Archivio per Gennaio, 2007

CANCELLARE

31 Gennaio 2007

BACKSPACEBACKSPACEBACKSPACEBACKSPACE-

UNGHIE ROSSE

30 Gennaio 2007

Come siamo tristi, eh? Ritrovarci al pub il sabato sera, tirate che di più non si può rossetto smalto kajal fard e mascara, un po’ scollate e stivale anfibio fin sotto il ginocchio. Senza esserci messe d’accordo, che l’sms "cometivesti" fa molto quindicenne; siamo uguali questa sera. Stessi colori stesso sorrisoportatemiviadaqua stesso rosso che torna. Mi guardi dalla vetrata e ridiamo, io già con il cocktail mezzo vuoto, tu che arrivi con lui, alzi gli occhi al cielo e silenziosamente dici nonnepossopiù, mi abbracci e mi sussurri "ma quanto siamo tristi?", io che ti capisco al volo, si lo siamo, con questo bisogno di nasconderci sotto fondotinta terra rossetto e matita, smalto rosso rosso a coprire cosa? A coprire i visi stanchi a vent’anni, i dubbi, le lacrime, le partenze rimaste in biglietteria, l’inverno pallido, le relazioni in bilico.

Unghie rosse da una settimana, che quando si rovinano le sistemo subito. Come siamo tristi, eh?

SQUARE ONE

30 Gennaio 2007

CONSIDERIAMO

28 Gennaio 2007

Palestina Considerate se questo è un uomo, che urla spara ammazza. Considerate se questo è un uomo, che decide deride denigra.

E considerate se è uomo l’uomo che appicca fuoco aI campi rom, ai camper, alle brande, che disegna croci celtiche sui muri, che maltratta i compagni di classe. Considerate se è uomo l’uomo che sbudella i propri vicini -di casa di nazione di religione- che distrugge i campi e le case di chi sta dall’altra parte del muro, l’uomo che come unica arma usa il proprio corpo, ultima risorsa per farsi sentire. Considerate se è uomo l’uomo nei CPT, su materassi umidi cinti di filo spinato, se è uomo l’uomo che scappa sui gommoni abbandonando la propria terra lingua casa, se è uomo il soldato di entrambe le trincee.

Considerate se questo è un bimbo, costretto a prostituirsi a vendersi a vendere, figlio e padre del proprio amico, costretto a sparare a stesse età, diverso solo per lingua e esercito e bandiera. Considerate se questo è un bimbo sulle strade di Calcutta di Kinshasa di Milano, la mano aperta a chiedere soldi cibo a chiedere solo-chiedere sempre. Considerate se questo è un ragazzo, che combatte per ideologie fasulle credute vere, che vende felicità sulle panchine dei parchi, che si rifugia nelle fogne, che dorme in stazione coperto da cartoni. Considerate se questo è un ragazzo, che guarda il padre impotente, che vede i caterpillar distruggere la propria casa, che vede suo fratello ucciso da una mitraglia. Considerate se questo è un padre, che con le figlie elemosina il suo giorno, che con una borsa sulle spalle oltrepassa confini insanguinati, che emigra con una fisarmonica e un biglietto della metro. E considerate se questa è una madre, che solo può che vendere i figli, sognando futuri e piangendo realtà.

E considerate se questa è una donna, con le carni esposte in vendita sulle statali-provinciali-stradesterrate, le pellicce e le minacce, considerate se è una donna violentata ammazzata obbligata a perdere -i figli i mariti i padri i fratelli- a perdere sempre, in quanto donna. Considerate se questa è un donna lapidata disonorata bruciata sventrata. Considerate se questa è una donna.

Considerate se questo è un uomo, che distrugge il suo simile, lo giudica, lo esclude. Considerate se questo è un uomo, che decide guerre e che ammazza dall’alto con bombe intelligenti.

Considerate il Medioriente, il Congo, la Sierra Leone, il Darfur, considerate i migranti, considerate la resistenza centroamericana, gli scontri in India, in Tibet, in Iraq. Considerate gli Stati Uniti d’America. Considerate il Kossovo, l’Albania, la Cecenia. Considerate le minoranze, ovunque e di qualsiasi numero. Consideriamo i nostri marciapiedi, le nostre stazioni, le case sovraffollate di migranti scappati; consideriamo le nostre metropolitane, gli ingressi dei supermercati, le mani tese. Consideriamo i bisogni diversi dai nostri, consideriamo occhi di forme diverse e sguardi complementari.

Voi che vivete sicuri
Nelle vostre tiepide case;
Voi che trovate tornando a sera
Il cibo caldo e visi amici:

Considerate se questo è un uomo
Che lavora nel fango
Che non conosce pace
Che lotta per mezzo pane
Che muore per un sì o per un no

Considerate se questa è una donna,
Senza capelli e senza nome
Senza più forza di ricordare
Vuoti gli occhi e freddo il grembo
Come una rana d’inverno

Meditate che questo è stato:
Vi comando queste parole.
Scolpitele nel vostro cuore
Stando in casa andando per via,

Coricandovi alzandovi;
Ripetetele ai vostri figli.
O vi si sfaccia la casa,
La malattia ve lo impedisca,
I vostri nati torcano il viso da voi.

PARTITA E (ex)TELEFONO

27 Gennaio 2007

La partita è stata inguardabile, orrenda, ridicola, vomitevole, incommentabile.

Inoltre, facendo benzina, ho messo il cellulare sul cofano, naturalmente dimenticandomene nello stesso istante. Nel partire ho sentito un rumore strano…ma non ci ho fatto caso. Solo 3 ore dopo ho realizzato di aver perso il Nokietto, ma senza peraltro capacitarmi della dinamica dell’incidente. Totalmente resettato la furbata di averlo messo sul cofano.

Solo dopo ho ricordato. E, tornata sul luogo del fattaccio, l’ho ritrovato, ditrutto, batteria qua cover là cristalli liquidi liquefatti tutt’attorno. Per fortuna la SIM sembra integra. Ho perso solo la cinquantina di numeri che tenevo nella memoria del telefono. Ma sopravviverò.

RIENTRO

25 Gennaio 2007

Stare in macchina, dopo gli allenamenti, stanca stanca, la schiena che fa male, le ginocchia che bruciano, guidare lenta, che tanto non c’è nessuno in strada.
Musica che va e io canto anche se non so tutte le parole, in realtà ne so solo qualcuna, e poi intanto mi perdo tra i miei pensieri, scappo via dalla strada, che so a memoria, le marce una dietro l’altra, i fari ad illuminare l’asfalto.
E penso a cosa farò domani -cazzo quanto brucia- cosa farò tra mille giorni -3 anni- a quanto mi faccia male la schiena e domani c’è la partita, e la Michi non c’è che non ce la fa, e penso ai crauti che mi aspettano in frigo con il celophan sopra, cena postposta alle 11 di sera. E penso che non ho neanche del disinfettante per le ginocchia, che se fossi davvero brava mica mi farei male.
E penso alle foto esposte al Lùngo, e penso a persone passate così fortemente legate al filo giallo della mia vita che non riesco a districare nè allontanare, penso, ma solo un attimo, a FabioB. E penso all’esame cazzo ai soldi al lavoro che mi serve e che non ho, che devo togliermi le lenti a contatto se no domani ho due occhi a palla e penso che non ne ho più voglia di stare qua, che ho voglia di partire per un viaggio lungo per poter ascoltare la musica e cantare anche se non so le parole, e non dover parcheggiare la macchina e non dover scendere e continuare a muovermi e penso che a ottobre mancano troppi mesi e troppe cose possono succedere. E penso che intanto sono arrivata a casa.
Cerco le chiavi. Apro il cancello automatico, scendo e apro il garage, rientro in macchina, un paio di manovre e spengo il motore. Accendo la luce, chiudo tutto, prendo il borsone e salgo in casa. E mi metto a scrivere.

25 Gennaio 2007

NEVICA ANCHE QUI

MA COS’HO TROVATO???

25 Gennaio 2007

Antani

www.acantani.com

Cioè, quella lì sarei io, al mare, alla partita dell’Antani!

Ma che ridere!!

APRILE 2005

23 Gennaio 2007

Verità che è gioco o si vorrebbe fosse tale

Sogno reale e parole confuse e regole inventate

e baci

e calore

e ghiaccio

e profumi di tardo inverno

Vorrei baciare le lacrime di un angelo triste

e mangiare

divorare

le sue ali

e l’aureola

e gli occhi

toccarlo poi

accarezzarlo, cieco

tenero uomo triste

fra la neve il caffè i biglietti e gli appunti

scritti di fretta in un bar di transizione

verso l’Est

in un Sole caldo

di anticipata primavera

prime primizie ed insalata

e togliere con il filo interdentale

i frammenti dei tuoi voli

-pindarici-

incastrati fra la lingua e le parole stonate

e lavar via canovacci maschere battute

e viaggiare su sedili sporchi di sangue mestruale

verso l’Est

i Balcani

la Cina

l’India

e nuotare in rifiuti radioattivi

e appoggiare la testa

in terra onirica altrui

circondata da smog -pollution-

pedalare contro sotto vento

e correre tra

e correre per

e correre in

e correre a.

PENSIERI SPARSI DI PRIMISSIMO MATTINO

23 Gennaio 2007

Il caffè non fa effetto stamattina. Ieri sera allenamenti devastanti per la mia povera schiena. Poi a casa del Fotografo a mangiare il tiramisù, giusto perchè rientravo nei jeans. Notte dormito poco, mattina sveglia con triplice sms da Luilostronzo che proprio non ha capito nulla nulla nulla. Non avrei voluto dirglielo così chiaramente, ma è stata necessaria lunga mail chiarificatrice. Io non ti amo più. Sembra facile scritto così, ma prova a scriverlo sapendo che ogni lettera è una coltellata. Sempre meglio coltellate che stillicidio.

Se penso che postato questo post devo andare a studiare quei libri odiosi…ARGH!

Vorrei dormire tutto il giorno. Ma poi guarda fuori dalla finestra!! Che schifo!

Secondo caffè?