Archivio per Settembre, 2006

MONDO DI ALIENI

30 Settembre 2006

La mamma di L. sta morendo.

L. non me l’ha detto proprio così, mi ha solo detto che sua madre sta molto, molto male.

Un sondino le entra dal naso e finisce nel suo stomaco, che non riesce più ad elaborare i cibi, ma solo a spingerli fuori, facendola vomitare. Un altro sondino le attraversa l’intestino, per i resti in uscita. È costretta a letto. I farmaci anti-vomito non fanno più effetto, da un anno che li usa. Di notte si sveglia dal dolore.

L. dice che il sogno utopico di tutta la famiglia è che sua madre torni a mangiare da sola, ma i medici lasciano ben poche speranze. Altrimenti vivrà i suoi ultimi mesi a letto. Sondino d’entrata e d’uscita sempre con lei.

L., dietro gli occhiali scuri, parla. Con le dita sottili tiene una sigaretta, che trema un poco. Ci racconta. Gli occhi del padre che non ce la fa più, il fratello “orso orso ma alla fine sta male anche lui”. I soldi che fuggono dalle dita tra benzina, medicinali, autostrada, donna delle pulizie, rette universitarie. Ci racconta della mamma pallidasenzacapellisquarciataametàcomeseunosqualol’avesseattaccata “Ma dobbiamo farci forza”.

Parla con termini tecnici, così fuori luogo fra le sue labbra di studentessa di lettere.

Le trema il mento, le scendono due lacrime mentre ci dice “Non ci sarà alla mia laurea”.

Tornando verso casa, guidando, scendono duelacrimedue. Scendono perché la madre di L. non voleva più fare questo ciclo di chemio, voleva lasciarsi andare, ma tutti hanno insistito. E lei l’ha fatto, ancora una volta.

Perché ci si accanisce, perché i risultati medici contano di più di una donna che non vuole più vivere così. Perché bisogna arrivare a sentir dire una figlia “Questa non è vita umana”.

Perché non si può più morire? Perché questo accanimento terapeutico? Perché sondini medicinali chemio flebo fino a farci sembrare spettri di noi stessi? Perché tutta questa paura di morire, perché tutto questo soffrire? Perché non si ammette che ad un certo punto non c’è più nulla da fare?

Non so se vale la pena vivere così.

E mi fa arrabbiare, mi fa davvero arrabbiare tutto questo.

Perché si fa di tutto per salvare una vita ormai ridotta ad un macero di dolore e carne ribelle. Si inventano sondini, si inventano cure, si combatte fino all’ultimo minuto, si fa di davvero il possibile e l’impossibile.

E poi si mandano centinaia di giovani in forze, nel pieno della gioventù, senza malattie, a combattere, ad uccidere altri altrettanto sani e forti giovani della legione straniera, a soli 4 ore di aereo da noi. Si mandano ad ammazzarsi fra loro nonostante siano tutti sani. Non abbiano nulla che non vada. Li si manda a combattere chissà per cosa chissà per chi.

E contemporaneamente agli sforzi dei medici per salvare la mamma di L., altrettanti sforzi di scienziati vengono impiegati per realizzare una più efficace mina antiuomo o razzo intelligente. Vengono utilizzati soldi e neuroni per rendere migliore una mina in modo che sfracelli meglio le interiora di chi vi entrerà a contatto.

Io non capisco. Davvero. Mi sembra di vivere in un mondo di alieni, di pazzi, di terrorizzati terroristi. Mi sembra che nessuno voglia davvero bene a nessuno. Che nessuno si renda conto di quanto piccoli siamo in realtà. Tutti a giocare ad essere Dio, ad allungare artificialmente vite finite e accorciarne di altre nel pieno della propria parabola di vita.

Non so se tutto questo ha un senso. Non so se una cosa centra con l’altra. Non so se quello che sento è rabbia o tristezza. Non capisco più chi siamo, perché siamo così?

Ma in fondo so che non ci sono risposte.

NECESITO

29 Settembre 2006

Necesito.

Necesito cariño.

Necesito sonrisas. Necesito que me se pregunte como me siento. Y que me se escuche si mi respuesta fuera "mal". Necesito tiempo. Y silencio. Necesito muchas horas pa’ dormir, pa’ soñar, pa’ irme lejos.

Necesito alejarme más y más. Irme a una playa vacía y estar sóla. Necesito que los que me están cerca entiendan que los necesito.

Pero siempre he estado fuerte, dura, una mujer de hierro. Una cínica, tal vez egoísta, o casi. Me conocen como la a quien no le importa na-de-na. Pero ya no tengo fuerza para seguir haciendolo. Me siento como niña, como muñeca olvidada, necesito cariño.

Sólo quisiera caer durmida a tu lado. Y que me dieras calor, besos y dulceza. Pero no eres la persona justa. No eres él que sabe hacerlo. Porque no me conoces así. Y no sabes que lo necesito. Y si lo supieras no sé si lo harías. Tú, siempre sólo, que huyes, que no me quieres ver triste, que no me quieres contar tu vida, que no me quieres amar. Tú, que no llores delante de mí, que no quieres que te llame demasiado, que no quieres que haga parte de tu vida.

Necesito cariño. Pero no lo encuentro en tí. Tendría que irme. Lejos, tan lejos de todo, y de tu egoísmo, de tu risa, de tu cama, de tus manos y de tu sexo. Tendría que irme lejos de tí, que me dañas cada día que te veo, que me pitas contra del suelo, que me usas pa’ tu placer. Tendría que decirte no, no quiero. No, no te quiero.

Pero él único que no quieres eres tu. No me quieres. Nunca me has querido, nunca me querrás, porque no eres capaz de amar, no eres capaz de dar lo que necesito. Que hago contigo, entonces?

Ya está.

Quizás.

NE VALE LA PENA?

29 Settembre 2006

AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHH!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Se potessi urlare urlarei. Solo che la famiglia svegliata di soprassalto potrebbe non gradire.

Dico: ne vale la pena? NE VALE LA PENA?

No, credo di no.

Non vale la pena stare male ogni volta che c’è da giocare. Non vale la pena stare male se sto in panchina, se gioco per due minuti e mezzo, se mi sento dare il contentino. Non vale la pena sentirmi dire "hai giocato bene" da chi si suppone essere amica e non ti chiede manco "come stai" quando ti vede a due millimetri dal pianto. Non vale la pena stare male se quella stessa persona, dopo averti chiesto "come stai" -in impeto di vistosa scazzataggine-, alla tua risposta "bene" ci crede o fa finta di crederci anche quando si vede lontano un miglio che non è così.

Non vale la pena sbattersi a fare gli allenamenti per stare in panchina. Non vale la pena sperare per poi non giocare. Non vale la pena incazzarsi, avere tutta sera il groppo alla gola e le lacrime di rabbia pronte a correre giù. Non vale la pena stare male per uno sport che si ama e che ci dovrebbe far stare bene.

Non vale la pena ritornare sui propri passi, una volta deciso di smettere bisognerebbe farlo e basta.

Niente di tutto ciò vale la pena di essere fatto. Ma è così, io sono così. Io spero, poi mi arrabbio, poi mi intristisco, poi mi rabbuio, poi mi viene da piangere, da farmi male, mi viene da andare via. Ma torno, ogni volta torno, e ogni volta sto male. Sempre così, da almeno due anni.

E allora forse non vale la pena continuare a giocare a pallavolo. Forse avevo ragione quando pensavo di smettere, forse sarebbe la cosa migliore da fare.

UOMINI…

28 Settembre 2006

Ieri sera seratina Ammmmmmmore.

Doccia (arrivavo lì dopo gli allenamenti delle piccole), pizza. Poi si è abbassato di un poco la percentuale di purezza. ;-)

Nel "dopo", nonostante mi sarei volentieri addormentata senza pensare al devotornareacasa imieinonsannochesonoqua domanidevostudiare, si è chiacchierato un po’.

Sembra che lui, finalmente, dopo 9 mesi di tentennamenti, abbia deciso cosa fare di questa relazione.

(Io dicevo le stesse cose da mesi!!!) Insomma, perchè allontanarsi da me per evitare di soffrire in fututo (quando, a quanto dice lui, io troverò un ragazzo splendidobellointeressanteintelligente e soprattutto della mia età), quando comunque nell’allontanarsi già sta male. Posticipiamo la sofferenza dell’addio (quanto la fà tragica!!!) a poi, mentre ora stiamo così finchè dura.

E chissenefrega dell’età, dlele bugie dette per incontrarci, del non poter andare in giro mano nella mano senza che i carabinieri ci fermino, del non poterne parlare con genitori (miei) figli (suoi), del non poter uscire con i rispettivi amici. Chissenefrega? Finchè dura dura poi si vedrà.

Io sbalordita, nel sentirgli dire queste cose. Non gli ho detto che sembrava di sentire me qualche mese fa, quando lui si ammazzava di pippe mentali e io cercavo di essere razionale. Gli ho fatto credere che fosse tutta farina del suo sacco. =)

E ora siamo qua. Mi chiama. Voce strana. Tentenna. Mi dice: "Scusa, ho sbagliato numero. Ti chiamo dopo".

Uomini…

CHECK-IN MONDO BLOGGHERO

28 Settembre 2006

Il mondo dei blogghers latita, in questi giorni.

Newyorker sta giocando a nascondino:convinto che stia ancora piovendo se ne sta nascosto sotto il letto, perdendosi giorni e giorni di settembre assolato.

Impre Disp. alla ricerca spasmodica di un uomo. Impre…ne vale la pena??? In televisione sono tutti belli e bravi… Bhe, quasi.

Chi cerca lavoro. Cooooooooooooperino.

Chi scappa con cantanti sconosciuti. Ophelì, where are you, my darling???

Chi si sposa e sta ancora digerendo la torta. VS, ‘ndo stai?

Any che beve troppo la notte e se ne esce con post lunghi e arrabbiati e poi li cancella, ne scrive altri… I fumi del laboratorio non fanno bene, nono…

Scad latita. E così Eva di Porca Eva (che lavora), il Temp innamorato (che alleste mostre), la Pitti presa da mille gatti ammalati (e da un marito, parenti serpenti e compleanni da organizzare: auguri Pitti!!!).

Gli unici che producono a pieno ritmo sono T&T di CULO! e Fabioletterato (che il giorno che non scriverà alemono 10 post mi preoccuperò seriamente).

Io, Mantiduzza digievoluta, cerco di preparare un altro esame in 10 giorni.

Il mondo blogghero è in silenzio. Intanto kataweb mette in prima pagina blogssss di altri pianeti… Nuovi coinquilini. Nuovi vicini. Come sarà la convivenza? Riuscirà la grande famiglia ad andare d’accordo?

NON DISTURBATE!

27 Settembre 2006

Me ne vado a Milano a studiare. Ieri ho saputo di avere un appello straordinario il 6 ottobre, mi ci butto a capofitto.

Me ne vado perchè so già che se sto a casa le tentazioni vinceranno sulla voglia di studiare: frigorifero, tv, Voi amici bloggari, msn, le mail…

Insomma. Mi rinchiudo a 60 Km da qua sperando che nessuno mi conosca.

Buona giornata a tutti.

FESTEGGIAMO! -???-

26 Settembre 2006

Sveglia ore 7. Treno. In ritardo (c’è da dirlo?). Metro. Colazione. Bus (traffico).

Arriviamo all’università San Raffaele. Siamo in anticipo. Giriamo di qua e di là. Alla fine, decidiamo di andare ad aspettare le amiche che arrivano in macchina, che stanno cercando parcheggio e sono in ritardo.

Arrivano. Manco ci salutano e corrono nell’aula dove dopo 1 ora -!- inizia la presentazione tesi della nostra amica.

Carina, senonchè la presentazione consiste nella lettura delle slides. Oh che fatica. (va beh che io devo ancora iniziare a scriverla la tesi!)

Dopodichè -qua la faccio corta, ma in realtà ogni spostamento richiedeva mezz’ore di tempo-, proclamazione. La nostra amica prende 108. Complimenti.

Momento foto. Milioni, miliardi, troppe foto. Con chiunque, in qualunque posa. Mi sono mimetizzata con la carta da parati e sono uscita quasi immune dall’attacco dei flash.

Mi sto davvero rompendo i maroni, io e Michele non conosciamo nessuno, se non le ragazze che eravamo andati ad accogliere che però, essendo in gruppo non ci cagano -manco pù cazz-

Mi avvicino alla neo dottoressa. Congratulazioni bacini bacetti etc etc. Le dico "guarda non veniamo al rinfresco che siamo coi mezzi pubblici, un abbraccio caro caro e tanti baci"

"Ma noooooooooooooooooooooooooo! Abbiamo spazio in macchina!"

Sigh. Ore 13-16.30 rinfresco. Tavolata: io, Michele, zii della neo dott. Oh ma che gioja!!!

L’ambiente delle serie: se i miei vestiti non hanno scritto grosso come una casa che questi pantaloni sono di Richmond, questa cintura di Gucci, questa maglia di D&G non sono figa e mi vergogno. Non sei degna di partecipare alla mia festa, ma se fossi un po’ più trendy perchè no.

Il cibo scarso e mica tanto buono. Le nostre caaaare amiche di cui sopra si sono degnate di salutarci solo al momento di chiedere i soldi per il regalo.

Persone che invece della mano hanno l’ultima macchina fotografica digitale sul mercato che non hanno smesso un attimo di scattare foto anche a chi assolutamente non ne aveva voglia (leggi: me).

La signora più cordiale si dimostra la nonna della festeggiata.

Lettura ad alta voce dei ringraziamenti della tesi, con lacrime a profusione, singhiozzi, abbracci, baci etc etc.  Applausi ogni tre per due.

Unica nota positiva della giornata è che C. ora sia laureata. Alla faccia dello Stronzo che l’ha lasciata una settimana fa. Tempismo perfetto.

[ma a qualcosa è servito tutto questo: a farmi capire cosa NON voglio il giorno della mia laurea]

VAI, VINCI E TORNI

26 Settembre 2006

Come fare per preparare un esame in 10 giorni e passarlo.

  • dieci giorni prima dell’appello guardi il programma, e fai una breve tabella di marcia, sapendo che non la rispetterai.
  • nove giorni prima dell’appello apri i libri, dai una letta veloce. Non più di un’ora di tempo, frammezzata da capatine al pc, la bagno, al frigo, al telefono.
  • ottavo giorno prima dell’appello. Pausa riflessiva.
  • settimo giorno prima dell’appello guardi i libri, fai brevissimi riassunti dei capitoli. Fondamentale non terminare i capitoli se contengono, in un paragrafo, più di 3 parole terminanti in -ologia.
  • sesto giorno prima dell’appello ti accorgi che mancano 400 pagine di saggi da studiare, e che quelle pagine non le hai. Cerchi nelle biblioteche on-line, non ci sono. Scrivi alla professoressa. Lei risponde: "venga da me a ricevimento". Nel frattempo continuano i riassuntini. In tutto non più di due ore.
  • quinto giorno prima dell’appello. Vai a Milano, perdi una giornata fra uffici fotocopiatrici pioggia professori treni in ritardo. Arrivi a casa e dormi, giustamente.
  • quarto giorno prima dell’esame. Pausa riflessiva.
  • terzo giorno prima dell’appello. Leggi le 400 pagine che due giorni prima di eri premurata di trovare a Milano. Metà, contenendo più di tre parole a pragrafo terminanti in -ologia, non le finisci di leggere.
  • secondo giorno prima dell’appello (sabato). Mattinata facendo pulizie di casa, pomeriggio dormendo, ad una partita, a casa di amici a guardare film.
  • ultimo giorno prima dell’appello (domenica). Mattinata in cazzeggio cosmico, da mezzogiorno alle 19 a casa di amici a fare la "grigliata di fine estate" mangiando a più non posso fino a non poter stare eretta senza scoppio dello stomaco.

Il tutto uscendo tutte le sere, non andando a dormire prima dell’una. E non studiadno più di due ore al giorno.

CONCLUSIONE:

  • IL GIORNO DELL’ESAME. In treno, nonostante pensassi di ripassare, dormi. In metro leggi il romanzo che ti sei portata dietro nonsisamaichemiannoio. In aula dormicchio fino a che la prof. Stragnoccola ti chiama. Ti alzi, serafica, la saluti, non capisci la prima domanda che ti fa e pensi "ecco, è finita". Rispondi, così così. Pronuncia del cazzo, me ne accorgo (esame d’inglese). Altre domande. Poco panico, ma mi accorgo delle bestialità che dico. Faccia di bronzo. Andiamo avanti. Nessuno scoraggiamento (suo). Mio un pochino. Mi dice "Signorina, io le darei un…." E tu pensi: "ecco che arriva la bastonata, ecco la mia media scendere vertiginosamente, ecco il numero temuto…" "le darei un 26"

Faccia di bronzo, un po’ delusa che dice, ok accetto.

Dentro i ballerini del circo che ballano la lambado e piroettano su sfondo di fuochi artificiali.

Un 26. Assolutamente immeritato. La prof. Stragnoccola oggi ha fatto benificenza, e per una volta, signori, per una strabenettissima volta, io sono stata la fortunatissima.

SEXY?

23 Settembre 2006

Appena tornata da seratina d’ammmmore con lui. Pasta alla carbonara in cui non ha voluto mettere le cipolle nel soffritto e con così poca pancetta che sembrava pasta all’uovo. 250 grammi a testa, più o meno. (supermantide obesa alla riscossa)

Niente di che, televisione abbracciatucoli a stanchi, coccole e baciottoli e, lui a me, di punto in bianco:

"Certo che non sei per niente sexy, per niente intrigante, per niente sensuale…"

Ehhhhhhhhhhhhhhhhhh??????????????????? Che dici, scusa????? Ripeti…

Guarda che ti spezzo tutte le ossicina con un bastone nodoso! Ti stacco la testa con un morso, ti faccio tornare il naso dritto con un pugno ben dato! Ma tu pensa… non sono sexy??? Ma ti sei mai visto?? (che poi non è vero che non sono sexy. eheh)

Non ti vado bene??? Allora prendi il tuo dolce culo e sgombera la mia vita dalla tua presenza, ok?

Invece poi è riuscito a farsi perdonare, con un "però mi piaci tanto, CPP" (=chissà poi perchè). Devo dire, ad onor del vero, che gli basta proprio poco per farsi perdonare: è che sono così buooooooooooona… =)))

Beh, bloggheri e blogghere della notte, buona ninna. E siate sexy.

SCASSAMENTO CATTOLICO DI MARONI

22 Settembre 2006

Ho studiacchiato. Anche se la noia di un esame del genere non è pari neppure ad una puntata di miss Italia. Giuringiuretta.

E’ rispuntato Miletto nel mondo-blog, e già mi ha fatto rivoltare le budellaccia di sdegno ed incazzatura.

Pecccccccccccccccchèèèèèèèèèèèè?? Pecccccccccccccchèèèèèèèèèèèè?? Perchè ci vogliono salvare, perchè vogliono essere i padroni del mondo, perchè si credono migliori, perchè??

Ora, al mondo cattolico che mai ho frequentato (a parte un battesimo ed una comunione ricevuti perchè "così fan tutti", e che non hanno alcun significato per me), dicevo, a questo mondo cattolico io voglio un graaaaaaaaaaan bene, finchè se ne sta lontanisssssssssssimo da me.

Se mia nonna accende una candela in chiesa ogni volta che ho un esame che male mi farà poi? Se dopo un incidente stradale in cui esco senza un graffio sempre la suddetta nonna mi dice "tu non ci crederai ma è stato tutto merito di gessssssù", di certo troppo fastidio non mi dà…

Ma se…se sono immobilizzato a letto e non posso tracannarmi una dose mortale di cianuro o candeggina o queseyo, anche se è al cosa a cui penso da quando apro gli occhi a quando li chiudo.

Se amo il mio compagno anche se anche io sono un lui (compagna/lei, vale uguale), e vorrei tanto poter condividere i diritti che hanno tutte le coppie, ma non posso farlo: per la legge siamo solo amici.

Se un Papa che non mi rappresenta, ma abita proprio nel mezzo del mio Stato LAICO spara parole a vanvera proprio in periodo di caaaaaaaaaaaalma mortale e apce a fratellanza fra i popoli…e mette a rischio la sicurezza e il difficile equilibrio internazionale… (secondo me si annoiava e voleva movimentare la vita di qualche persona)

Se al funerale di un’amica mi sento dire "Chi non ha fede non può avvicinarsi all’ultimo saluto a questa creatura"… (ma va a caghè)

Se se se se—-se la chiesa vuole entrare nello Stato, se ne vuole dettare l’agenda, se vuole decidere per le mie libertà. Beh, m’incazzo.

Fatevi gli affaracci vostri, ok? Chi vi chiede nulla! Chi vi vieta di fare tutte quelle cose in cui credete, chi vi vieta di pregare anche per noi, blasfemi. Chi vi tocca le chiese. Chi vi dice niente! Chi vi obbliga ad abortire separarvi autanasiarvi suicidarvi convivere faresessoprimadelsacrovincolodelmatrimonio etc etc. Fate tutto ciò che volete.

Ma non scassate i maroni a noi. OK?

[oh, come sono stata diplomatica, vero??)