Archivio per Agosto, 2006

DEPRESSIONE LINGUISTICA

30 Agosto 2006

Oggi sono depressa linguisticamente.

Perche’ non e’ possibile che dopo, rispettivamente, 3 anni di scuole medie, 5 di liceo, 1 di universita’ a studiare inglese =totale 9 anni! io non sappia ancora come mettere insieme una frase di senso compiuto senza fare almeno un errore.

Oggi siamo arrivati ai minimi storici d’amore fra me e l’anglicistica. Zero. Although, even if, in spite of: vi odio. E quasi odio il mio stupido cervello che non ne vuole sapere di accogliere l’inglese tra i suoi interstizi. Niente da fare. Sono impermeabile all’inglese.

Non importa quanto io lo tudi, quanti esercizi faccia. Semplicemente mentre parlo o scrivo mi assalgono mille e mille dubbi grammaticali che mi lasciano muta.

Il problema non e’ comunicare. Quello lo si fa facilmente. Anche il professorino Adrian, oggi, mentre meditavo di scappare in Spagna a parlare spagnolo per il resto della mia vita, mi ha detto: "ma no, parli benissimo! meglio di come io parli italiano! e poi ti capisco benissimo!"

MACHISSENEFREGA???? Io voglio parlare correttamente! Non mi importa se il fruttivendolo capisce se voglio una mela o un cocomero: voglio poterglielo chiedere con tutte le parole in ordine e con una frase degna di essere chiamata frase.

No, proprio non ce la faccio. L’inglese non mi vuole, io non voglio l’inglese, non so.

E sono cosi’ depressamente depressa quest’oggi per questa stupida lingua. I’m giving up.

LA SAGRA DELLA CELLULITE [ovvero:notting hill carnival]

29 Agosto 2006

Alla fine ha smesso di piovere. Anzi, e’ uscito un bel sole che a volte scompariva dietro grossi nuvoloni neri. Ma di pioggia, dopo l’acquazzone di ieri mattina, non piu’ una goccia.

Quindi, raccolti Rachele ed amici alla stazione metropolitana di Willesden Green, ci siamo diretti verso Notting Hill Gate.

Siamo rimasti circa 4 ore, tra odore di carne alla griglia, di noodles, di marijuana, di sudore. Siamo rimasti 4 ore nella bolgia di un sacco di persone accorse a vedere le maschere, i balli, ad ascoltare la musica caraibica che pulsava nei timpani, nello stomaco, nelle vene.

Il grasso. La cellulite, la carne straripante da ogni costumino dorato o argentato. Era la cosa piu’ evidente, quello che balzava agli occhi. Chili e chili e chili di adipe sballonzolante, tremante, danzante al ritmo di salsa e merenghe e chachacha. Buchi buchini crateri di cellulite da far impazzire di gioia qualsiasi casa farmaceutica, qualsiasi estetista o massagiatrice.

La sagra della cellulite, questo e’ stato il Carnevale di Notting Hill. Sederi straripanti, seni incontenibili, addomi degni di elefantesse incinte. E brillantini sopra tutto. Brillantini e trucco e piercing.

Ed era quasi carino, quasi divertente vedere come niente che assomigliasse alla vergogna predominasse sui volti di queste donne teutoniche. E forse e’ giusto cosi’, in quest’era dominata dalle immagini anoressiche delle svariate modellebarbieveline. Forse allora e’ solo allegria quella che fa cosi’ orgogliosamente sventolare i propri chili di troppo seminascosti da tutu’ improbabili, almeno un giorno all’anno: ed era proprio questa la funzione del carnevale: sradicare i cardini, cambiare le regole. E allora per un giorno il grasso diventa bello, la cellulite attraente.

E non sarebbe poi cosi’ male se questo carnevale si prolungase ancora un po’ nelle bilance collettive.

PIOVE

28 Agosto 2006

Piove!

Cazzarola, piove a catinelle, proprio oggi che arriva Rachele da Oxford e che c’e’ il carnevale a Notting Hill!

Ma porcazza miseria, non poteva piovere ieri???????????????????????????

IL MONDO E’ PICCOLO

28 Agosto 2006

Ieri ero con mia cugina, le sue amiche, a fare un giro oltre il Tamigi. Decidiamo di avviarci verso casa. Attraversiamo un ponte, uno a caso…

E chi vedo? Claudia!

Ho giocato con lei un anno a pallavolo, due anni fa. Da allora l’ho incontrata due volte: alla sagra del Paesello e qua, a Londra.

Abita a cinque chilometri da me, ed e’ qua solo per qualche giorno in vacanza.

Allora mi dico: ma se incontro qua Claudia, che e’ l’ultima persona che mi aspetterei di vedere, chissa’ quanti uomini fatti proprio su misura per me ho sfiorato, incrociato, guardato, non solo qua a Londra, ma in tutti i miei 22 anni. E non me ne sono mai accorta! Che sfiga…

LAST WEEK

27 Agosto 2006

Domani inizia la mia ultima settimana inglese. Comincia con una Bank Holiday, carnevale di Notting Hill. Niente scuola, niente lavoro, tutti a casa in festa.

Ultima settimana a Londra.

Nelle tre settimane passate ho cambiato mille umori, mille lune, mille piani. Sono passata dal voler assolutamente prolungare la mia permanenza qua al voler tornare a Londra ad Ottobre a (pensiero attuale) volere (se potessi) tornare a casa in anticipo.

Mi sembra di essere in stand-by. Sono venuta qua davvero solo per imparare la lingua, eppure la delusione scuola e’ stata tanto grande che mi ha scaricata di tutto l’entusiasmo. Ho speso soldi e tempo in questo mese in Inghilterra, e in realta’ non ha portato a molto.

Ci sono mille "avreipotuto" che potrei elencare, ma la storia non si fa con i se.

Non ho conosciuto molta gente, non ho migliorato il mio inglese (non troppo), non mi sono divertita.

Certo manca ancora una settimana, sei giorni in realta’, tutto puo’ succedere. Sempre che io sia disposta a farlo succedere.

In realta’ mi sento un orso trapiantato a Londra. Mi sento come se a casa avessi tante cose urgenti da fare ma che, data la distanza, io non possa farle. Non si tratta di nostalgia. Non si tratta di mancanza di qualcosa/qualcuno. Solo non sono del tutto a mio agio.

Londra mi strega. Mi ammalia affascina e soffoca nello stesso istante. Londra mi chiama, ma con una forza centrifuga fortissima mi respinge. Londra merita sicuramente piu’ tempo, piu’ predisposizione, piu’ voglia. Non escludo che queste strade mi possano rivedere, presto o tardi.

Ma ora ho davvero cose piu’ importanti da fare, a casa, nella umida calda afosa pianura padana.

[continuo a rimandare il Post Diffamatorio per quando avro' piu' aneddoti da raccontare!]

DUE TIPI STRANI (ED INGLESI)

26 Agosto 2006

Gente strana per Londra.

E io calamita. Di gente strana.

Dico: il professorino inglese si dimostra piu’ instabile di quel che pensavo all’inizio. Di una sicurezza disarmante, di una timidezza quasi imbarazzante, se non fosse poi che se ne esce con dei commenti domande situazioni assolutamente fuori luogo. Come autoinvitarsi a delle feste dove io sono invitata. O chiedermi se lo trovo sexy. Vi sembra un comportamento normale? NOOOOOO. E io a mediare, a dirgli che certe domande non si fanno, che sono fuori luogo. Tutto per non dirgli "No, ti trovo ridicolo".

Poi un tipo che mi ferma in strada e mi chiede di andare a bere qualcosa, che mi ha vista e "WOW!". Pazzo. Dico che al momento non posso, sara’ per la prossima volta. Mi supplica. Io dico di no. Se ne va.

GENTE CHE VA, GENTE CHE VIENE

25 Agosto 2006

Domani i miei flatmates, qua a Londra, se ne tornano a casa.

Beatriz torna a Barcellona, Lincon e Christopher in Taiwan, Joseph in Austria.

(A dire il vero di Joseph non mi interessa troppo: e’ stato qua solo una settimana e odio il suo accento austriaco. Quando parla inglese e’ come sentire parlare tedesco. Odioso. Dico: non e’ che non sopporti il tedesco: non sopporto lui che parla inglese con accento austro-tedesco. Quando poi parte con i monologhi a colazione, che io sono ancora in pigiama addormentata…argh, in quel momento gli rovescerei in testa il "caffe’")

Beh,dicevo… Stamattina e’ anche partito Jordan, torna a Stoccarda.

Quindi domani l’unica inquilina saro’ io.

Mi ha detto Myriam, the house owner, che arivera’ un italiano domenica sera. Eta’ e genere ad ora non sono ancora a conoscenza dei piu’.

Vi terro’ informati.

COSA ODIO DELL’INGLESE

25 Agosto 2006

Le preposizioni.

Non quelle di tempo e spazio, quelle sono abbastanza semplici. Odio le preposizioni che seguono verbi ed aggettivi.

Le reggenze. I’m thinking… of, in, on,….???? (direi: i’m thinking of doing, ma chissa’ se e’ corretto…)

E poi con quali verbi ci vuole la -ING form??

Li odio, davvero, questi inglesi!

ps. inutile dire che la scuola per cui ho sborsato 315 sterline mi e’ assolutamente inutile per ogni tipo di chiarimento grammaticale. Ma questo sara’ il post diffamatorio di uno dei prossimi giorni.

NON MI SENTO TURISTA

24 Agosto 2006

Non ho con me la macchina fotografica.

Non ho zaini zainetti zainoni e marsupi.

Mi piace la pioggia quando sono in casa, the e coperte, un libro e un quaderno.

Non ho una guida turistica.

Non cerco ristoranti italiani, ne’ mi lamento troppo del cibo.

Non frequento troppo i posti "famosi", ne’ faccio shopping compulsivo.

Non ho magliette con Torre di Londra, bandiera inglese, frasette inglesi. Nessun souvenir finora.

Finite le ore di lezione (quando ci vado, ma questo e’ un altro post) facio un giro, tutt’al piu’ da sola in un museo (gratis!) e poi torno a casa, mi cambio e mi metto comoda, studio e schiaccio un pisolo…

E, piu’ di tutto, scappo dalle rumorose imbarazzanti festaiole bande di italiani all’estero.

CHIAMALA COERENZA

23 Agosto 2006

Ho gia’ cambiato idea… O forse no. Non voglio piu’ tornare a Londra in Ottobre. O forse si. Non so, sono confusa.

Costa tutto enormemente troppo. Una mini stanzina in periferia almeno 70 sterline a settimana. E non e’ detto che trovi lavoro. E se non lo trovo? Mettiamo invece, nel migliore dei casi, di trovarlo. Cosa faccio, ancora la cameriera? Non so se si era capito ma sono un po’ stufa di apparecchiaservisparecchailavapuliscirassetta. La questione soldi mi frena. Tornero’ a casa senza un eurino, e per ripartire me ne serve almeno una scorta per sopravvivere due settimane. Cosa infattibile.

E poi ho degli esami da dare, una tesi da pensare e scrivere. Tutte cose molto piu’ semplici da fare da casa, che non con l’Europa a separare me dalla sede dell’universita’.

Poi ho anche pensato che posso tornare a casa, laurearmi in qualche mese, nel frattempo cercarmi un lavoricchio (non come cameriera, please), mettere via un po’ di dindi, e magari pensare a tornare qua dopo la laurea, prima di sondare il terreno del sudamerica.

Ma forse no. Dico. Forse invece la cosa migliore e’ sfruttare quest’ondata d’entusiasmo (c’e'? non c’e'?) e tornare qua a ottobre. Non so. Sono indecisa, si vede?

E un’altra cosa. Si suppone che debba tornare a acasa il 3 Settembre, dare 4 esami, e ripartire a inizio Ottobre. Nel frattempo sistemare varie faccende burocratiche, mediche, finanziarie, sindacali (questa poi…altro post). Quindi tutto a velocita’ razzo, che non fa assolutamente per me.

Quindi, mi sembra che l’ago della bilancia penda per il no. Ma non si sa mai, la coerenza che mi contraddistingue potrebbe farmi cambiare idea mille volte prima che io prenda una decisione definitiva.

A ver que pasa.