GIORNATINA PESANTE

23 Ottobre 2007

Stamattina terzo colloquio -nonchè colloquio finale- per un posticiucolo di lavoro.

Colloquio stancante, difficile e pieno di insidie.

Totali candidati arrivati alla selezione finale: 4

Non ho idea di come sia andato. Proprio no.

Aspettiamo risposte.

In realtà, anche se è tutto il contrario di ciò che dovrei fare, non mi sento affatto speranzosa.

DIRECTLY FROM…MEDIOEVO!!

22 Ottobre 2007

medioevo.jpg

Ieri sera, dopo aver salutato i miei che sono stati a Bologna a trovarmi, con BlueEyes siamo andati a casa mia per cena.
Solitamente quando entro in casa La Coinqui esce dalle sue stanze, saluta, si chiacchiera un po’ e magari si cena insieme. Questo anche quando BlueEyes è con me.
Ieri entriamo in casa e lei non esce.

Io e BE ci mettiamo a cucinare. Dopo una ventina di minuti esce La Coinqui, per andare in bagno, e BE le dice ciao bellissima, mi chiedevo proprio dove fossi!, lei sbianca e risponde imbarazzata con due parole striminzite.
Entra in bagno, poi esce e scappa in camera.

Io e BE mangiamo, guardando Che tempo che fa, si ride, si parla, lavo i piatti, lui sistema la cucina, poi facciamo per andare in camera mia, senonchè, sulla porta della camera della Coinqui (che è dirimpetto la mia) si erge, in tutta la sua altezza e magrezza, Il Moroso della Coinqui.
BE lo vede e gli dice ciao, io sono BlueEyes, piacere!

[il dialogo che segue si è svolto in anticamera, al buio, con la sola luce della camera della Coinqui ad illuminare le spalle dell'alto Moroso della Coinqui, vestito tutto in jeans, capelli lunghi raccolti in un codino, faccia scavata, che fumava indirizzando il fumo proprio in faccia a BlueEyes. Io poco più indietro, il cuore a mille, sono intervenuta un paio di volte, era una sfida fra maschi dominanti. Il Moroso della coinquilina che parlava a voce molto bassa e rocca, lentamente, scandendo ogni parola. Mancava che tirasse fuori un coltello]

Il Moroso della Coinqui: Io-sono-il-fidanzato-della-Coinqui-non-mi-è-piaciuto-il-commento-che-hai-fatto-alla-mia-ragazza.
BE: commento? quale commento?
IMDC: quel-commento.
BE: quale, non ricordo.
IMDC: le-hai-detto-Bellissima.
BE: ahhhhh, siiii, beh, è vero! hai una bella ragazza, complimenti!
IMDC: sai-dalle-mie-parti-si-usa-portare-rispetto-alle-donne.
BE: le ho fatto un complimento! non credo di averle mancato di rispetto! di dove sei?
IMDC: non-importa-di-dove-sono-rispetto-devi-portare.
BE: sai, io sono di Bologna, dalle nostre parti un complimento non è nulla di negativo, comunque, se ti ha dato fastidio non le parlerò più.
IMDC: rispetto-capisci?-rispetto. Sei-a-casa-sua-sei-ospite-devi-portarle-rispetto
BE: va beh, va beh, non le parlerò, tutto a posto.
IMDC: lo-spero.

[noto, rileggendo, che dalle parole scritte non si evince l'atmosfera da film western-comico, non si capisce quanto ero agitata nè quanto 'sto individuo sia deficiente]

In tutto questo colui il quale ha così a cuore il rispetto della sua donna è lo stesso che la insulta, che non la chiama per settimane, che non le dice dove trascorre i venerdì notte, che non le lascia vestire alcuni capi d’abbigliamento, che le sbatte il telefono in faccia se lei lo chiama una volta di troppo.

Alla fine, questa mattina mentre facevo colazione entra in cucina La Coinqui (che non si sveglia mai prima delle 10), in lacrime, mortificata, mi chiede scusa 1000 volte, mi dice di scusarsi con BlueEyes, che lui è così, che ci vuoi fare, io ho imparato a stare attenta a come mi muovo e a cosa dico, è una questione d’onore per lui.
Mi dice che le dispiace, che è davvero mortificata, che non ha dormito e doveva assolutamente parlarmi.
Cosa posso dirle se non un unico, solo, sentitissimo
mi dispiace per te, questa non è vita, è terrore, e non te lo meriti, sicura di volerlo?
Come farle capire che la sua dignità vale molto di più di questa sottospecie di uomo?

LA FALCE E IL PAESELLO

19 Ottobre 2007

Basta, ok??, basta. Vattene a far fuori qualcun altro, ok? Cambia età, ok??

Al Paesello un altro lutto. Un ragazzino, che come un idiota giocava in stazione ed è stato fulminato dall’alta tensione.

Non lo conoscevo, forse Brother si, non l’ho ancora sentito. Basta, non ne posso più.

Troppi, troppo giovani, per un paesino come il Paesello.

Cosa vuoi fare, MRS Falce? Vuoi dimezzare la cittadinanza? Vuoi portarti via i ragazzi ragazzini e mamme ancora forti? Vuoi lasciare al Paesello solo anziani e vecchierelle!? Bastabastabastabasta.

Vattene a fanculo, ok? Tu, la mantella nera e la falce sbrilluccicante.

Spostati, vattene, fatti un giro, va! Lascia stare bambini, ragazzi, mamme e papà.

Sono stufa di funerali con occhi troppo giovani che piangono i loro amici.

Anzi, sono anche incazzata.

SPERIAMO PASSI IN FRETTA

19 Ottobre 2007

palazzoreenzo.jpg

Oggi pomeriggio e domani sarò a lavorare al Palazzo Re Enzo, in pieno centro a Bologna.
Mi dicono essere meraviglioso. Bene, intanto non mi pagano la giornata di domani e di sabato scorso perchè facenti parti del contratto “partecipazione all’evento”, per cui sarà anche meraviglioso, però…

Sto maluccio, raffreddore che mi blocca tutto quanto ad altezza naso, non riesco a parlare nè a pensare. E domani dovrò fare la bella statuina tutto il giorno, vestita bene e con tacchi devastanti. Sorridere e non farmi vedere quando mi soffierò il naso.

Domenica poi verranno Mamma e Papà a trovarmi a Bologna, speriamo ci sia bel tempo e si possa gironzolare un po’!

Nel frattempo, che dire?
Per quel famoso secondo colloquio la stanno tirando mooolto per le lunghe. Sembra ci debba essere, insieme a altri 3-4 candidati, ma non si sa quando. Intanto se così rimangono le cose tra meno di un mese sarò disoccupata e tutto si metterà davvero male. Finirò le riserve auree in pochissimo tempo al che, se nel frattempo non trovo altro, dovrò rifare i bagagli e tornare al Paesello.
Insomma, situazione molto precaria che mi fa stare male.
Il mercato del lavoro richiede Informatici ed Economi, Commerciali e Amministrativi. Tutti con esperienza.
E io cosa ho da offrire?
Niente di ciò.

Speriamo passi in fretta.

MURI E MARE

18 Ottobre 2007

mare-e-muro.jpg

A seguito della mail che l’altro giorno ho mandato a tutta la mia rubrica, per cercare di riavere almeno alcuni dei numeri che scioccamente avevo perso, beh, fioccano telefonate inaspettate.

Stamattina suona il telefono. Capisco, immagino, chi possa essere. Mi sembra di ricordare il numero. E infatti.
Luilostronzo.
Rispondo.
Ciao.
Come stai?
Che fai?
Tutto bene?
E tu?
Si, ok. Ciao
Pochissime parole.
Un senso di nausea fortissimo. Mi dice:
Spero vorrai salvare il mio numero.
Certo (almeno se richiami non rispondo).

Invece ieri sera altra telefonata.
Pronto?
Hai perso il mio numero!!
Si.
E non mi riconosci!!
emmm…no.
Ma porc***nfn@#§*!! Sono Christian!
Nooooo, come ho fatto a non riconoscerti, scusa scusa scusa, allora, come va? Che combini, cosa racconti?

E a seguire 15 minuti di chiacchiere per cui il riso che stavo cucinando è diventato colloso…che bello risentirlo. Quando prendevo il treno alle 6 di domenica mattina solo per incontrarlo poche ore, quando mi facevo in quattro per convincere i miei che ne valeva la pena, che lui era lui.
E lui continua a essere lui, nonostante come siano andate le cose, che a 15 anni si è piccoli davvero, quante balle si ha in testa, a quell’età… (come direbbe il buon Guccini). Ma sono stati momenti meravigliosi, e non li rinnegherei mai per nulla al mondo. Perchè è stato fondamentale per la mia vita, e gli voglio ancora un gran bene.
Perchè Christian è Christian, lui lo sa, ha ancora un piccolo appartamento affittato a suo nome in angolino nel mio cuore.
Quando in stazione ci salutavamo per affrontare altri 15 giorni senza vederci, e io piangevo come una fontana (altra canzone di F.G.) lui mi diceva sempre:
“guarda che io ci sono, sono nell’appartamento…”

A volte si devono elevare muri, con alcuni, muri solidi e invalicabili, perchè così deve essere, così ci si protegge.

Ma molto, molto meglio quando si riesce ancora a guardare lo stesso mare, anche se cresciuti, anche se diversi, anche se non c’è più amore ma solo profondissimo affetto.