Non so. Sono a corto d’idee?
Si, postare il testo di una canzone è un po’ banale. Ma tant’è.
Sarà il caldo. Non riesco a far nulla. Cioè, non riuscirei a far nulla, se solo me lo potessi permettere. Perchè le mie 4 ore a correre fra tavoli e clienti impazziti me le faccio (Ancora 5 giorni!!!!), e poi oggi tutto il giorno a pulire fare disfare smontare montare sistemare, ‘chè abbiamo pitturato la zona notte e camera mia è composta da milioni d’oggetti (perlopiù libri). Però risultato splendido. Davvero, sono supersupersuperissimo soddisfatta.
Dicevo: il caldo, mi nebulizza i pensieri. Bah. A dire il vero qualcosa da scrivere ce l’avrei. Anzi, ci sono diversi argomenti che vorrei trattare. Ma non so come farlo, non ne ho voglia, sono cotta. Sto davvero arrivando ad esaurire le mie riserve d’energia.
Londra è tra una settimana, sembra lontanissima invece è dietro l’angolo. Prometto che lunedì ci penso e inizio ad organizzarmi. Là incontrerò Zach, uomo di Tel Aviv di cui, a Calcutta, mi ero quasi perdutamente innamorata. Non abbastanz aperò da dirglielo e scappare con lui in Nuova Guinea. Domani, nel frattempo, Trebbia, acqua, fiume, fresco, amici. Beneamati tampax. Ahahah.
Sono di umore altalenante in questi giorni. Passo dalla serenità alla malinconia. Spesso coesistono. Tutti i miei amici partono per il Portogallo, io invece salpo da sola per Londra. Sola ancora. Un altro viaggio sola. Che poi penso che se potessi scegliere sceglierei comunque di partire ALONE. Ma la malinconia a volte c’è. Come questo senso di non vivere mai il presente, sempre tesa verso il futuro. Ufff…Godot.
E non riesco neppure a scrivere un post con un filo conduttore, che salto di palo in frasca come un’apetta di fiore in fiore. Sempre colpa della temperatura.
Poi mi è arrivata una splendida mail da Silvia, cavoli, quanto mi mancherà il prossimo mese? Che poi è solo un mese… E invece ho finalmente scritto a Christian, Norimberga, che se ne va in Sudamerica per 8 mesi a studiare. Uff…
Altre cose? Ce ne sarebbero cento, certo. Mille pensieri, mille idee, anche di cose da scrivere. Ma dovrò mettere un po’ d’ordine nella mia testa, prima. C’è un tale caos.
Bah. Delirio senza senso delle 0.14 di una caldissima notte d’estate, dopo aver dipinto casa.