[Ieri sera in macchina ascoltavo Radio Popolare...gli ascoltatori chiamavano...e gli si chiedeva "Ascoltatore! Nel 2036???"]
Nel 2036 avrò 52 anni -argh!-, vivrò in una casa di cortile, con qualche gatto e un uomo, e un paio di adolescenti in giro, miei figli o no, che importa. E anche un cane, bello grande dal pelo lungo.
Nel 2036 la mia automobile andrà ad energia alternativa, ‘che il petrolio, ahimè, avrà sterminato migliaia di persone con sue guerre, e non ce ne sarà più per tutti. L’insalata sarà ancora insalata e i pomodori pomodori, ma saranno scomparsi i cachi e i litchees cresceranno sugli alberi anche in Pianura Padana.
Nel 2036 avrò le rughe, e innaffierò i fiori, nella mia casa di cortile. Nel 2036 ci saranno ancora le guerre, ci saranno ancora, e sempre di più, poveri. Ci saranno tanti tanti scienziati a correre contro il tempo per fermare la fine del nostro pianeta.
Nel 2036 la televisione non esisterà più, solo grandi schermi pc nelle case.
Nel 2036 ci saranno i voli intercontinentali low-cost. E così a 52 anni andrò un mese in Patagonia, un mese in Nepal.
Nel 2036 l’uomo sarà andato su Marte, e anche in fondo all’oceano più profondo. Avrà sconfitto l’AIDS, ma non le guerre. Nel 2036 lo Stato del Vaticano sarà sfrattato e spostato su Marte (se no che ci siamo andati a fare?).
Nel 2036 sarò invitata ad un matrimonio omosessuale. Magari tra persone di diverse culture e religione.
Nel 2036 i ragazzini al posto dell’i-pod avranno un microchip nel cervello con la musica spaccona direttamente tra i neuroni.
Nel 2036 guarderò questo libro del ‘74, pagato allora da mia madre milleduecento lire, e sorriderò. Nel 2036 continuerò ad annusare le pagine di un libro, prima di iniziare a leggerlo. Nel 2036 i treni sulla Mantova-Milano saranno ancora in ritardo.
E voi?